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La storia del Padre Peppe

Altamura 16 foto 2 March 2026

Un liquore la cui ricetta continua a essere tramandata di generazione in generazione all’interno di una famiglia che ne custodisce gelosamente il segreto. Ciò di cui stiamo parlando è il “Padre Peppe”: un nocino originario di Altamura, ideato alla fine del 700 da un frate di nome Giuseppe Ronchi. Un antico elisir che a distanza di più di due secoli continua a essere preparato sempre allo stesso modo, seguendo un prontuario detenuto da una sola famiglia (gli Striccoli) e mai rivelato a nessuno. Affinchè il segreto industriale potesse rimanere tale, i titolari hanno poi mantenuto un profilo di piccola impresa portata avanti con pochissimi collaboratori, fornitori fidati e tecniche rigorosamente artigianali. Siamo quindi andati a scoprire la storia del Padre Peppe recandoci direttamente ad Altamura, lì dove in piazza San Giovanni 18 si trova l’impresa “Fratelli Striccoli” (foto di Paola Grimaldi)

16 fotografie
L'azienda "Fratelli Striccoli" si trova in un palazzotto neoclassico di colore giallognolo situato nel centro storico di Altamura, in piazza San Giovanni 18
L'azienda "Fratelli Striccoli" si trova in un palazzotto neoclassico di colore giallognolo situato nel centro storico di Altamura, in piazza San Giovanni 18
Una volta varcato l’ingresso al piano terra veniamo accolti dai 53enni Tiziana Ghessa e Francesco Maccarrone, cugini e discendenti del fondatore dell’azienda, Luigi Striccoli. Dal 2005 sono loro a portare avanti l’impresa di famiglia
Una volta varcato l’ingresso al piano terra veniamo accolti dai 53enni Tiziana Ghessa e Francesco Maccarrone, cugini e discendenti del fondatore dell’azienda, Luigi Striccoli. Dal 2005 sono loro a portare avanti l’impresa di famiglia
A fondare l'azienda fu il trisnonno dei due: Luigi Striccoli, che  ereditò la ricetta del nocino ideata da frate Giuseppe Ronchi. Nel 1832 Luigi dette al liquore il nome di “Padre Peppe”...
A fondare l'azienda fu il trisnonno dei due: Luigi Striccoli, che ereditò la ricetta del nocino ideata da frate Giuseppe Ronchi. Nel 1832 Luigi dette al liquore il nome di “Padre Peppe”...
...marchio che fu registrato nel 1912
...marchio che fu registrato nel 1912
A dare grande impulso all’elisir furono nel 900 Luigi Striccoli (nonno di Tiziana) e il fratello Domenico (nonno di Francesco). Ci viene mostrata una foto in bianco e nero dei due...
A dare grande impulso all’elisir furono nel 900 Luigi Striccoli (nonno di Tiziana) e il fratello Domenico (nonno di Francesco). Ci viene mostrata una foto in bianco e nero dei due...
...oltre a vecchi cartelloni appesi alle pareti
...oltre a vecchi cartelloni appesi alle pareti
...che pubblicizzano in maniera artistica il liquore altamurano
...che pubblicizzano in maniera artistica il liquore altamurano
I titolari ci conducono ora nella piccola fabbrica, facendoci accedere prima di tutto all’area dedicata all’infusione, lì dove sono posizionate in fila botti in rovere che contengono il prezioso digestivo
I titolari ci conducono ora nella piccola fabbrica, facendoci accedere prima di tutto all’area dedicata all’infusione, lì dove sono posizionate in fila botti in rovere che contengono il prezioso digestivo
Il ciclo produttivo inizia a fine giugno, quando i frutti vengono raccolti e poi spezzettati e lasciati a macerare per quattro anni con alcol, zucchero, acqua cristallina e aromi naturali segreti
Il ciclo produttivo inizia a fine giugno, quando i frutti vengono raccolti e poi spezzettati e lasciati a macerare per quattro anni con alcol, zucchero, acqua cristallina e aromi naturali segreti
Passati 48 mesi l’infuso viene versato all’interno di botti più piccole, lì dove rimane per un altro anno con l’aggiunta di cannella, chiodi di garofano e altre spezie
Passati 48 mesi l’infuso viene versato all’interno di botti più piccole, lì dove rimane per un altro anno con l’aggiunta di cannella, chiodi di garofano e altre spezie
Infine c’è il filtraggio, attraverso il quale si eliminano tutte le impurità
Infine c’è il filtraggio, attraverso il quale si eliminano tutte le impurità
Solo allora il nocino potrà essere imbottigliato...
Solo allora il nocino potrà essere imbottigliato...
...ed etichettato
...ed etichettato
Oggi l’azienda produce tre varianti del nocino classico, che è quello “vestito” di verde e dal volume alcolico di 42 gradi
Oggi l’azienda produce tre varianti del nocino classico, che è quello “vestito” di verde e dal volume alcolico di 42 gradi
Tiziana e Francesco ci mostrano una bottiglia degli anni 70: è più lunga rispetto a quella attuale, ma l’etichetta è la stessa, come naturalmente il contenuto
Tiziana e Francesco ci mostrano una bottiglia degli anni 70: è più lunga rispetto a quella attuale, ma l’etichetta è la stessa, come naturalmente il contenuto
«Abbiamo voluto mantenere tutto invariato per restare fedeli alla tradizione – concludono i due cugini –. Certo, non è semplice gestire l’azienda in poche persone, ma a spronarci è sempre stato l’amore della nostra famiglia per questo nocino “segreto”: il nostro Padre Peppe»
«Abbiamo voluto mantenere tutto invariato per restare fedeli alla tradizione – concludono i due cugini –. Certo, non è semplice gestire l’azienda in poche persone, ma a spronarci è sempre stato l’amore della nostra famiglia per questo nocino “segreto”: il nostro Padre Peppe»