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Il palazzo della Banca d'Italia

Bari 22 foto 30 March 2019

Con 14mila ingressi è stato il monumento italiano più visitato durante le Giornate Fai di Primavera, tenutesi il 23 e il 24 marzo scorsi. Parliamo della Banca d’Italia, palazzo istituzionale barese normalmente chiuso ai turisti. Proprio per questo c’era molta curiosità attorno allo stabile, che non ha tradito le attese, svelando maestosi saloni, preziose vetrate e dettagli che richiamano gli edifici rinascimentali (foto di Alessandro Palermo)

22 fotografie
Il palazzo della Banca d'Italia, in corso Cavour. Il progetto fu affidato all’ingegnere Biagio Accolti Gil che vi lavorò dal 1926 al 1932, anno in cui il palazzo venne presentato alla città
Il palazzo della Banca d'Italia, in corso Cavour. Il progetto fu affidato all’ingegnere Biagio Accolti Gil che vi lavorò dal 1926 al 1932, anno in cui il palazzo venne presentato alla città
Nell’occasione viene anche costruita una fontana monumentale in pietra che ancora oggi fa bella mostra di sé di fronte allo stabile: un’accoppiata “da cartolina” che costituisce una delle immagini più iconiche di Bari
Nell’occasione viene anche costruita una fontana monumentale in pietra che ancora oggi fa bella mostra di sé di fronte allo stabile: un’accoppiata “da cartolina” che costituisce una delle immagini più iconiche di Bari
Siamo quindi davanti alla Banca d’Italia, che si sviluppa su quattro livelli, con una netta predominanza del colore bianco della pietra nella fascia inferiore e del rosso del rivestimento in laterizio in quella superiore. La facciata è caratterizzata da due ordini architettonici, dorico e ionico, uno zoccolo lapideo e un corpo aggettante
Siamo quindi davanti alla Banca d’Italia, che si sviluppa su quattro livelli, con una netta predominanza del colore bianco della pietra nella fascia inferiore e del rosso del rivestimento in laterizio in quella superiore. La facciata è caratterizzata da due ordini architettonici, dorico e ionico, uno zoccolo lapideo e un corpo aggettante
È arrivato il momento di entrare. Abbiamo così l’occasione di avvicinarci al portone d’ingresso: a due ante con specchiature quadrate e sormontato da una lunetta in ferro battuto, è preceduto da quattro colonne con capitelli dorici sulle quali poggia la balaustra del balcone sovrastante
È arrivato il momento di entrare. Abbiamo così l’occasione di avvicinarci al portone d’ingresso: a due ante con specchiature quadrate e sormontato da una lunetta in ferro battuto, è preceduto da quattro colonne con capitelli dorici sulle quali poggia la balaustra del balcone sovrastante
Attraversatolo, superiamo un controllo al metal detector prima di varcare la porta a vetri che immette nel vestibolo. Ci ritroviamo in un largo spazio rettangolare nel quale una serie di bassorilievi circolari dello scultore Giuseppe Albano si alternano a colonnine ioniche
Attraversatolo, superiamo un controllo al metal detector prima di varcare la porta a vetri che immette nel vestibolo. Ci ritroviamo in un largo spazio rettangolare nel quale una serie di bassorilievi circolari dello scultore Giuseppe Albano si alternano a colonnine ioniche
Di fronte a noi si aprono tre alte serliane che danno accesso al cosiddetto “Salone del pubblico”. Accediamo nell’ambiente, che ci colpisce per la sua impostazione: a dispetto degli sportelli e benché non vi siano croci o santi, pare quasi di trovarsi in un basilica a tre navate con tanto di abside
Di fronte a noi si aprono tre alte serliane che danno accesso al cosiddetto “Salone del pubblico”. Accediamo nell’ambiente, che ci colpisce per la sua impostazione: a dispetto degli sportelli e benché non vi siano croci o santi, pare quasi di trovarsi in un basilica a tre navate con tanto di abside
Di certo si tratta della stanza più maestosa della Banca: ampia, luminosa, tripartita da archi a tutto sesto, vi predominano i tenui giallo e verde dei marmi pregiati
Di certo si tratta della stanza più maestosa della Banca: ampia, luminosa, tripartita da archi a tutto sesto, vi predominano i tenui giallo e verde dei marmi pregiati
Anche qui colonne e lesene lasciano spazio a una serie di bassorilievi in marmo di Carrara. Opera di Giovanni Remuzzi, raffigurano momenti di lavoro e allegorie...
Anche qui colonne e lesene lasciano spazio a una serie di bassorilievi in marmo di Carrara. Opera di Giovanni Remuzzi, raffigurano momenti di lavoro e allegorie...
...nei pressi di due delle porte notiamo ad esempio una scena con tre uomini in una fonderia...
...nei pressi di due delle porte notiamo ad esempio una scena con tre uomini in una fonderia...
...e una di pesca
...e una di pesca
Sulla nostra testa ci incantano poi le vetrate dei velari a soffitto di ispirazione neo liberty: ai due lati presentano disegni geometrici e stilizzati
Sulla nostra testa ci incantano poi le vetrate dei velari a soffitto di ispirazione neo liberty: ai due lati presentano disegni geometrici e stilizzati
Sulla nostra testa ci incantano poi le vetrate dei velari a soffitto di ispirazione liberty: ai due lati presentano disegni geometrici e stilizzati...
Sulla nostra testa ci incantano poi le vetrate dei velari a soffitto di ispirazione liberty: ai due lati presentano disegni geometrici e stilizzati...
...mentre nell’area centrale si arricchiscono dei tocchi di rosso dello stemma di Bari
...mentre nell’area centrale si arricchiscono dei tocchi di rosso dello stemma di Bari
...e di quello sabaudo
...e di quello sabaudo
Gli sportelli sono invece “coronati” da finestre semicircolari. Fanno parte dei caratteri dell'architettura imperiale ripresi da Accolti Gil e sono dette “termali” perché erano utilizzate nelle terme romane
Gli sportelli sono invece “coronati” da finestre semicircolari. Fanno parte dei caratteri dell'architettura imperiale ripresi da Accolti Gil e sono dette “termali” perché erano utilizzate nelle terme romane
Infine è impossibile non notare la scalinata scenografica che si apre nel mezzo del salone, cinta da una grigia balaustra di pietra e di marmo: ai suoi piedi, una porta nera conduce nel piano seminterrato che un tempo custodiva le cassette di sicurezza
Infine è impossibile non notare la scalinata scenografica che si apre nel mezzo del salone, cinta da una grigia balaustra di pietra e di marmo: ai suoi piedi, una porta nera conduce nel piano seminterrato che un tempo custodiva le cassette di sicurezza
Noi però percorriamo i gradini di un’altra elegante scalone, quello d’onore, grazie al quale saliamo al primo piano
Noi però percorriamo i gradini di un’altra elegante scalone, quello d’onore, grazie al quale saliamo al primo piano
Qui incontriamo lo studio del direttore: l’arredo è d’epoca, progettato da una ditta romana appositamente per questa sede e ancora una volta ispirato al Rinascimento
Qui incontriamo lo studio del direttore: l’arredo è d’epoca, progettato da una ditta romana appositamente per questa sede e ancora una volta ispirato al Rinascimento
Sulla parete alla destra della scrivania fa mostra di sé un dipinto di Leonardo Roda che rappresenta un paesaggio montano con al centro il Cervino
Sulla parete alla destra della scrivania fa mostra di sé un dipinto di Leonardo Roda che rappresenta un paesaggio montano con al centro il Cervino
Raggiungiamo infine la grande sala consiliare...
Raggiungiamo infine la grande sala consiliare...
...impreziosita da un lampadario in vetro di Murano...
...impreziosita da un lampadario in vetro di Murano...
...e da un suggestivo soffitto a cassettoni realizzato non il legno, ma in gesso
...e da un suggestivo soffitto a cassettoni realizzato non il legno, ma in gesso