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Il santuario di Santa Maria di Calentano

Ruvo di Puglia 30 foto 27 September 2019

Un edificio sacro immerso nel verde che conserva preziosi affreschi del 400 e la cui storia viene accostata a San Francesco d’Assisi e ai mitici Templari. É questo il biglietto da visita del santuario di Santa Maria di Calentano, misconosciuto tesoro situato in una contrada di Ruvo di Puglia: un luogo dove la religiosità si fonde con la rigogliosa natura dell'Alta Murgia (foto di Valentina Rosati)  

30 fotografie
Un edificio sacro immerso nel verde che conserva preziosi affreschi del 400 e la cui storia viene accostata a San Francesco d’Assisi e ai mitici Templari. É questo il biglietto da visita del santuario di Santa Maria di Calentano
Un edificio sacro immerso nel verde che conserva preziosi affreschi del 400 e la cui storia viene accostata a San Francesco d’Assisi e ai mitici Templari. É questo il biglietto da visita del santuario di Santa Maria di Calentano
Per raggiungerlo da Ruvo percorriamo la strada provinciale 63 in direzione sud-ovest per 10 chilometri. Un segnale giallo ci invita a svoltare a destra, dove imbocchiamo il viale che presto ci porterà a destinazione
Per raggiungerlo da Ruvo percorriamo la strada provinciale 63 in direzione sud-ovest per 10 chilometri. Un segnale giallo ci invita a svoltare a destra, dove imbocchiamo il viale che presto ci porterà a destinazione
La strada si incunea nella pineta del santuario...
La strada si incunea nella pineta del santuario...
La strada si incunea nella pineta del santuario ed è costeggiata da simboli religiosi in pietra, tra cui una graziosa nicchia dedicata a San Francesco D'Assisi. Una leggenda popolare vuole che il famoso santo si sia fermato proprio in quel punto per riposarsi durante un viaggio
La strada si incunea nella pineta del santuario ed è costeggiata da simboli religiosi in pietra, tra cui una graziosa nicchia dedicata a San Francesco D'Assisi. Una leggenda popolare vuole che il famoso santo si sia fermato proprio in quel punto per riposarsi durante un viaggio
Dopo 200 metri la nostra meta appare sulla sinistra. Ne ammiriamo subito la facciata principale, caratterizzata da un basamento che sporge leggermente: risulta scandito da quattro arcate ed è racchiuso da due contrafforti. La parte superiore presenta due finestre, sormontate da sei aperture arcuate
Dopo 200 metri la nostra meta appare sulla sinistra. Ne ammiriamo subito la facciata principale, caratterizzata da un basamento che sporge leggermente: risulta scandito da quattro arcate ed è racchiuso da due contrafforti. La parte superiore presenta due finestre, sormontate da sei aperture arcuate
Tutt'attorno a rubare la scena c'è il boschetto: pini, querce, sentierini e pittoreschi muretti a secco infondono una sensazione di tranquillità
Tutt'attorno a rubare la scena c'è il boschetto: pini, querce, sentierini e pittoreschi muretti a secco infondono una sensazione di tranquillità
A poca distanza si erge un altro tributo a San Francesco. É una statua che lo ritrae mentre "doma" il lupo di Gubbio, l'animale che secondo la leggenda terrorizzava il paese umbro
A poca distanza si erge un altro tributo a San Francesco. É una statua che lo ritrae mentre "doma" il lupo di Gubbio, l'animale che secondo la leggenda terrorizzava il paese umbro
Dal lato destro della costruzione si dirama un prolungamento murario...
Dal lato destro della costruzione si dirama un prolungamento murario...
...in cui si apre l'entrata: un cancello introdotto da un quadro a sfondo giallo che ritrae l'Annunciazione della Madonna
...in cui si apre l'entrata: un cancello introdotto da un quadro a sfondo giallo che ritrae l'Annunciazione della Madonna
Attraversiamo l'ingresso, ritrovandoci nell'atrio. Al centro spicca un pittoresco pozzo, un tempo utilizzato per irrigare l'orto monastico
Attraversiamo l'ingresso, ritrovandoci nell'atrio. Al centro spicca un pittoresco pozzo, un tempo utilizzato per irrigare l'orto monastico
 In fondo c'è invece la costruzione principale, contraddistinta da tre porte
In fondo c'è invece la costruzione principale, contraddistinta da tre porte
La prima conduce in quella che un tempo era la stalla: sui muri sono ancora visibili gli attacchi per gli animali
La prima conduce in quella che un tempo era la stalla: sui muri sono ancora visibili gli attacchi per gli animali
La seconda porta ad alloggi ubicati ai piani superiori...
La seconda porta ad alloggi ubicati ai piani superiori...
...mentre la terza è quella che permette di accedere alla chiesa
...mentre la terza è quella che permette di accedere alla chiesa
...è sovrastata da un bassorilievo di una colomba, una targa in marmo che riporta l'anno del restauro e una finestra con sopra disegnata una croce
...è sovrastata da un bassorilievo di una colomba, una targa in marmo che riporta l'anno del restauro e una finestra con sopra disegnata una croce
Ma soprattutto a destra del portone si trova una nicchia il cui stipite sinistro riporta scolpita una croce templare: è uno dei segni che testimonierebbero la passata esistenza da queste parti di una domus del celebre ordine cavalleresco
Ma soprattutto a destra del portone si trova una nicchia il cui stipite sinistro riporta scolpita una croce templare: è uno dei segni che testimonierebbero la passata esistenza da queste parti di una domus del celebre ordine cavalleresco
La varchiamo, non prima di aver dato un'occhiata ad un altare in pietra presente sulla destra, utilizzato per le funzioni all'aperto...
La varchiamo, non prima di aver dato un'occhiata ad un altare in pietra presente sulla destra, utilizzato per le funzioni all'aperto...
...e a un'epigrafe latina del 1860 che rievoca le celebrazioni della festa della primavera (l'attuale lunedì dell'angelo)
...e a un'epigrafe latina del 1860 che rievoca le celebrazioni della festa della primavera (l'attuale lunedì dell'angelo)
All'interno veniamo subito accolti da un gruppo scultoreo portato in processione il Lunedì dell'angelo: due statuette in cartapesta che raffigurano la Vergine con l'angelo dell'Annunciazione
All'interno veniamo subito accolti da un gruppo scultoreo portato in processione il Lunedì dell'angelo: due statuette in cartapesta che raffigurano la Vergine con l'angelo dell'Annunciazione
Poi volgiamo lo sguardo verso l'unica navata dell'edificio...
Poi volgiamo lo sguardo verso l'unica navata dell'edificio...
...dalle cui volte pende un lampadario risalente al 500
...dalle cui volte pende un lampadario risalente al 500
Visitiamo l'ambiente, avvistando ai lati tre altari secondari: il più massiccio è situato nei pressi dell'abside...
Visitiamo l'ambiente, avvistando ai lati tre altari secondari: il più massiccio è situato nei pressi dell'abside...
...e spicca per le sue ricercate decorazioni barocche
...e spicca per le sue ricercate decorazioni barocche
Arriviamo di fronte alla tavola liturgica principale, dietro la quale balza all'occhio il pezzo forte della chiesa: l'affresco quattrocentesco della Madonna con Gesù bambino benedicente
Arriviamo di fronte alla tavola liturgica principale, dietro la quale balza all'occhio il pezzo forte della chiesa: l'affresco quattrocentesco della Madonna con Gesù bambino benedicente
Le immagini sono affiancate a sinistra da Sant'Antonio Abate e a destra da San Leonardo, mentre sopra sono disegnati due angeli intenti a porre una corona sulla testa della Vergine
Le immagini sono affiancate a sinistra da Sant'Antonio Abate e a destra da San Leonardo, mentre sopra sono disegnati due angeli intenti a porre una corona sulla testa della Vergine
Sul lato sinistro si apre poi l'ingresso della sagrestia, quella che che originariamente era la chiesa vera e propria
Sul lato sinistro si apre poi l'ingresso della sagrestia, quella che che originariamente era la chiesa vera e propria
Al suo interno notiamo una volta con un affresco sbiadito del Cristo Pantocratore vegliato da due angeli...
Al suo interno notiamo una volta con un affresco sbiadito del Cristo Pantocratore vegliato da due angeli...
...e quel che resta del lavatoio usato dai monaci basiliani...
...e quel che resta del lavatoio usato dai monaci basiliani...
C'è anche un'epigrafe che riporta il nome di Rodulfus de Colant, feudatario ruvese vissuto nel XIII secolo, dal quale prende il nome la contrada
C'è anche un'epigrafe che riporta il nome di Rodulfus de Colant, feudatario ruvese vissuto nel XIII secolo, dal quale prende il nome la contrada
Usciamo dalla sagrestia e giungiamo in quello che era l'orto monastico: un giardinetto oggi impreziosito da alberi e piante curatissimi, che si popola ogni domenica, quando viene celebrata la messa
Usciamo dalla sagrestia e giungiamo in quello che era l'orto monastico: un giardinetto oggi impreziosito da alberi e piante curatissimi, che si popola ogni domenica, quando viene celebrata la messa