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La sontuosa Villa Romanazzi Carducci
Passeggiando nel suo fiabesco parco, tra dimore ottocentesche, fontane, statue e torrini, sembra di rivivere la raffinata atmosfera della Bari della belle époque. È questa la sensazione che si prova visitando Villa Romanazzi Carducci, tra le più sontuose dimore storiche del capoluogo pugliese. Costruita nella seconda metà del XIX secolo, sorge su via Capruzzi, a pochi passi dal Policlinico e da un’area del quartiere Picone caratterizzata da scheletri di vecchie industrie. Il complesso, adibito ormai da 40 anni a sala ricevimenti, conserva ancora il nome di chi l’ha abitato per un secolo: i Romanazzi Carducci (foto di Paola Grimaldi)
54 fotografie
L’ingresso principale di Villa Romanazzi, preceduto da un muro balaustrato, si trova al civico 326 di via Capruzzi...
...affiancato da cancelletti in ferro recanti i nomi di Rachele...
...e Giulia
Una volta entrati nel giardino veniamo subito accolti dalla graziosa guardiola, coperta da un tetto spiovente con merlatura lignea, ispirata agli chalet d’Oltralpe
Ai lati del vialetto incrociamo rampe balaustrate, muretti...
...e una colonna...
...piena zeppa di fossili di conchiglie
Alla nostra sinistra invece svetta la struttura a vetri del Mercure hotel, circondata da ulivi e alti pini
La struttura alberghiera prese il posto, nel 1982, di una seconda dimora esistente nel parco: Villa Giulia. In un'antica foto possiamo vedere la bellezza di questa residenza scomparsa, che appariva come un castelletto neogotico con merlature, garitte, torrino e un piccolo pronao di ingresso
opo pochi passi raggiungiamo uno spiazzo con una vasca d’acqua...
abbellita un mascherone e da maioliche colorate
Le due rampe laterali sono invece “vegliate” da feroci leoni...
...e da fanciulli infreddoliti
Sulla destra ci colpisce una curiosa struttura, in pietra a secco, con una rustica merlatura
L’interno, composto da cunicoli, varchi e nicchie, dà l’idea di una grotta oscura
Un pavimento “a mosaico” di pietruzze bianche e rosse con la scritta “Villa Rachele”...
...ci introduce al silenzioso viale che porta all’antica residenza...
...situata su un lieve pendio che ne accresce la sontuosità
Qui il giardino si allarga in un enorme parco di oltre 23.000 metri quadri che circonda tutto l’edificio
Nelle aiuole circolari ci sono piante e alberi di ogni tipo...
...e i sentieri sono poi impreziositi da fontane con putti, figure allegoriche...
...e ombrosi patii
L’elemento più scenografico è però un’ampia vasca circondata da cespugli in fiore, che simula un laghetto con tanto di ponticello
A chiudere la struttura c’è un torrino in pietra con terrazzino belvedere, le cui ringhiere in ferro...
...hanno sostituito l’originario legno
Ai piedi di quest’ultimo si trova anche un’antica colombaia con bifora centrale e tetto spiovente
Ma le sorprese non sono finite, visto che sul lato opposto del giardino scoviamo una chiesetta con merlatura bianca e un fastigio goticheggiante con un bassorilievo religioso
La minuta cappella, dedicata a San Nicola, ospita un altarino, statue e dipinti dedicati al Patrono di Bari
Mentre sono stati adibiti a sale eventi l’antica scuderia e il granaio, che conserva ancora il soffitto a capriate in legno
Non ci resta ora che andare ad ammirare da vicino la sontuosa Villa Rachele
La rossa dimora si erge su due livelli (più uno interrato) ed è caratterizzata da un’articolazione dei volumi esterni disposti con libertà espressiva rispetto ai linguaggi classici dell’epoca
Sul lato destro svetta il torrino belvedere...
...con loggetta a trifore
Sul corpo centrale, leggermente aggettante, si aprono invece degli ampi finestroni, di cui quelli superiori dotati di balcone con ringhiera in ferro
La parte sinistra è introdotta infine da un patio con lampioncini
In un’immagine di fine ‘800 avevamo visto come le arcate qui presenti fossero abbellite da decori eclettici polilobati e merlature
Ornamenti che furono rimossi agli inizi del ‘900, quando fu costruito il piano sovrastante, dotato anch’esso di finestroni
Non ci resta ora che entrare per andare a visitare le numerose stanze, dotate ancora degli originali pavimenti...
...con fantasiose raffigurazioni
Gli ambienti conservano alcuni degli arredi originali, tra cui un camino in marmo e una libreria in legno
Alzando lo sguardo notiamo sul soffitto lo stemma dei Romanazzi Carducci: un’aquila nera bifronte, un leone rampante su tre colli (simbolo di Putignano) e un braccio che regge una freccia
Superiamo l’ampio e luminoso salone centrale, abbellito con moderne tele di Carlo Fusca...
...per spostarci nell’antica sala pranzo. La regale stanza conserva ancora i mobili di fine ‘800...
...l’originale boiserie in noce che riveste le pareti tra porte a specchio...
...bassorilievi di putti...
...e figure femminili alate negli angoli della volta
Al centro del soffitto cornici lignee e riquadri con cigni e decori vegetali delimitano la splendida tela ottocentesca del pittore barese Raffaele Armenise...
...sulla quale, su un lucente cielo di sfondo, svolazzano amorini intenti a reggere una rete con ghirlande floreali
Nel vano adiacente scoviamo invece un affresco con gigli dorati, angioletti e raffigurazioni vegetali
Salendo al primo livello scoviamo la vecchia sala della Musica. Qui Giuseppe Romanazzi Carducci, fondatore della Camerata Musicale Barese, accoglieva compositori del calibro di Giacomo Puccini e Nino Rota
L’ambiente, oggi usato come sala riunioni, mostra sul soffitto un affresco ovale di Armenise con dei puttini che suonano e danzano attorno a una cetra
Una stretta scala...
...ci conduce infine sul torrino, dal quale possiamo godere di una vista privilegiata del verdeggiante giardino sottostante...
...e degli alti palazzi cresciuti intorno a questa secolare tenuta barese