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L'ex stabilimento De Laurentis

Santeramo in Colle 12 foto 16 August 2017

Sembra una residenza nobiliare francese, con la sua ampia facciata rettangolare e i suoi tetti spioventi rossi che dominano il cosiddetto Vallone della Silica. Parliamo dello “Stabilimento De Laurentis”, un edificio che da più di cento anni si erge solitario su un’altura nelle campagne di Santeramo, in provincia di Bari. E’ lì dalla fine dell’800, da quando cioè il suo ideatore, Luigi Patroni Griffi De Laurentis, decise di farne una grande cantina vinicola che avrebbe rifornito mezza Europa di pregiato nettare degli dei. Un progetto ambizioso che naufragò purtroppo dopo pochi anni. E così dal lontano 1914 il grande edificio giace praticamente inutilizzato (foto di Eva Signorile)  

12 fotografie
Siamo andati a visitare l’ex stabilimento De Laurentis, raggiungibile attraverso la strada provinciale 236 che collega Santeramo a Matera. Poco prima di incrociare la Sp 41 sulla sinistra si stacca una viuzza di campagna che porta dopo pochi metri davanti all’inconfondibile profilo della struttura
Siamo andati a visitare l’ex stabilimento De Laurentis, raggiungibile attraverso la strada provinciale 236 che collega Santeramo a Matera. Poco prima di incrociare la Sp 41 sulla sinistra si stacca una viuzza di campagna che porta dopo pochi metri davanti all’inconfondibile profilo della struttura
Dopo aver varcato due colonne si apre una stradina sterrata che conduce all’edificio...
Dopo aver varcato due colonne si apre una stradina sterrata che conduce all’edificio...
...per una parte del cammino affiancata dall’ingresso a un tunnel, che costituiva  l’accesso diretto dei carri alle cantine sottostanti
...per una parte del cammino affiancata dall’ingresso a un tunnel, che costituiva l’accesso diretto dei carri alle cantine sottostanti
Il palazzo in pietra presenta come detto una facciata rettangolare, sormontata da un doppio tetto a piramide tronca. Perfettamente al centro si trova il portone d’ingresso che conduce a tre livelli (seminterrato, pianoterra e primo piano)...
Il palazzo in pietra presenta come detto una facciata rettangolare, sormontata da un doppio tetto a piramide tronca. Perfettamente al centro si trova il portone d’ingresso che conduce a tre livelli (seminterrato, pianoterra e primo piano)...
...e sul quale domina l’emblema della famiglia Patroni Griffi: due leoni che reggono uno scudo sormontato da una corona
...e sul quale domina l’emblema della famiglia Patroni Griffi: due leoni che reggono uno scudo sormontato da una corona
Per entrare dobbiamo recarci alle sue spalle, dove si trova l’ingresso alla corte interna introdotta da un imponente leccio
Per entrare dobbiamo recarci alle sue spalle, dove si trova l’ingresso alla corte interna introdotta da un imponente leccio
Oltre la sua chioma si apre un viale sterrato che conduce a una masseria: era lì che risiedeva De Laurentis quando si tratteneva per più giorni nella sua azienda
Oltre la sua chioma si apre un viale sterrato che conduce a una masseria: era lì che risiedeva De Laurentis quando si tratteneva per più giorni nella sua azienda
Siamo ora nel cortile dello stabilimento, dove sono presenti due palazzine gemelle dove alloggiavano alcuni dipendenti
Siamo ora nel cortile dello stabilimento, dove sono presenti due palazzine gemelle dove alloggiavano alcuni dipendenti
Da qui, aperto un grosso portone, ci troviamo finalmente nell’edificio principale, il cui pavimento è costituito da un parquet originale dell’epoca
Da qui, aperto un grosso portone, ci troviamo finalmente nell’edificio principale, il cui pavimento è costituito da un parquet originale dell’epoca
L’interno si articola su tre campate in cui si susseguono archi a botte. Gli ambienti sono molto ampi e le volte alte
L’interno si articola su tre campate in cui si susseguono archi a botte. Gli ambienti sono molto ampi e le volte alte
Anche se chiuso al pubblico e disabitato, qui tutto è lindo
Anche se chiuso al pubblico e disabitato, qui tutto è lindo
Nel bianco generale spiccano le sagome scure di tre enormi e antichi tini: sono ciò che rimane dei sedici contenitori in rovere di Slavonia che occupavano tutta l’area, insieme a sei file di botti da 30 e 175 ettolitri
Nel bianco generale spiccano le sagome scure di tre enormi e antichi tini: sono ciò che rimane dei sedici contenitori in rovere di Slavonia che occupavano tutta l’area, insieme a sei file di botti da 30 e 175 ettolitri