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Il rifugio antiaerei di Monopoli
Quattrocento metri di cunicoli scavati nella roccia che funsero da riparo per migliaia di persone durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. È la descrizione del grande rifugio antiaerei di Monopoli, un luogo posto a otto metri di profondità, al di sotto della centralissima piazza Vittorio Emanuele II (foto di Nicola Lasalandra e Valentina Rosati)
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Quattrocento metri di cunicoli scavati nella roccia che funsero da riparo per migliaia di persone durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. È la descrizione del grande rifugio antiaereo di Monopoli...
...un luogo posto a otto metri di profondità, al di sotto della centralissima piazza Vittorio Emanuele II
Per scoprire il rifugio raggiungiamo l’incrocio tra via Magenta e piazza Vittorio Emanuele II
È proprio qui che si trova una piattaforma in metallo che una volta alzata svela l’ingresso del rifugio
Non ci resta ora che iniziare la visita. Scendiamo così una decina di gradini protetti prima da una struttura in metallo...
...e poi dalle pareti in pietra viva
Dopo aver percorso una seconda scala...
...raggiungiamo infine un lungo e stretto corridoio dalle pareti tufacee. Siamo quindi nel rifugio
L’ambiente, illuminato dalla luce gialla proveniente da alcune lampade poste sul soffitto a volta...
...si snoda per duecento metri...
...incrociando in alcuni punti dei passaggi senza uscita
Ci guardiamo attorno. Affisse alle pareti ci sono le planimetrie dei cunicoli con le indicazioni delle uscite di sicurezza e dei punti di raccolta...
...oltre a fotografie d’epoca...
...e ordinanze comunali con le prescrizioni da seguire in caso di emergenza
Tra queste quella del 1939 con cui l’allora comandante prefettizio Francesco Cantatore ricordava ai monopolitani che, al suono reiterato di 15 secondi dell’allarme posto sul campanile della chiesa di San Francesco, si sarebbero dovuti recare immediatamente nel ricovero
I muri accolgono anche numerose scritte d’epoca. Si tratta di incisioni di date...
...di inni al duce e al re...
...e di iniziali di persone che hanno lasciato qui un loro ricordo
Lungo il percorso sono poi stati ricavati dei piccoli ambienti in cui è possibile sedersi e ascoltare attraverso delle videoproiezioni i racconti dei sopravvissuti ai bombardamenti
Negli ultimi 50 metri di tunnel sono invece preservate le testimonianze più singolari. In una diramazione del percorso principale si conservano ad esempio due latrine: al di là di sottili cancellate in ferro...
...sono ancora visibili i fori di scarico...
...e le coperture di soffitto a mattoni irregolari
E poi ci sono i locali dell’infermeria: quattro angusti spazi bui in cui venivano accolti i feriti dai crolli causati dalle bombe
Qui centinaia di scritte ricoprono le pareti ormai imbrunite...
...tra di esse anche un disegno del busto di Benito Mussolini
Percorriamo il cuniciolo sino alla sua fine, lì dove incrocia il secondo ramo della galleria che però risulta inaccessibile
Non ci resta quindi che raggiungere l’uscita: saliamo quindi delle altre scale in pietra...
...per riemergere sul lato est della piazza
Possiamo così rivedere la luce, dopo aver rievocato per alcuni attimi l’atmosfera della terribile Seconda Guerra Mondiale