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L'orto botanico "Giardino dei tempi"
Un laghetto artificiale con tanto di ponticello in legno, rare piante tropicali, una serra delle farfalle e il richiamo di Paco, un coloratissimo pappagallo parlante che fa da custode a questo luogo fin dalla sua nascita. È questo lo scenario del “Giardino dei Tempi”, grande orto botanico di 30mila metri quadri che con il suo rigoglioso verde si staglia da 25 anni all’ingresso del capoluogo pugliese (foto di Paola Grimaldi)
45 fotografie
L'orto botanico "Giardino dei tempi" si trova sulla complanare della statale 100, tra Triggiano e Bari
Giunti all’ingresso...
...facciamo subito la conoscenza del 63enne barese Ferdinando Valenzano, creatore e proprietario dell’orto botanico
Il giardino è pieno zeppo di piante e alberi inusuali e specie rare, spesso scovate da Ferdinando in giro per il mondo. Come l’imponente “Palma del Cile”, posta proprio davanti al cancello d’entrata
E guardandoci in giro notiamo tanti riferimenti all’Oriente: da una scultura del Buddha...
...a delle statuette indonesiane...
...passando per porte in stile indiano...
...e fontane a mosaico
Valenzano ora ci affida al suo storico collaboratore Domenico Pesce: sarà lui a portarci in giro per l’orto
Si parte dalla “serra delle farfalle”...
...due stanze in cui, tra lanterne a forma di bozzolo...
...ammiriamo piante mangiafumo, bouganville...
...e un albero da tè secolare indonesiano privato della corteccia
Il luogo si chiama così perché qui sono presenti piante e fiori che attirano tante colorate farfalle, come ad esempio la cavolaia maggiore che fotografiamo mentre si nutre su un fiore di lantana
La nostra guida ci porta ora su un sentiero che conduce nel cuore del parco. La prima parte dell’area è dominata dalle alte palme da dattero egiziane...
...dove colonie di parrocchetti selvatici hanno costruito complessi nidi condominiali
Avanzando ci ritroviamo su grazioso ponticello in legno...
...che permette l’attraversamento di un sorprendente laghetto artificiale, simbolo dell’orto botanico
Questo bacino, dal verde intenso, é ricco di sostanze nutritive...
...le sue acque completano l’irrigazione delle piante rendendole sane e rigogliose
Superato il laghetto, ci ritroviamo su un percorso che è un dialogo tra mondi. Da un lato la macchia mediterranea: con farfalle che danzano tra lavande profumate...
...carrubi secolari...
...melograni dai fiori rosso-arancio...
...e antichi ulivi dai rami intrecciati
Dall’altro le curiosità esotiche. Tra queste due rari esemplari gemelli australiani di Macrozamia, maschio e femmina...
...che mostrano nel grande fogliame un cono ricco di semi rossi
O ancora l’Eritrina, albero tropicale sudamericano...
...con fiori rosso vivo che ricordano la cresta di un gallo
Dopo essere saliti su un ponticello che attraversa un piccolo specchio d’acqua...
...su cui sono posate ninfee lilla...
...e bianche...
...la nostra visita prosegue nella serra tropicale. Qui un microclima umido preserva decine di specie esotiche...
...quali cactus colonnari...
...agavi attenuate...
...maestose cycas...
...banani...
...e hibiscus colorati
Ci sediamo ora su delle possenti panchine in legno ricavate da radici di teak...
...per fare la conoscenza di Paco: un’ara sudamericana dai colori sgargianti...
...ospitato in una voliera
Il pappagallo è qui da quando è stata fondata l’oasi e da allora intrattiene gli ospiti con la sua loquacità: anche se purtroppo davanti a noi non proferisce parola
Comunque divertiti dall’allegro volatile non ci resta ora che tornare sui nostri passi, ponendo lo sguardo sull’affascinante Spina Christi...
...con le sue acuminate spine...
...e sullo Schinus molle, il “falso pepe”...
...dai grappoli di bacche rosa