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La gipsoteca di Bari

Bari 11 foto 22 December 2016

Capitelli, mensole, statue e particolari architettonici riprodotti fedelmente in opere in gesso create più di cento anni fa. È questo ciò che è possibile ammirare all’interno della gipsoteca di Bari (dal greco antico gypsos, gesso), una mostra presente nel Castello Svevo e che racchiude ben 130 modelli che ritraggono i capolavori del romanico pugliese. Furono realizzati nel 1911 dagli architetti Pasquale Duretti e Mario Sabatelli che, con l’aiuto di esperti artigiani formatori, li esposero a Roma durante un’imponente esposizione etnografica atta a celebrare i 50 anni dell’Unità d’Italia (Foto di Stefano Amoruso)

11 fotografie
Allestito al pian terreno della fortezza, il museo è ospitato in due grandi sale longitudinali scandite da ampi archi a vista, in pietra e a sesto acuto, che si stagliano sul bianco delle pareti
Allestito al pian terreno della fortezza, il museo è ospitato in due grandi sale longitudinali scandite da ampi archi a vista, in pietra e a sesto acuto, che si stagliano sul bianco delle pareti
I calchi all’epoca furono disposti in un padiglione dalle fattezze di un castello-cattedrale: si articolava su due livelli e aveva persino una torre laterale a sinistra della facciata. La costruzione alla fine della mostra fu smantellata e le sculture in gesso rientrarono a Bari
I calchi all’epoca furono disposti in un padiglione dalle fattezze di un castello-cattedrale: si articolava su due livelli e aveva persino una torre laterale a sinistra della facciata. La costruzione alla fine della mostra fu smantellata e le sculture in gesso rientrarono a Bari
Il “Portale dei leoni” della Basilica di San Nicola: presenta alla base due leoni stilofori nell'originale hanno quasi completamente perso la loro forma. I leoni sono però chiaramente visibili nella mostra del Castello, così come il bianchissimo Portale che presenta motivi che richiamano la flora e la fauna
Il “Portale dei leoni” della Basilica di San Nicola: presenta alla base due leoni stilofori nell'originale hanno quasi completamente perso la loro forma. I leoni sono però chiaramente visibili nella mostra del Castello, così come il bianchissimo Portale che presenta motivi che richiamano la flora e la fauna
Appartenente alla Basilica è anche la bellissima sfinge che si erge fiera, portatrice di un magnifico significato: la sapienza
Appartenente alla Basilica è anche la bellissima sfinge che si erge fiera, portatrice di un magnifico significato: la sapienza
Notevole è anche il corredo scultoreo appartenente alla Cattedrale di San Sabino di Bari dove spiccano gli animali incisi (leoni, elefanti e animali fantastici come draghi, sfingi e grifoni) che attingono ai “bestiari medievali”
Notevole è anche il corredo scultoreo appartenente alla Cattedrale di San Sabino di Bari dove spiccano gli animali incisi (leoni, elefanti e animali fantastici come draghi, sfingi e grifoni) che attingono ai “bestiari medievali”
Non passano inosservati i particolari della Cattedrale di Santa Maria Assunta ad Altamura: la lunetta esposta fa parte di un portale molto decorato. La scena presente sulla sommità, ripresa dai vangeli apocrifi, mostra la Madonna con un vestito adornato di gigli mentre tiene in braccio un bambino che stringe tra le mani un uccellino
Non passano inosservati i particolari della Cattedrale di Santa Maria Assunta ad Altamura: la lunetta esposta fa parte di un portale molto decorato. La scena presente sulla sommità, ripresa dai vangeli apocrifi, mostra la Madonna con un vestito adornato di gigli mentre tiene in braccio un bambino che stringe tra le mani un uccellino
Un dettaglio dello stipite della chiesa di Santa Maria Assunta ad Altamura che riporta alcune storie del Nuovo Testamento
Un dettaglio dello stipite della chiesa di Santa Maria Assunta ad Altamura che riporta alcune storie del Nuovo Testamento
La chiesa di Sant'Andrea di Barletta è rappresentata con una lunetta che presenta il tetramorfo, ossia una raffigurazione iconografica dell'immagine biblica dei quattro simboli evangelisti: un uomo alato, un leone, un bue (o un toro) e un'aquila. Questi simboli reggono le colonne che scandiscono lo spazio in cui c'è Cristo al centro con le dita a formare il numero tre, la trinità, e ai lati due santi seguiti da due angeli inginocchiati
La chiesa di Sant'Andrea di Barletta è rappresentata con una lunetta che presenta il tetramorfo, ossia una raffigurazione iconografica dell'immagine biblica dei quattro simboli evangelisti: un uomo alato, un leone, un bue (o un toro) e un'aquila. Questi simboli reggono le colonne che scandiscono lo spazio in cui c'è Cristo al centro con le dita a formare il numero tre, la trinità, e ai lati due santi seguiti da due angeli inginocchiati
L’elemento più caratteristico è però la Madonna a seno nudo sullo stipite, particolarità che ricorda molto le iconografie orientali
L’elemento più caratteristico è però la Madonna a seno nudo sullo stipite, particolarità che ricorda molto le iconografie orientali
Le riproduzioni dell’arte romanica si riscontrano anche nell’area di Monte Sant'Angelo sopratutto nella riproduzione del timpano del portale principale della chiesa di San Giovanni, dove si possono osservare episodi della passione di Cristo e un particolare della sua cattura
Le riproduzioni dell’arte romanica si riscontrano anche nell’area di Monte Sant'Angelo sopratutto nella riproduzione del timpano del portale principale della chiesa di San Giovanni, dove si possono osservare episodi della passione di Cristo e un particolare della sua cattura
Infine il Salento e il richiamo al periodo neo-barocco con la chiesa di Santa Caterina a Galatina, qui rappresentata con i capitelli della Tomba Orsini
Infine il Salento e il richiamo al periodo neo-barocco con la chiesa di Santa Caterina a Galatina, qui rappresentata con i capitelli della Tomba Orsini