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Il Parco naturale di Lama Balice
Un “mondo” fatto di natura selvaggia, alte pareti rocciose, cave, masserie, ponti, campi coltivati e zone inaccessibili. Parliamo di Lama Balice, uno dei nove ex fiumi di Bari, ma tra tutti quello dal panorama più vario e dalla storia più interessante. Un sito che nel tempo è diventato un baluardo della “biodiversità”, così ricco di flora e fauna da convincere la Regione Puglia a istituire un parco al suo interno (foto di Antonio Caradonna)
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Il nostro punto di partenza è Villa Frammarino, una masseria del XII secolo completamente ristrutturata che funge da riferimento del parco
Per arrivarci dal centro di Bari bisogna imboccare la provinciale 156 (strada Bitonto-Palese Aeroporto) per poi girare sulla sinistra seguendo le indicazioni che portano al “Parco Naturale Regionale Lama Balice”
Dalla masseria raggiungiamo il lato sinistro della lama, dove tramite una terrazza è possibile ammirare le alte pareti rocciose che scendono a picco e si tuffano in un “mare” di alberi e arbusti
Da questo punto in poi non si potrebbe proseguire, ma decidiamo comunque di avventurarci in avanti costeggiando un alto muro di cinta e inoltrandoci nella campagna. Solo in questo modo riusciamo ad ammirare dall’alto le rosse pareti rocciose di una delle due cave di pietra in disuso dove sono state rintracciate le orme di dinosauro (foto di Nicola Imperiale)
Torniamo indietro e questa volta ci dirigiamo verso un sentiero praticabile che ci permette di scendere nel letto
Ci inoltriamo in una vegetazione sempre più invadente: davanti a noi una lussureggiante porzione di canneto si curva fino a creare una sorta di tunnel
Incrociamo un “pagliaro”, ovvero una costruzione simile a un trullo utilizzata in passato come ricovero per i contadini...
...fin quando non arriviamo ai piedi del “Ponte Antico”. Si tratta una struttura in pietra dorata che mette in collegamento i due costoni della lama: costruito nel 1882 è anche chiamato il “Ponte del Brigante”
In questo punto termina il parco visitabile, visto che una rete impedisce di proseguire. Ma non ci perdiamo d’animo e riusciamo ad aggirare la recinzione, inoltrandoci nel letto dell’antico Tiflis che mostra ancora i segni degli ultimi acquazzoni: strati di fango solidificato e piante piegate
Da qui si apre una grande area coltivata. Incontriamo il primo contadino, ha 86 anni ed è piccolo e ossuto, con il volto solcato da rughe
Più avanti un altro coltivatore sta sistemando la sua terra. Lui è qui dal 1985 e da allora continua a rendere fertile questa terra, nonostante i frequenti incendi estivi e soprattutto le piene della lama durante i temporali invernali
Passeggiamo tra i campi, ma a un certo punto un’altra recinzione che delimita un enorme latifondo ci sbarra la strada. Non ci resta quindi che tornare indietro fino a Villa Frammarino per riprendere l’auto e andare a esplorare Lama Balice in altri punti
Imbocchiamo così la provinciale 156 in direzione Bari. Dopo aver incrociato un “titolo”, antica costruzione in pietra che segnava i confini tra Bitonto e Bari...
...giriamo a destra per la vecchia provinciale 54, una spettacolare strada circondata dalla roccia che passa sopra il Ponte Antico tagliando in due la lama
La nostra prossima destinazione è ora l’Hotel Parco dei Principi situato nei pressi dell’Aeroporto...
...dalla cui terrazza possiamo avere una visione d’insieme della Balice
Da qui riusciamo anche a scorgere un viadotto che, attraversando la lama, pare quasi un ponte sospeso nel vuoto
E sullo sfondo ecco i palazzi del quartiere San Paolo, alcuni dei quali costruiti proprio a ridosso del Tiflis
Scendiamo e imbocchiamo ora viale Europa, strada che costeggiando la lama porta nel cuore del quartiere San Paolo. Un cartello stradale ci avvisa della presenza di cinghiali, animali che ormai da qualche anno sono soliti scendere dall’Alta Murgia fino a Bari attraverso la lama
Subito dopo la Caserma della Guardia di Finanza viale Europa devia in una strada rurale che conduce a Masseria Caggiano, un edificio del XV secolo che tra distruzione e scritte di ogni tipo rappresenta ormai un rudere
Dall’alto della sua terrazza possiamo però ammirare l’ultimo tratto della lama, il mare e i palazzi di Fesca
Ritorniamo sul viale principale e dopo aver costeggiato Masseria Triggiani, altra storica costruzione in rovina...
...imbocchiamo via Bonomo e infine strada rurale del Torrente. Siamo sempre costeggiando il Tiflis, che però da questo punto in poi diventa basso e soprattutto coltivato in ogni suo punto
La strada passa poi sotto la statale 16 e raggiunge il rione Fesca, lì dove l’ex fiume diventa una grande distesa di erba incolta
E qui, dopo qualche centinaia di metri, Lama Balice conclude finalmente il suo viaggio, andando a sfociare in un tappeto di alghe tra le braccia del Mare Adriatico