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L'ex Carrefour abbandonato
Parcheggi deserti, scale mobili sventrate, vetrate rotte, cartelli per terra. È l'inquietante scenario dell'ex centro commerciale Carrefour, massiccia struttura abbandonata al civico 36 di viale Gil Biagio Accolti, nella labirintica zona industriale di Bari. Un'atmosfera “da zombie” che merita di essere raccontata e stride con il ricordo del vivace viavai di persone in preda al "morbo" dello shopping che qui si svolgeva quotidianamente fino al 2009 (foto di Antonio Caradonna)
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Raggiungerlo è abbastanza facile. Percorriamo in direzione sud la tangenziale di Bari e imbocchiamo l'uscita numero 5, quella che immette in viale Europa. Proseguiamo per 350 metri per poi svoltare a sinistra in viale Biagio Accolti Gil. Dopo poco più di un chilometro attraversiamo un binario in disuso e ed ecco che il vecchio Carrefour appare sulla sinistra, quasi all'incrocio con viale Maestri del Lavoro
La costruzione è preceduta da un esteso giardino "prigioniero" della vegetazione spontanea ed è distribuita su tre livelli: il piano terra e il primo piano dedicati ai parcheggi, il secondo piano ideato per l'accoglienza dei negozi
Ciascun accesso agli spazi concepiti per ospitare le auto dei clienti è sbarrato da massi azzurri a forma di pallottola
Per terra, i cartelli che un tempo indicavano gli ingressi
Costeggiamo delle vetrate rotte su cui si specchiano alcune alte palme...
...e ci avventuriamo nel parcheggio del primo piano: una vastissima distesa di asfalto puntellata dalle sole colonne bianche che reggono la parte sovrastante dell'immobile
La grande superficie, punteggiata qua e là da alcuni detriti, è stata depredata dei suoi tombini, nentre dal soffitto pendono numerosi tubi dai quali ignoti hanno rubato tutti i cavi elettrici
Ci spingiamo in fondo, nella zona più buia
Una sedia da ufficio giace isolata tra la penobra e il cemento circostante
A poca distanza riposa un carrello della spesa colmo di quei cartelli che guidavano il cliente all'interno dell'ipermercato
Torniamo sui nostri passi e sulla destra, a una manciata di metri, iniziamo a salire la scalinata che conduce al secondo piano. La rampa, senza ringhiera, ne affianca un'altra, quella delle scale mobili...
...ne è rimasto solo lo scheletro, con le rotaie arruginite che sottendono il piano in pendenza colmo di vetri frantumati
Giungiamo così in un lungo atrio, in fondo al quale ci sono diverse porte: quasi tutte sono murate
Accediamo nel settore un tempo riservato allo shopping. Si tratta di un unico ambiente che si sviluppa lungo l'intero perimetro rettangolare della struttura...
... costantemente costeggiato lungo entrambi i lati da quelli che fino a otto anni fa erano i punti vendita: i negozi, chiusi da saracinesche spesso danneggiate
Utilizziamo quindi delle scale di emergenza ricoperte di sporcizia per approdare sul tetto
Da qui, volgendo lo sguardo verso il basso, è ancora più evidente il triste degrado del piano realizzato per le attività commerciali
Per terra ci sono alcuni pezzi della vecchia insegna luminosa del complesso...
Sulla copertura spunta anche una torretta imbrattata da una scritta celeste che recita: "Questa è una zona pericolosa", con accanto i disegni stilizzati di un alieno e un disco volante