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La chiesa del Preziosissimo sangue in San Rocco
Da 150 anni è un punto di riferimento dei quartieri Murat e Libertà e tra le sue mura custodisce marmi policromi, tele d’autore e grandi altorilievi in cartapesta. È la descrizione della chiesa del Preziosissimo Sangue in San Rocco, situata in via Sagarriga Visconti, a Bari. Si tratta di uno delle più antiche parrocchie del capoluogo pugliese, la cui storia si unisce a quella dell’adiacente Palazzo dei Missionari. Un luogo di culto che siamo andati a visitare (foto di Giacomo Pepe)
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Siamo quindi in via Sagarriga Visconti 57, al confine tra i (vicini ma diversissimi) rioni Murat e Libertà
Davanti a noi si erge la facciata della chiesa, stretta in un abbraccio di pietra con l’imponente mole del palazzo dei Missionari...
...un convento che si sviluppa sino all’angolo con via Putignani
La facciata, di gusto neoclassico con muratura di conci in pietra calcarea a vista, si divide in due livelli
Quello inferiore, su un alto zoccolo in pietra, è scandito da quattro lesene scanalate con capitelli dorici...
...che sostengono il fregio sopra il portone principale, dove è incastonato lo stemma dell’arcivescovo Pedicini
Il livello superiore riprende la stessa geometria con altre quattro lesene alleggerendosi però con finestre ovali, per poi chiudersi in cima con il monumentale timpano triangolare
Gli ingressi laterali sono poi posti alla base di due corpi di fabbrica gemelli a sviluppo verticale impreziositi da cantonali bugnati, oculi mistilinei superiori e finestre ottagonali
Alle spalle si intravede la punta del campanile sormontata dalla croce
Non ci resta ora che entrare. Ci ritroviamo in un ampio e luminoso spazio suddiviso in tre navate. Fu l’ingegnere Signorile Bianchi negli anni 30 a utilizzare la struttura della chiesa ottocentesca come navata centrale...
...ricavando quelle laterali dall’abbattimento di un magazzino-stalla a sinistra...
...e di un deposito di carbone a destra
Nell’atrio d’ingresso un controsoffitto a cassettoni sorregge la cantoria con l’organo del Novecento dalle canne lucenti
Alla destra del portone principale è incastonata invece la lapide commemorativa con le spoglie dell’arcivescovo Francesco Pedicini, sormontata da un medaglione con il suo rilievo marmoreo
Il soffitto della chiesa è decorato con motivi geometrici e stelle a otto punte, illuminato da finestroni laterali
Camminando lungo la navata centrale verso il presbiterio, si nota il contrasto tra la solida fascia scura alla base delle pareti, i pilastri in marmi policromi e il bianco dell’intonaco superiore, aperto sulle ampie arcate
In fondo domina l’altare maggiore in marmi colorati, realizzato nel 1932...
...e delimitato da due angeli marmorei...
..., sopra cui troneggia il monumentale Crocifisso in bronzo. Sulla cattedra si apre la volta della cupola decorata a stucchi
Spostandoci nella navata destra ammiriamo la cappella minore che custodisce il dipinto del Sacro Cuore di Gesù del pittore barese Umberto Colonna
Raffigura Cristo a braccia aperte su nuvole mistiche e fu una delle ultime opere di Colonna, artista che ha lasciato il segno in tanti luoghi sacri di Bari
Lungo il corridoio laterale si incontrano poi due altorilievi in cartapesta realizzati nella metà del 900 da Salvatore Bruno. La prima rappresentazione mostra Santa Rita da Cascia inginocchiata davanti al Crocifisso mentre riceve la corona di spina da un angioletto
La seconda invece raffigura Sant’Antonio da Padova proteso verso il Bambin Gesù
Proseguendo verso la navata sinistra, sopra l’ingresso per la sagrestia e gli uffici parrocchiali, spicca la tela di San Rocco
Fu dipinta nel 1887 da Michele Montrone, il più grande interprete dell’arte sacra della sua epoca. Il santo pellegrino mostra la piaga della peste sulla coscia, accompagnato dal fedele cagnolino e avvolto da un fascio di luce
Sempre nella navata sinistra troviamo un altro altorilievo in cartapesta di Salvatore Bruno che mostra Sant’Anna guidare la piccola Maria nella lettura
Poco più avanti è invece esposta la riproduzione della Madonna del Rosario di Pompei, realizzata nel 1941 da Felice Colonna (fratello di Umberto)
Un passaggio conduce infine al cortile interno...
...da cui si vede finalmente svettare il campanile, poco visibile dalla strada
Nello spazio, da cui si accede anche al Palazzo dei Missionari, trovano posto il campetto di calcio, la mensa e aule per il catechismo
Infine, Don Terenzio si congeda mostrandoci il suo angolo preferito: una panca nascosta da una colonna ..