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Il rione Marconi e l'archeologia industriale

Bari 20 foto 18 March 2017

È un po’ una “terra di nessuno”: un’ampia area di Bari dove non sono presenti case e appartamenti ma solo gigantesche fabbriche ed edifici perlopiù abbandonati. Siamo in una delle ex zone industriali di Bari, forse la più grande e imponente, situata nel quartiere Marconi tra da via Oreste Pietro, via Ammiraglio Caracciolo, l’Arena della Vittoria e il lungomare corso Vittorio Veneto (foto di Antonio Caradonna)

20 fotografie
Il punto di partenza del nostro viaggio nell’”archeologia industriale” della città è l’angolo tra via Brigata Regina e corso Vittorio Veneto. Superate sulla sinistra le antiche basse e colorate palazzine della “Guaragnèdde” e la caserma della Guardia di Finanza, il lungomare diventa qui diventa praticamente un’autostrada a quattro corsie che sfocia nella ben più trafficata zona della Fiera del Levante
Il punto di partenza del nostro viaggio nell’”archeologia industriale” della città è l’angolo tra via Brigata Regina e corso Vittorio Veneto. Superate sulla sinistra le antiche basse e colorate palazzine della “Guaragnèdde” e la caserma della Guardia di Finanza, il lungomare diventa qui diventa praticamente un’autostrada a quattro corsie che sfocia nella ben più trafficata zona della Fiera del Levante
Tutt’intorno non c’è praticamente nulla: sulla destra si trova la desertica parte del porto dell’ansa di Marisabella, sulla sinistra invece si apre un grande prato incolto su cui si stagliano all’orizzonte moderni edifici e ciminiere in disuso
Tutt’intorno non c’è praticamente nulla: sulla destra si trova la desertica parte del porto dell’ansa di Marisabella, sulla sinistra invece si apre un grande prato incolto su cui si stagliano all’orizzonte moderni edifici e ciminiere in disuso
Decidiamo di svoltare a sinistra su via Ammiraglio Caracciolo, strada che è introdotta da un edificio bianco e beige a due piani in stile liberty che rappresenta l’ingresso di un’azienda che produce allestimenti per fiere e convegni
Decidiamo di svoltare a sinistra su via Ammiraglio Caracciolo, strada che è introdotta da un edificio bianco e beige a due piani in stile liberty che rappresenta l’ingresso di un’azienda che produce allestimenti per fiere e convegni
Dopo qualche metro giriamo sulla destra e imbocchiamo via San Francesco della Rena...
Dopo qualche metro giriamo sulla destra e imbocchiamo via San Francesco della Rena...
...strada dominata da bassi magazzini dai muri ingrigiti e scrostati, sui quali è facile leggere cartelli con la scritta “vendesi”
...strada dominata da bassi magazzini dai muri ingrigiti e scrostati, sui quali è facile leggere cartelli con la scritta “vendesi”
La sensazione di trovarsi in un posto dove tutto sia stato divorato dallo scorrere del tempo si fa sempre più marcata. «Sono anni che ormai è tutto abbandonato, penso che la situazione sia irrecuperabile», ci dice il proprietario di un deposito per le cassette di legno utilizzate nel vicino mercato ortofrutticolo
La sensazione di trovarsi in un posto dove tutto sia stato divorato dallo scorrere del tempo si fa sempre più marcata. «Sono anni che ormai è tutto abbandonato, penso che la situazione sia irrecuperabile», ci dice il proprietario di un deposito per le cassette di legno utilizzate nel vicino mercato ortofrutticolo
La decadenza è resa evidente dalla presenza del gigantesco ex oleificio Gaslini, i cui fatiscenti muri perimetrali si affacciano proprio su questa viuzza
La decadenza è resa evidente dalla presenza del gigantesco ex oleificio Gaslini, i cui fatiscenti muri perimetrali si affacciano proprio su questa viuzza
Per “ammirare” l’industria nel suo insieme raggiungiamo la fine della strada, lì dove si apre alla nostra vista l’Arena della Vittoria. Si tratta dell’ex stadio del Bari calcio, inaugurato nel 1934 e ristrutturato nel 1997
Per “ammirare” l’industria nel suo insieme raggiungiamo la fine della strada, lì dove si apre alla nostra vista l’Arena della Vittoria. Si tratta dell’ex stadio del Bari calcio, inaugurato nel 1934 e ristrutturato nel 1997
Ponendoci di spalle all’arena possiamo quindi avere davanti ai nostri occhi la Gaslini, in tutta la sua grandezza, con le sue due imponenti ciminiere sottoposte a vincolo architettonico
Ponendoci di spalle all’arena possiamo quindi avere davanti ai nostri occhi la Gaslini, in tutta la sua grandezza, con le sue due imponenti ciminiere sottoposte a vincolo architettonico
L'ex Gaslini con il cancello sbarrato, i muri anneriti e il grande tetto grigio
L'ex Gaslini con il cancello sbarrato, i muri anneriti e il grande tetto grigio
Ma la Gaslini non è l’unica struttura mastodontica presente. Incamminandoci su largo Taher Pacha è possibile scorgere le ciminiere delle acciaierie Scianatico, altra antica fabbrica abbandonata
Ma la Gaslini non è l’unica struttura mastodontica presente. Incamminandoci su largo Taher Pacha è possibile scorgere le ciminiere delle acciaierie Scianatico, altra antica fabbrica abbandonata
L’acciaieria, inutilizzata da 23 anni, ci appare con la sua altissima ciminiera che si staglia su muri e lamiere arrugginite
L’acciaieria, inutilizzata da 23 anni, ci appare con la sua altissima ciminiera che si staglia su muri e lamiere arrugginite
Scorgiamo qualche metro più avanti uno spiazzo di campagna incolta da dove, oltre a riuscire a fotografare le ciminiere circostanti...
Scorgiamo qualche metro più avanti uno spiazzo di campagna incolta da dove, oltre a riuscire a fotografare le ciminiere circostanti...
...notiamo il rudere di quella che in origine poteva essere una masseria. Nonostante dia l’impressione di cadere letteralmente a pezzi, piccoli segni come alcuni panni stesi ci fanno capire come in realtà questo casolare sia diventato il rifugio di qualcuno
...notiamo il rudere di quella che in origine poteva essere una masseria. Nonostante dia l’impressione di cadere letteralmente a pezzi, piccoli segni come alcuni panni stesi ci fanno capire come in realtà questo casolare sia diventato il rifugio di qualcuno
Non ci resta ora che ritornare sui nostri passi per riprendere via Caracciolo dal punto in cui l’avevamo abbandonata. Procediamo verso via Napoli e costeggiamo sulla destra il muro perimetrale della Scianatico, il cui ingresso fa capolino proprio su questa via (foto di Gennaro Gargiulo)
Non ci resta ora che ritornare sui nostri passi per riprendere via Caracciolo dal punto in cui l’avevamo abbandonata. Procediamo verso via Napoli e costeggiamo sulla destra il muro perimetrale della Scianatico, il cui ingresso fa capolino proprio su questa via (foto di Gennaro Gargiulo)
Sulla sinistra l’antico mercato ortofrutticolo all’ingrosso che si anima la notte quando avviene la compravendita della merce
Sulla sinistra l’antico mercato ortofrutticolo all’ingrosso che si anima la notte quando avviene la compravendita della merce
Il mercato presenta quattro ingressi monumentali in pietra, l’ultimo dei quali (che si affaccia su via Napoli) permetteva l'accesso al vivaio comunale ora in disuso. Da qui possiamo avere una visione d’insieme di via Caracciolo
Il mercato presenta quattro ingressi monumentali in pietra, l’ultimo dei quali (che si affaccia su via Napoli) permetteva l'accesso al vivaio comunale ora in disuso. Da qui possiamo avere una visione d’insieme di via Caracciolo
Su via Oreste Pietro sorge un altro storico fabbricato che a differenza dei precedenti è riuscito però a guadagnarsi una seconda vita. Si tratta dell’ex macello comunale che ora ospita l’archivio di Stato e la biblioteca nazionale Sagarriga Visconti
Su via Oreste Pietro sorge un altro storico fabbricato che a differenza dei precedenti è riuscito però a guadagnarsi una seconda vita. Si tratta dell’ex macello comunale che ora ospita l’archivio di Stato e la biblioteca nazionale Sagarriga Visconti
Via Oreste Pietro sfocia da un parte su via Brigata Regina, lì dove è iniziato il nostro viaggio, mentre dall’altra si affaccia sul retro del mercato comunale, da cui è diviso da un muro in pietra ricoperto di graffiti e da una cancellata in ferro
Via Oreste Pietro sfocia da un parte su via Brigata Regina, lì dove è iniziato il nostro viaggio, mentre dall’altra si affaccia sul retro del mercato comunale, da cui è diviso da un muro in pietra ricoperto di graffiti e da una cancellata in ferro
In questo punto ci attende l’ultima sopresa del tour. 
Alcuni piccoli blocchi di cemento nascondono infatti ciò che resta di antichi binari ora completamente avvolti dall’erba alta
In questo punto ci attende l’ultima sopresa del tour. Alcuni piccoli blocchi di cemento nascondono infatti ciò che resta di antichi binari ora completamente avvolti dall’erba alta