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L'arte di Corrado Giaquinto

Molfetta 23 foto 12 April 2026

«Non si può comprendere Goya senza conoscere Giaquinto». L’affermazione dello storico dell’arte Francesco De Nicolo fa ben comprendere l’importanza avuta dal molfettese Corrado Giaquinto, grande protagonista della pittura del XVIII secolo. Nato nel 1703, Giaquinto mosse i primi passi artistici in Puglia, per poi arrivare a dipingere per prestigiose corti d’Europa. Le sue opere sono infatti sparse tra Roma, Torino, Napoli e Madrid, anche se tanti dei suoi lavori possono essere ammirati nel Barese, in particolar modo nella Pinacoteca di Bari (che prende il suo nome) e nel Museo Diocesano di Molfetta (foto di Paola Grimaldi)

23 fotografie
Le opere di Corrado Giaquinto sono infatti sparse tra Roma, Torino, Napoli e Madrid, anche se tanti dei suoi lavori possono essere ammirati nel Barese, in particolar modo nella Pinacoteca di Bari e nel Museo Diocesano di Molfetta

(Nella foto di Sailko l'Autoritratto di Corrado Giaquinto conservato ad Ajaccio)
Le opere di Corrado Giaquinto sono infatti sparse tra Roma, Torino, Napoli e Madrid, anche se tanti dei suoi lavori possono essere ammirati nel Barese, in particolar modo nella Pinacoteca di Bari e nel Museo Diocesano di Molfetta (Nella foto di Sailko l'Autoritratto di Corrado Giaquinto conservato ad Ajaccio)
Siamo andati a visitare il Museo Diocesano di Molfetta, ubicato in via Entica della Chiesa, nel centro storico della cittadina
Siamo andati a visitare il Museo Diocesano di Molfetta, ubicato in via Entica della Chiesa, nel centro storico della cittadina
Il Museo ospita nove dipinti di Giaquinto, oltre a quasi duecento disegni preparatori e bozzetti...
Il Museo ospita nove dipinti di Giaquinto, oltre a quasi duecento disegni preparatori e bozzetti...
...legati alla sua bottega e alla cerchia dei suoi allievi
...legati alla sua bottega e alla cerchia dei suoi allievi
Ad accoglierci ci sono il direttore del museo, don Michele Amorosini e lo storico dell’arte Francesco De Nicolo (a sinistra), che ha curato il percorso dedicato a Giaquinto
Ad accoglierci ci sono il direttore del museo, don Michele Amorosini e lo storico dell’arte Francesco De Nicolo (a sinistra), che ha curato il percorso dedicato a Giaquinto
De Nicolo ci mostra i primi due dipinti: la Madonna della Pietà e la Vergine Annunciata, entrambi databili intorno al 1720. Appartengono ai primi anni del pittore, che esordì nella bottega di Saverio Porta, artista molfettese, per poi entrare in contatto con la scuola pittorica di Napoli
De Nicolo ci mostra i primi due dipinti: la Madonna della Pietà e la Vergine Annunciata, entrambi databili intorno al 1720. Appartengono ai primi anni del pittore, che esordì nella bottega di Saverio Porta, artista molfettese, per poi entrare in contatto con la scuola pittorica di Napoli
In questa fase i contrasti appaiono marcati, l’impostazione drammatica, con un forte uso del chiaroscuro. Elementi che si osservano anche nel coevo dipinto San Nicola Pellegrino
In questa fase i contrasti appaiono marcati, l’impostazione drammatica, con un forte uso del chiaroscuro. Elementi che si osservano anche nel coevo dipinto San Nicola Pellegrino
Dopo gli anni di formazione napoletana Giaquinto cominciò a spostarsi tra le principali città artistiche italiane in particolare a Roma. A Molfetta sono conservati dipinti appartenenti a questo periodo del pittore: dalla Presentazione di Gesù al tempio...
Dopo gli anni di formazione napoletana Giaquinto cominciò a spostarsi tra le principali città artistiche italiane in particolare a Roma. A Molfetta sono conservati dipinti appartenenti a questo periodo del pittore: dalla Presentazione di Gesù al tempio...
...al Mosè riceve le tavole della legge...
...al Mosè riceve le tavole della legge...
...passando per l’Allegoria della Giustizia e l’Allegoria della Prudenza
...passando per l’Allegoria della Giustizia e l’Allegoria della Prudenza
Nel Museo si trova anche un Sant’Ercolano del 1741: un possibile studio preparatorio per la tela dei Martiri di Porto, conservata nella chiesa di San Giovanni Calibita a Roma
Nel Museo si trova anche un Sant’Ercolano del 1741: un possibile studio preparatorio per la tela dei Martiri di Porto, conservata nella chiesa di San Giovanni Calibita a Roma
E soprattutto Gesù Buon Pastore, databile intorno al 1750: opera in cui l’artista raggiunge una piena maturità espressiva. La pennellata è veloce e sicura, i contorni sono più morbidi e la luce si diffonde, rendendo la figura quasi eterea
E soprattutto Gesù Buon Pastore, databile intorno al 1750: opera in cui l’artista raggiunge una piena maturità espressiva. La pennellata è veloce e sicura, i contorni sono più morbidi e la luce si diffonde, rendendo la figura quasi eterea
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Corrado_giaquinto,_san_michele_eil_demonio.JPG
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Corrado_giaquinto,_san_michele_eil_demonio.JPG
Ci rechiamo ora nella Cattedrale Santa Maria Assunta, situata nei pressi del Museo...
Ci rechiamo ora nella Cattedrale Santa Maria Assunta, situata nei pressi del Museo...
...per andare ad ammirare una grande pala d’altare intitolata Assunzione della Vergine. Il dipinto fu realizzato da Giaquinto poco prima della sua partenza per la Spagna, commissionata dal vescovo di Molfetta
...per andare ad ammirare una grande pala d’altare intitolata Assunzione della Vergine. Il dipinto fu realizzato da Giaquinto poco prima della sua partenza per la Spagna, commissionata dal vescovo di Molfetta
In questo lavoro la grandiosità del barocco si fonde con la delicatezza del rococò
In questo lavoro la grandiosità del barocco si fonde con la delicatezza del rococò
Al centro della composizione c’è la Vergine Maria che, avvolta da una luce dorata, viene assunta in cielo
Al centro della composizione c’è la Vergine Maria che, avvolta da una luce dorata, viene assunta in cielo
Ai piedi della scena, attorno al sepolcro vuoto, si dispongono San Nicola con piviale e pastorale, in basso San Corrado (patrono di Molfetta), insieme con Sant’Antonio di Padova, San Pietro e San Paolo
Ai piedi della scena, attorno al sepolcro vuoto, si dispongono San Nicola con piviale e pastorale, in basso San Corrado (patrono di Molfetta), insieme con Sant’Antonio di Padova, San Pietro e San Paolo
Dopo quasi un decennio trascorso in Spagna, Giaquinto rientrò in Italia per stabilirsi alla corte di Ferdinando IV a Napoli, lì dove morì nel 1766. Tracce di questo periodo si conservano nella Pinacoteca di Bari che prende il nome proprio dal pittore molfettese
Dopo quasi un decennio trascorso in Spagna, Giaquinto rientrò in Italia per stabilirsi alla corte di Ferdinando IV a Napoli, lì dove morì nel 1766. Tracce di questo periodo si conservano nella Pinacoteca di Bari che prende il nome proprio dal pittore molfettese
Qui infatti, oltre a cinque opere riguardanti la maturità romana (come San Nicola salva i naufraghi...
Qui infatti, oltre a cinque opere riguardanti la maturità romana (come San Nicola salva i naufraghi...
...e la Natività di San Giovanni Battista)...
...e la Natività di San Giovanni Battista)...
...trovano posto due degli ultimi lavori di Corrado: Ulisse e Diomede nella tenda di Reso...
...trovano posto due degli ultimi lavori di Corrado: Ulisse e Diomede nella tenda di Reso...
...e il Trionfo di Giuseppe, quest’ultimo probabilmente realizzato nell’anno della sua morte. Epitaffio di un grande artista che ha portato la pittura pugliese nel cuore dell’Europa
...e il Trionfo di Giuseppe, quest’ultimo probabilmente realizzato nell’anno della sua morte. Epitaffio di un grande artista che ha portato la pittura pugliese nel cuore dell’Europa