Notizie
Tutte le gallerie
Fotogallery

L'area tra Santa Caterina e lo Stadio

Bari 34 foto 1 June 2021

Ville ottocentesche, masserie secolari, profondi ipogei e stradine che si insinuano all’interno di campi solo in parte coltivati. È il selvaggio e desolato mondo racchiuso tra quattro grandi arterie del capoluogo pugliese: la statale 16, strada Santa Caterina, la provinciale 110 Modugno-Carbonara e via Bitritto. Un quadrilatero che versa in un totale stato di abbandono, pur essendo situato all’ombra di due “colossi” dello shopping e dello sport baresi: il centro commerciale di Santa Caterina e lo stadio San Nicola. Siamo quindi andati a visitare quest’area (foto di Antonio Caradonna)

34 fotografie
Il nostro viaggio parte proprio dal centro commerciale di Santa Caterina
Il nostro viaggio parte proprio dal centro commerciale di Santa Caterina
Da qui imbocchiamo strada Santa Caterina e dirigendoci in direzione sud superiamo il cavalcavia che sovrasta la statale 16
Da qui imbocchiamo strada Santa Caterina e dirigendoci in direzione sud superiamo il cavalcavia che sovrasta la statale 16
Dopo circa 200 metri imbocchiamo una rotatoria che sulla sinistra ci immette in una strada chiusa costeggiata dalla campagna
Dopo circa 200 metri imbocchiamo una rotatoria che sulla sinistra ci immette in una strada chiusa costeggiata dalla campagna
In lontananza scorgiamo il primo tesoro del quadrilatero: il prospetto di masseria Costantino, dimora fortificata a tre livelli eretta tra il XVI e XVII secolo, sulla quale spicca un comignolo a punta
In lontananza scorgiamo il primo tesoro del quadrilatero: il prospetto di masseria Costantino, dimora fortificata a tre livelli eretta tra il XVI e XVII secolo, sulla quale spicca un comignolo a punta
Per raggiungerla svoltiamo a destra su strada privata Fratelli Costantino...
Per raggiungerla svoltiamo a destra su strada privata Fratelli Costantino...
...e, subito dopo, ci avviamo su un sentiero che ci porta davanti allo stabile
...e, subito dopo, ci avviamo su un sentiero che ci porta davanti allo stabile
La struttura appare divisa in più proprietà: l’una abbandonata, con porte scardinate e vetri rotti...
La struttura appare divisa in più proprietà: l’una abbandonata, con porte scardinate e vetri rotti...
...l’altra più pulita e curata, con lo spiazzo prospicente sgombro da erbacce tagliate di recente
...l’altra più pulita e curata, con lo spiazzo prospicente sgombro da erbacce tagliate di recente
Attraverso un arco tufaceo bianco accediamo al cortile
Attraverso un arco tufaceo bianco accediamo al cortile
Ci troviamo così in un ambiente arricchito da aiuole con cespugli di rose, alberi da frutto e arbusti che nascondono la facciata dell’edifico padronale: quest’ultimo, seppur visibilmente in disuso, conserva i suoi tratti seicenteschi
Ci troviamo così in un ambiente arricchito da aiuole con cespugli di rose, alberi da frutto e arbusti che nascondono la facciata dell’edifico padronale: quest’ultimo, seppur visibilmente in disuso, conserva i suoi tratti seicenteschi
La palazzina in tufo ha un impianto a torre sul cui prospetto si aprono due ingressi a piano terra e uguali balconi al piano superiore, al quale si arriva tramite una scalinata laterale in pietra
La palazzina in tufo ha un impianto a torre sul cui prospetto si aprono due ingressi a piano terra e uguali balconi al piano superiore, al quale si arriva tramite una scalinata laterale in pietra
Lasciamo questo luogo e riprendiamo strada Santa Caterina. E dopo cento metri, sulla sinistra, ci imbattiamo nella masseria che dà il nome alla via
Lasciamo questo luogo e riprendiamo strada Santa Caterina. E dopo cento metri, sulla sinistra, ci imbattiamo nella masseria che dà il nome alla via
Il fabbricato, in abbandono, è chiuso da un muro di cinta e da un cancello. Oltre i massicci pilastri in pietra che segnano l’ingresso riusciamo però a scorgere una serie di locali e depositi al piano terra che affacciano su una corte interna
Il fabbricato, in abbandono, è chiuso da un muro di cinta e da un cancello. Oltre i massicci pilastri in pietra che segnano l’ingresso riusciamo però a scorgere una serie di locali e depositi al piano terra che affacciano su una corte interna
Dall’altro lato della carreggiata invece, nascosta dalla incolta vegetazione e da erbacce, si intravede una struttura in blocchi di tufo alta circa due metri con un piccolo arco di accesso
Dall’altro lato della carreggiata invece, nascosta dalla incolta vegetazione e da erbacce, si intravede una struttura in blocchi di tufo alta circa due metri con un piccolo arco di accesso
È una delle due “porte” dell’ipogeo Santa Caterina, un vasto insediamento sotterraneo del quale tutt’ora non si conosce l’esatta grandezza
È una delle due “porte” dell’ipogeo Santa Caterina, un vasto insediamento sotterraneo del quale tutt’ora non si conosce l’esatta grandezza
Lo stesso è infatti ostruito da macerie derivanti da frane e materiale di risulta, ma pare si estenda per decine di metri nel sottosuolo, proseguendo su due corridoi costellati da una serie di stanze a pianta regolare con vari laboratori
Lo stesso è infatti ostruito da macerie derivanti da frane e materiale di risulta, ma pare si estenda per decine di metri nel sottosuolo, proseguendo su due corridoi costellati da una serie di stanze a pianta regolare con vari laboratori
L’insediamento, del quale riusciamo a intravedere solamente il grande vano centrale, è documentato sin dal 1266, ed è stata un baluardo dell’Ordine dei Cavalieri Gerosolimitani, antico ordine religioso cavalleresco nato nel periodo delle crociate
L’insediamento, del quale riusciamo a intravedere solamente il grande vano centrale, è documentato sin dal 1266, ed è stata un baluardo dell’Ordine dei Cavalieri Gerosolimitani, antico ordine religioso cavalleresco nato nel periodo delle crociate
Ritorniamo ora sulla strada principale e dopo 50 metri...
Ritorniamo ora sulla strada principale e dopo 50 metri...
...ci imbattiamo in una malmessa cancellata arrugginita, soglia d’accesso all’ottocentesca villa Santa Caterina, disabitata e attualmente in vendita
...ci imbattiamo in una malmessa cancellata arrugginita, soglia d’accesso all’ottocentesca villa Santa Caterina, disabitata e attualmente in vendita
Da un varco riusciamo a distinguerne i due livelli sovrapposti separati da una balconata con ringhiera in ferro
Da un varco riusciamo a distinguerne i due livelli sovrapposti separati da una balconata con ringhiera in ferro
Il piano inferiore, contraddistinto da mattoni regolari color ocra, custodisce il portale in legno, mentre il superiore è scandito da tre porte finestre ad arco
Il piano inferiore, contraddistinto da mattoni regolari color ocra, custodisce il portale in legno, mentre il superiore è scandito da tre porte finestre ad arco
Lateralmente alla villa è presente una piccola cappella conclusa sulla sommità da un timpano triangolare
Lateralmente alla villa è presente una piccola cappella conclusa sulla sommità da un timpano triangolare
Nel giardino, che circonda tutto l’edificio, notiamo anche una graziosa struttura decorativa in pietra...
Nel giardino, che circonda tutto l’edificio, notiamo anche una graziosa struttura decorativa in pietra...
...col suo andamento circolare ad archi
...col suo andamento circolare ad archi
Lasciamo il sontuoso immobile e, tornando indietro imbocchiamo strada Caratore del Carmine, viuzza che dopo qualche decina di metri ci porta davanti al prospetto grigio e bianco di masseria del Seminario
Lasciamo il sontuoso immobile e, tornando indietro imbocchiamo strada Caratore del Carmine, viuzza che dopo qualche decina di metri ci porta davanti al prospetto grigio e bianco di masseria del Seminario
Costruita intorno al 1764 faceva parte dei beni appartenenti alla diocesi, ed è tutt’ora di proprietà di un ente religioso. Di pianta quadrangolare, si innesta su due piani separati da una cornice marcapiano. Domina il prospetto del livello inferiore un grande portone ligneo fiancheggiato da due finestrelle rettangolari
Costruita intorno al 1764 faceva parte dei beni appartenenti alla diocesi, ed è tutt’ora di proprietà di un ente religioso. Di pianta quadrangolare, si innesta su due piani separati da una cornice marcapiano. Domina il prospetto del livello inferiore un grande portone ligneo fiancheggiato da due finestrelle rettangolari
Sul timpano del finestrone centrale del secondo piano...
Sul timpano del finestrone centrale del secondo piano...
...è possibile scorgere un’epigrafe coperta da cavi elettrici: riporta in latino la menzione dell’anno di fondazione e la sua funzione di seminario per i giovani baresi
...è possibile scorgere un’epigrafe coperta da cavi elettrici: riporta in latino la menzione dell’anno di fondazione e la sua funzione di seminario per i giovani baresi
Proseguiamo sul sentiero che costeggia campi coltivati e uliveti...
Proseguiamo sul sentiero che costeggia campi coltivati e uliveti...
...per raggiungere quello che rappresenta, grazie ai suoi 1500 metri quadri esplorati, il più grande sito sotterraneo di tutto il territorio barese: l’ipogeo del Seminario
...per raggiungere quello che rappresenta, grazie ai suoi 1500 metri quadri esplorati, il più grande sito sotterraneo di tutto il territorio barese: l’ipogeo del Seminario
Attraverso un varco in un muretto a secco ci facciamo così strada tra gli alberi fino alla larga imboccatura della grotta. Una scaletta in pietra permette di scendere per cinque metri lungo la parete rocciosa...
Attraverso un varco in un muretto a secco ci facciamo così strada tra gli alberi fino alla larga imboccatura della grotta. Una scaletta in pietra permette di scendere per cinque metri lungo la parete rocciosa...
...e raggiungere l’atrio di accesso coperto da folta vegetazione
...e raggiungere l’atrio di accesso coperto da folta vegetazione
Si giunge così in un grande laboratorio dal quale si diramano lunghi corridoi...
Si giunge così in un grande laboratorio dal quale si diramano lunghi corridoi...
...che conducono a un’infinità di archi, locali, depositi e ambienti concatenati tra loro che formano un labirinto sotterraneo
...che conducono a un’infinità di archi, locali, depositi e ambienti concatenati tra loro che formano un labirinto sotterraneo