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Il Palazzo di Città di Bari

Bari 27 foto 24 July 2019

Annunciato da una semplice iscrizione sul suo portone d’ingresso, quasi sfugge all’occhio dei baresi, ricavato com’è nella struttura del Teatro Piccinni e frequentato da giornalisti e politici più che da residenti ed elettori. Eppure Palazzo di Città, la sede del Comune di Bari, nasconde al suo interno quattro elegantissime sale arricchite da sculture, ritratti e affreschi. Un tesoro sconosciuto ai più che siamo andati a visitare (foto di Antonio Caradonna)  

27 fotografie
Il Palazzo di Città, la sede del Comune di Bari, nasconde al suo interno elegantissime sale arricchite da sculture, ritratti e affreschi
Il Palazzo di Città, la sede del Comune di Bari, nasconde al suo interno elegantissime sale arricchite da sculture, ritratti e affreschi
L'edificio che ospita il Comune dal 1863 è di fatto un'ala del Teatro Piccinni
L'edificio che ospita il Comune dal 1863 è di fatto un'ala del Teatro Piccinni
L’iscrizione in lettere di bronzo sormonta la lunetta del portone, la quale si apre nella fascia in bugnato color terra della struttura
L’iscrizione in lettere di bronzo sormonta la lunetta del portone, la quale si apre nella fascia in bugnato color terra della struttura
Accedendo nell’androne, la scena viene rubata da quattro possenti sculture...
Accedendo nell’androne, la scena viene rubata da quattro possenti sculture...
...sono i telamoni del palazzo della Gazzetta, unici superstiti dello scellerato abbattimento dello splendido edificio in stile liberty di cui facevano parte
...sono i telamoni del palazzo della Gazzetta, unici superstiti dello scellerato abbattimento dello splendido edificio in stile liberty di cui facevano parte
Il vestibolo sfocia in un cortile, ma noi ci fermiamo all’altezza di una porticina a destra che ci introduce a una scalinata di marmo
Il vestibolo sfocia in un cortile, ma noi ci fermiamo all’altezza di una porticina a destra che ci introduce a una scalinata di marmo
Il primo ambiente a cui accediamo è la Sala Massari. Si tratta di un’ampia “sitting room” in cui trovano posto un basso tavolino, sedie e un appendiabiti-portaombrelli d’epoca
Il primo ambiente a cui accediamo è la Sala Massari. Si tratta di un’ampia “sitting room” in cui trovano posto un basso tavolino, sedie e un appendiabiti-portaombrelli d’epoca
Muri e tendaggi la decorano di un broccato dalle sfumature calde d’ocra  conferendole un’aria rilassata e accogliente: qui si resta in attesa del sindaco o dei consiglieri, vegliati dai ritratti di pugliesi illustri che adornano le pareti
Muri e tendaggi la decorano di un broccato dalle sfumature calde d’ocra conferendole un’aria rilassata e accogliente: qui si resta in attesa del sindaco o dei consiglieri, vegliati dai ritratti di pugliesi illustri che adornano le pareti
Costeggiano la seconda delle tre porte-finestre due busti, uno marmoreo di Giuseppe Massari scolpito dal romano Emilio Tadolini...
Costeggiano la seconda delle tre porte-finestre due busti, uno marmoreo di Giuseppe Massari scolpito dal romano Emilio Tadolini...
...e uno bronzeo di Giuseppe Re David in uniforme da ministro, opera dell’irrequieto Filippo Cifariello
...e uno bronzeo di Giuseppe Re David in uniforme da ministro, opera dell’irrequieto Filippo Cifariello
Il Gabinetto del sindaco, la più “segreta” delle stanze: è infatti difficile che questo piccolo e vissuto ufficio appaia in televisione con la stessa frequenza delle aule della Giunta o del Consiglio
Il Gabinetto del sindaco, la più “segreta” delle stanze: è infatti difficile che questo piccolo e vissuto ufficio appaia in televisione con la stessa frequenza delle aule della Giunta o del Consiglio
Doni e souvenir affollano l’antica consolle
Doni e souvenir affollano l’antica consolle
come l’ottocentesca scrivania intagliata di stemmi e sagome, tra cui quella dell’immancabile Barione
come l’ottocentesca scrivania intagliata di stemmi e sagome, tra cui quella dell’immancabile Barione
A colpire però è soprattutto il soffitto, affrescato dallo stesso Nicola Colonna del teatro Margherita nei primi anni del Novecento. È facile riconoscere la sua mano guardando i putti che reggono svolazzando lo stemma bianco e rosso cittadino, grappoli d’uva e ramoscelli di ulivo...
A colpire però è soprattutto il soffitto, affrescato dallo stesso Nicola Colonna del teatro Margherita nei primi anni del Novecento. È facile riconoscere la sua mano guardando i putti che reggono svolazzando lo stemma bianco e rosso cittadino, grappoli d’uva e ramoscelli di ulivo...
...in uno scorcio di cielo azzurro racchiuso da allegorie dei quattro continenti, maschere e festoni
...in uno scorcio di cielo azzurro racchiuso da allegorie dei quattro continenti, maschere e festoni
Anche qui, in un medaglione decorativo, riconosciamo un piccolo Barione nel complesso di pitture che sembrano scolpite grazie a sapienti ombreggiature
Anche qui, in un medaglione decorativo, riconosciamo un piccolo Barione nel complesso di pitture che sembrano scolpite grazie a sapienti ombreggiature
È arrivato ora il momento di recarci nella Sala di Giunta, dall’altro lato della Massari, così chiamata perché accoglie attorno al suo grande tavolo ovale le giunte comunali, anche se viene utilizzata pure per le conferenza stampa
È arrivato ora il momento di recarci nella Sala di Giunta, dall’altro lato della Massari, così chiamata perché accoglie attorno al suo grande tavolo ovale le giunte comunali, anche se viene utilizzata pure per le conferenza stampa
Una parete è occupata da due alte porte-finestre e una consolle settecentesca con specchiera intagliata a mano...
Una parete è occupata da due alte porte-finestre e una consolle settecentesca con specchiera intagliata a mano...
...nella quale si riflette il lampadario centrale in vetro di Murano
...nella quale si riflette il lampadario centrale in vetro di Murano
Da qui entriamo nella Sala Consiliare, un tempo “sala del teatro”, giudicata dallo storico Vito Melchiorre una delle più belle della città. È scandita da semipilastri e parati damascati cremisi
Da qui entriamo nella Sala Consiliare, un tempo “sala del teatro”, giudicata dallo storico Vito Melchiorre una delle più belle della città. È scandita da semipilastri e parati damascati cremisi
Ma il suo “pezzo forte” sono gli affreschi di Mario Prayer, realizzati negli anni Trenta. La volta, danneggiata da un bombardamento del 1943 e poi ricostruita, è divisa in tre scomparti con rosoni centrali di stucco
Ma il suo “pezzo forte” sono gli affreschi di Mario Prayer, realizzati negli anni Trenta. La volta, danneggiata da un bombardamento del 1943 e poi ricostruita, è divisa in tre scomparti con rosoni centrali di stucco
Un grande fregio lunettato alterna pannelli racchiudenti vittorie alate a diciotto personificazioni di arti e mestieri: la leggenda vuole che per molte delle figure il pittore abbia preso a modello il politico barese Araldo di Crollalanza
Un grande fregio lunettato alterna pannelli racchiudenti vittorie alate a diciotto personificazioni di arti e mestieri: la leggenda vuole che per molte delle figure il pittore abbia preso a modello il politico barese Araldo di Crollalanza
La lunetta centrale, al di sopra dello scranno del sindaco, rappresenta infine una donna in trono vestita di blu e bianco che regge lo scudo bicolore con una mano e un timone con l’altra: si tratta di un’allegoria della città di Bari
La lunetta centrale, al di sopra dello scranno del sindaco, rappresenta infine una donna in trono vestita di blu e bianco che regge lo scudo bicolore con una mano e un timone con l’altra: si tratta di un’allegoria della città di Bari
L’ambiente ospita i seggi dei consiglieri dal 1867, anno in cui l’artigiano Giuseppe Giannelli li realizzò assieme allo stemma ligneo del capoluogo pugliese
L’ambiente ospita i seggi dei consiglieri dal 1867, anno in cui l’artigiano Giuseppe Giannelli li realizzò assieme allo stemma ligneo del capoluogo pugliese
Gli stalli, ormai logorati dall’uso, furono sostituiti nel 1971, ma il simbolo fa ancora bella mostra di sé in corrispondenza della postazione del primo cittadino...
Gli stalli, ormai logorati dall’uso, furono sostituiti nel 1971, ma il simbolo fa ancora bella mostra di sé in corrispondenza della postazione del primo cittadino...
...sormontato da una corona a cinque torri e sostenuta da due rami laterali d’alloro e di quercia
...sormontato da una corona a cinque torri e sostenuta da due rami laterali d’alloro e di quercia
A sinistra possiamo scorgere la tribuna della stampa sopraelevata, limitata da un cancelletto di ferro. Vi entriamo, per godere di una vista impagabile su quello che è il più rilevante spazio di rappresentanza democratica della città
A sinistra possiamo scorgere la tribuna della stampa sopraelevata, limitata da un cancelletto di ferro. Vi entriamo, per godere di una vista impagabile su quello che è il più rilevante spazio di rappresentanza democratica della città