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L'archivio degli Acquaviva d'Aragona

Conversano 32 foto 15 May 2026

Pergamene del 1300, bolle papali, documenti firmati da re e imperatori, mappe di feudi e casali, cartoline d’epoca e libri istoriati. Sono soltanto alcuni dei tesori cartacei ritrovati nell’elegante Castello di Marchione di Conversano, dimora di caccia degli Acquaviva d’Aragona, nobile casata che, per secoli, è stata una delle più potenti del Meridione. I preziosi documenti si sono tramandati di generazione in generazione, rimanendo però accatastati in casse, valigie e armadi celati nei soppalchi del vasto Castello. Sette anni fa però sono stati casualmente scoperti dagli attuali proprietari di Marchione i quali, con l’aiuto della Soprintendenza, hanno cominciato a restaurarli e inventariarli, creando così l’Archivio Acquaviva d’Aragona-Filomarino, attualmente formato da ben 50 faldoni. Siamo quindi andati a dare un’occhiata a questa enorme raccolta (foto di Rafael La Perna)

32 fotografie
Pergamene del 1300, bolle papali, documenti firmati da re e imperatori, mappe di feudi e casali, cartoline d’epoca e libri istoriati. Sono soltanto alcuni dei secolari tesori cartacei...
Pergamene del 1300, bolle papali, documenti firmati da re e imperatori, mappe di feudi e casali, cartoline d’epoca e libri istoriati. Sono soltanto alcuni dei secolari tesori cartacei...
...ritrovati negli nell’elegante Castello di Marchione di Conversano, secolare dimora di caccia degli Acquaviva d’Aragona, nobile casata che, per secoli, è stata una delle più potenti del Meridione
...ritrovati negli nell’elegante Castello di Marchione di Conversano, secolare dimora di caccia degli Acquaviva d’Aragona, nobile casata che, per secoli, è stata una delle più potenti del Meridione
Ad occuparsi della catalogazione del materiale è lo storico e archivista Antonio Fanizzi, che raggiungiamo in una stanza adiacente al Castello
Ad occuparsi della catalogazione del materiale è lo storico e archivista Antonio Fanizzi, che raggiungiamo in una stanza adiacente al Castello
Lo ritroviamo interamente circondato da migliaia di documenti di ogni genere
Lo ritroviamo interamente circondato da migliaia di documenti di ogni genere
«È come se le carte fossero state messe in un frullatore – ci racconta Fanizzi -. Sono tutte mischiate tra loro e molte, purtroppo, sono state danneggiate da umidità e rosicchiate dai topi»
«È come se le carte fossero state messe in un frullatore – ci racconta Fanizzi -. Sono tutte mischiate tra loro e molte, purtroppo, sono state danneggiate da umidità e rosicchiate dai topi»
Tra le pergamene restaurate ci vengono mostrate alcune del 1456...
Tra le pergamene restaurate ci vengono mostrate alcune del 1456...
...relative alla concessione della contea di Conversano agli Acquaviva da parte del re di Napoli Alfonso I
...relative alla concessione della contea di Conversano agli Acquaviva da parte del re di Napoli Alfonso I
Il documento, oltre alla firma del sovrano...
Il documento, oltre alla firma del sovrano...
...reca anche il suo sigillo in ceralacca quasi integro
...reca anche il suo sigillo in ceralacca quasi integro
Un’altra pergamena ci affascina invece per la raffinata decorazione in oro. Si tratta della concessione del titolo nobiliare conferito ad Andrea Perrelli della Cava, il 24 marzo 1536, direttamente dall’imperatore Carlo V
Un’altra pergamena ci affascina invece per la raffinata decorazione in oro. Si tratta della concessione del titolo nobiliare conferito ad Andrea Perrelli della Cava, il 24 marzo 1536, direttamente dall’imperatore Carlo V
Oltre allo stemma centrale, con l’aquila bifronte coronata...
Oltre allo stemma centrale, con l’aquila bifronte coronata...
...si distingue in basso la scritta “Yo el Rey” (Io, il Re), formula con la quale si firmavano i sovrani del tempo.
...si distingue in basso la scritta “Yo el Rey” (Io, il Re), formula con la quale si firmavano i sovrani del tempo.
Insieme a queste vi sono anche bolle papali...
Insieme a queste vi sono anche bolle papali...
...una, del 1750, di Papa Benedetto XIV ...
...una, del 1750, di Papa Benedetto XIV ...
...conserva ancora il sigillo in piombo intatto
...conserva ancora il sigillo in piombo intatto
Tra le scoperte c’è anche una vasta collezione di splendide cartoline postali riccamente decorate...
Tra le scoperte c’è anche una vasta collezione di splendide cartoline postali riccamente decorate...
...e una lettera di fine ‘800 di un frate dalmata, padre Giacomo, che narra di un leggendario tesoro nascosto sotto la torre del castello di Conversano
...e una lettera di fine ‘800 di un frate dalmata, padre Giacomo, che narra di un leggendario tesoro nascosto sotto la torre del castello di Conversano
Vi sono inoltre voluminosi libri. Un tomo del 1540 tratta una questione tra il vescovo di Boiano e la principessa di Sulmona riguardo il feudo di San Polo, nei pressi di Campobasso
Vi sono inoltre voluminosi libri. Un tomo del 1540 tratta una questione tra il vescovo di Boiano e la principessa di Sulmona riguardo il feudo di San Polo, nei pressi di Campobasso
Un altro, redatto nel 1746 da Nicola Sorricchio, oltre alle biografie...
Un altro, redatto nel 1746 da Nicola Sorricchio, oltre alle biografie...
...e l’albero genealogico della famiglia, contiene anche la trascrizione di alcuni dei documenti che andarono distrutti ad Atri nel 1799
...e l’albero genealogico della famiglia, contiene anche la trascrizione di alcuni dei documenti che andarono distrutti ad Atri nel 1799
«Questo volume raccoglie invece le tavole delle eruzioni del Vesuvio, dal 1631...
«Questo volume raccoglie invece le tavole delle eruzioni del Vesuvio, dal 1631...
...alla fine del Settecento», ci spiega Fanizzi, mostrandoci le incredibili vedute
...alla fine del Settecento», ci spiega Fanizzi, mostrandoci le incredibili vedute
È stato pubblicato nel 1805 da Nicola Filomarino della Torre, figlio di Ascanio, principe di Boiano, che aveva allestito nel suo palazzo un Gabinetto Vesuviano dedicato alla vulcanologia
È stato pubblicato nel 1805 da Nicola Filomarino della Torre, figlio di Ascanio, principe di Boiano, che aveva allestito nel suo palazzo un Gabinetto Vesuviano dedicato alla vulcanologia
Abbiamo poi la possibilità di visionare le carte ancora in fase di studio e catalogazione
Abbiamo poi la possibilità di visionare le carte ancora in fase di studio e catalogazione
Vi sono documenti scritti in spagnolo appartenenti alla famiglia Enriquez, imparentata con gli Acquaviva d’Aragona già dal XVI secolo...
Vi sono documenti scritti in spagnolo appartenenti alla famiglia Enriquez, imparentata con gli Acquaviva d’Aragona già dal XVI secolo...
...e atti con tanto di signum tabellionis...
...e atti con tanto di signum tabellionis...
...il timbro che apponeva il notaio alla fine del testo
...il timbro che apponeva il notaio alla fine del testo
Apriamo ora con cura tre fragili pergamene risalenti addirittura al 1347
Apriamo ora con cura tre fragili pergamene risalenti addirittura al 1347
«Sono del principe di Taranto Raimondo Orsini del Balzo – ci spiega lo storico -. Riguardano i dettagli della vendita del casale di Capriglia nei pressi di Alessano, nel Salento»
«Sono del principe di Taranto Raimondo Orsini del Balzo – ci spiega lo storico -. Riguardano i dettagli della vendita del casale di Capriglia nei pressi di Alessano, nel Salento»
I documenti, seppur con grandi macchie di umidità ed erose in più punti, mostrano ancora la raffinata grafia medievale
I documenti, seppur con grandi macchie di umidità ed erose in più punti, mostrano ancora la raffinata grafia medievale
Ci viene infine mostrata una vera “chicca” dell’archivio, un documento seicentesco di una sola pagina con una elaborata firma al centro
Ci viene infine mostrata una vera “chicca” dell’archivio, un documento seicentesco di una sola pagina con una elaborata firma al centro
«Si tratta dell’unica sigla conosciuta di Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona – ci illustra Fanizzi -. È dell’aprile del 1653, data in cui si credeva, finora, che fosse prigioniero in Spagna»
«Si tratta dell’unica sigla conosciuta di Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona – ci illustra Fanizzi -. È dell’aprile del 1653, data in cui si credeva, finora, che fosse prigioniero in Spagna»