Tutte le gallerie
Fotogallery
Il leggendario Monastero di San Nicolò dei Greci
Una fuga di archi a tutto sesto che, diramandosi da capitelli e alte colonne, vanno a toccare l’azzurro del cielo, mentre lo sguardo del visitatore si pone estasiato verso l’infinito. Questa è la sensazione che abbiamo provato quando abbiamo ammirato per la prima volta uno dei luoghi più affascinanti, leggendari e nascosti di Bari Vecchia: il Monastero di San Nicolò dei Greci. Fu costruito dai Dottula, ricca famiglia proveniente dalla Grecia diede vita nel IX secolo a un insediamento di monaci basiliani (foto di Antonio Caradonna)
17 fotografie
Siamo al numero 7 di strada dei Bianchi Dottula
Qui, di fronte Palazzo barocco Bianchi-Dottula...
...e accanto al noto panificio Santa Rita, si trova un anonimo portone grigio quasi sempre aperto
Una volta entrati nel palazzo ci ritroviamo in un androne coperto da una volta a crociera che conduce a un grande arco ogivale
Il passaggio permette l’ingresso in una “corte”, all’apparenza non diversa dalle tante che punteggiano il centro storico
Ma ci basta alzare lo sguardo per essere sopraffatti da una scenografia inattesa
Un antico loggiato si affaccia sul patio con sei arcate che appoggiano su snelle colonne...
...coronate da capitelli decorati con motivi vegetali
Lo spettacolo è sublime, anche perché la struttura millenaria, in assenza di un tetto, si eleva verso il cielo creando delicati disegni geometrici su uno sfondo celeste
Saliamo ora al livello superiore attraverso una lunga scala in pietra, il cui parapetto è impreziosito da eleganti dettagli come una semi colonnina dal capitello finemente scolpito
E arriviamo quindi sul ballatoio, dove tra lenzuoli stesi e odore di frittura, facciamo conoscenza con le “folkloristiche” signore che abitano questo condominio
Qui infatti sono presenti numerosi appartamenti, popolati da persone che trascorrono la loro vita in un tempio di cui probabilmente ignorano la storia
Perlustriamo l’area, ammirando sulla destra una recente immagine di San Nicola inserita in un tabernacolo seicentesco scolpito a grani di rosario
Ma è salendo una scala più moderna che scoviamo una vera e propria chicca. Quella che infatti appare come una semplice piastrella incastonata in una parete imbiancata, si rivela invece essere una scultura a bassorilievo databile intorno al IX secolo: la "Discesa di Cristo agli inferi"
Siamo giunti quasi alla fine della nostra visita, ma prima di andare via attraversiamo una porta in legno che ci permette l’ingresso su un terrazzino. E qui, tra la biancheria sbattuta dal vento...
...possiamo ammirare da vicino l’ultima parte del loggiato, retto da colonne con capitelli decorati con inusuali motivi geometrici triangolari aggettanti
E mentre il sole va volgendo al tramonto colorando gli archi di rosa, ci sembra quasi di sentire l’eco dei canti dei monaci greci, che in questo luogo leggendario pregavano più di mille anni fa