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Il ricercatore barese in Antartide
Circumnavigare l'Antartide a bordo di una rompighiaccio russa per studiare l'ambiente dell'estremo sud del mondo, tra iceberg, furiose bufere e grandiosi animali. É l'affascinante esperienza vissuta dal 31enne Giuseppe Suaria, biologo barese dell'Istituto di scienze marine del Cnr, che ha preso parte all'"Antarctic circumnavigation expedition", missione di ricerca dell'Istituto polare svizzero (foto di Giuseppe Suaria)
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Il 28enne Giuseppe Suaria, biologo barese che ha preso parte all'"Antarctic circumnavigation expedition", missione di ricerca in Antartide dell'Istituto polare svizzero
La spedizione era composta da 160 persone, salpate a bordo della rompighiaccio russa Akademik Tryoshnikov
Muoversi in aree lontanissime dalla civiltà vuol dire misurarsi con la potenza della natura. «Abbiamo dovuto affrontare paurose tempeste - continua il biologo -. Durante una di queste tormente il radar ha misurato un'onda alta addirittura 18 metri: praticamente un palazzo di quattro piani»
Ovviamente l'imbarcazione era preparata per resistere a condizioni così avverse. «Abbiamo navigato su un colosso lungo 140 metri - prosegue Sauria -, progettato per flettersi in occasione di forti sollecitazioni senza spezzarsi»
«Siamo stati guidati da Peter Ryan - evidenzia il barese - professore dell'università di Città del Capo con cui abbiamo stimato la mole di plastica arrivata fin laggiù. Immergendo delle lunghe reti a maglie ci siamo soprattutto concentrati sulle microplastiche, quelle con un diametro minore di due centimetri»
Un duro lavoro, "condito" però da scenari mozzafiato
«Non dimenticherò mai tramonti come quello ammirato vicino all'isola Siple - incalza Giuseppe -, luogo chiamato dai marinai "il cimitero degli iceberg": è stato spettacolare vedere la luce arancione del sole basso dietro quegli enormi blocchi di ghiaccio»
«In South Georgia - ricorda lo studioso - ci siamo invece imbattuti nella colonia di pinguini reali più grande del mondo, che conta più di 100mila esemplari»
«Alcuni animali poi sono veramente stupendi - sottolinea il ricercatore -. Balzavano all'occhio le maestose balene...»
«... e i leoni marini, visibili in bella mostra in prossimità delle coste... »
«...per non parlare degli albatros, che con un'ampissima apertura alare si avvicinavano al ponte di poppa e seguivano la scia della nava, proprio come fanno i gabbiani nel Mediterraneo. Sono uccelli sorprendenti: peccato che a volte muoiono ingerendo pezzetti di plastica»
A bordo la vita è stata a dir poco intensa. «Una riunione al giorno, orari dei pasti uguali per tutti e lavoro senza sosta - fa notare lo studioso -, anche perchè la spedizione è costata la bellezza di sette milioni di euro... »
«...il personale aveva i compiti più svariati: dal dentista all'addetto per la sauna, passando per gli elicotteristi, chiamati in causa per effettuare quegli sbarchi resi difficili dalle intemperie»