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L'angolo inedito di Murat
Il quartiere Murat di Bari, si sa, è un quartiere composto da strade parallele e perpendicolari che si intersecano andando a creare una perfetta scacchiera. Ma c’è un punto del rione situato tra via Crisanzio e corso Italia, nel quale quest’ordine precostituito viene meno: dove le vie curvano, diventano a gomito, incontrano monasteri abitati da suore di clausura e si aprono in piazzette pedonali e alberate che ospitano chiese e scuole (foto di Nicola Imperiale)
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Per scovare quest’angolo inedito del murattiano dobbiamo dirigerci su via Crisanzio: superata sulla destra la facoltà di Giurisprudenza, ecco aprirsi tra palazzi d’epoca e moderni un piccolo largo lastricato da mattoncini grigi: è piazzetta dei Frati Cappuccini, un’oasi di pace all’interno del traffico del quartiere
Sulla sinistra a dominare la piazza abbellita da graziosi alberelli, si trova la parrocchia Santa Croce, una struttura edificata nel 1967 sulle ceneri di un convento del Seicento appartenente ai Cappuccini
Una scalinata di sette gradini porta all’interno, la cui navata è dominata dalla tela dell’“Invenzione della Croce”, un’opera del Cinquecento realizzata dal Veronese
Il dipinto presenta in basso un bollo rosso di cera lacca posta dai Francesi intorno al 1815: i “dominatori” infatti avevano “segnalato” le opere da trafugare prima di abbandonare Bari, ma furono colti alla sprovvista dall’improvviso arrivo delle truppe borboniche. Così la tela si salvò e rimase patrimonio dell’arte barese (foto di Antonio Caradonna)
Salutiamo l’uomo per intraprendere via Fornari, la stradina pedonale che parte dalla piazzetta. La via è stretta a destra da un palazzo marrone e a sinistra dall’istituto comprensivo statale “Mazzini-Modugno”, la cui facciata è “colorata” da scritte e graffiti
Via Fornari a un certo punto curva a destra. Ci giriamo indietro per “ammirare” la sinuosa linea, l’unica di fatto non rettilinea di tutto il murattiano
Da questo punto in poi la strada qui si allarga un po’ e perde il suo tratto di “pedonalità”. Sulla sinistra si trova l’edificio moderno dell’Amtab, mentre sulla destra permangono due palazzotti di inizio secolo
I palazzi sono delimitati da un muretto
Ma ecco che una volta giunti alla fine della viuzza ci troviamo davanti a una sorpresa: la strada sfocia infatti su via Beata Elia di San Clemente, lì dove ha sede l’elegante monastero di San Giuseppe
Edificato nel 1901 in stile romanico pugliese, fu eretto per ospitare una comunità di suore di clausura: le Carmelitane scalze, ancora oggi qui presenti
Nell’edificio color crema è inglobata una pittoresca chiesetta che presenta stipiti arabescati, colonne ottagonali, un grande rosone e un archivolto...
...sul quale spicca l’emblema carmelitano (tre stelle e una croce) e l’altorilievo di San Giuseppe con il Bambin Gesù sulle ginocchia
Entriamo e ci ritroviamo in un piccolo edificio a una sola navata con pochi posti a sedere occupati da qualche anziana signora