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La siloteca di Molfetta
Uno spazio espostivo unico nell'Italia meridionale ma poco conosciuto anche dagli stessi abitanti della città in cui è allestito. È il curioso caso della siloteca di Molfetta: si tratta di un vero e proprio museo del legno che racchiude sezioni di alberi provenienti da ogni parte del mondo, rari oggetti d'epoca e un prezioso cimelio come la bacchetta da direttore d'orchestra di Riccardo Muti
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Inaugurata nel 1998, la siloteca si trova in piazza Municipio, alle porte del centro storico ed è allestita nel piano terra di palazzo Giovene. È intitolata allo xilologo molfettese Raffaele Cormio
Nella prima stanza spicca innanzitutto una teca con diversi tipi di sughero, molti dei quali giunti da Tempio Pausania, storico distretto industriale sardo attivo nel trattamento di questo tessuto vegetale
A poca distanza si notano le prime rodelle, cioè sezioni di alberi: sono state recuperate negli Stati Uniti e appartengono a dei Tulipier, piante ornamentali a sviluppo rapido coltivate anche in Europa
La seconda stanza pullula di rodelle
La sezione del Castagno francese: ciascun anello corrisponde a un anno di vita dell'albero
Lo Zingana invece dà vita a più anelli nell'arco di 12 mesi
Ad attirare la nostra attenzione è la rodella di Afrormosia caratterizzata da un contrafforte, espansione basale del tronco che aumenta la stabilità dell'albero ma determina un deprezzamento del legno
Difficile rimanere indifferenti poi all'imponenza del Sipo, il cui fusto può raggiungere i due metri e mezzo di diametro
Degna di nota è anche la rodella di Abura, che pur non presentando contrafforti spesso fornisce un legno poco apprezzato dai commercianti per via del "cuore cavo", un grosso spazio vuoto che tende a crearsi all'interno del tronco
Un'altra causa di abbassamento del valore di mercato sono le spaccature del fusto: è il caso della massiccia sezione di Obeche posta in fondo alla stanza, "sfigurata" da una profonda crepa
Una vetrina con insetti imbalsamati: si tratta di animali xilofagi, si nutrono cioè del legno danneggiandolo in modo serio
Una cassetta didattica del ventennio fascista contenente 30 tipologie di legnetti
Alcuni astucci in legno degli anni 60
Alcune vecchie trottole in legno
Non potevano mancare attrezzi di lavoro della tradizione marinara molfettese. In una delle teche salta all'occhio in particolare un segnalatore luminoso degli anni 30 realizzato in castagno, molto resistente all'azione corrosiva della salsedine
Dello stesso materiale è composto il bozzello, strumento navale utilizzato dai pescatori per tirare efficacemente i cavi
Infine tra i cimeli esposti c'è una sopresa per gli amanti della grande musica: una bacchetta da direttore d'orchestra di Riccardo Muti donata proprio dal maestro