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Il grande dormitorio pubblico di Bari
Nascosto in via di Maratona tra la piazzola di sosta dei pullman dell’Amtab e il villaggio Trieste, esiste un “non luogo”: uno spazio di 1500 metri quadri racchiuso da una dozzina di container bianchi. E’ il dormitorio pubblico del quartiere Marconi di Bari. Non l’unico in città, ma decisamente il più grande e affollato (foto di Gennaro Gargiulo)
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Un cancello in ferro e una bandiera bianca con il simbolo della Croce Rossa ci introducono nel dormitorio pubblico di via di Maratona
Uno spazio di 1500 metri quadri racchiuso da una dozzina di container bianchi
Ad accoglierci è il volontario referente del dormitorio pubblico: il 62enne Donato Coppi
Il cancello si apre alle 8 di sera e si chiude alle 8 di mattina quando tutti gli ospiti devono obbligatoriamente uscire
Il 20% degli ospiti sono baresi, il resto per lo più nigeriani, camerunensi, pakistani e siriani
Quel che si nota passeggiando in un questo spazio è il silenzio quasi irreale
La 39enne Mara risponde volentieri alle nostre domande. «Vengo qui da circa due anni – ci dice chiedendoci di non mostrare il suo volto -. Purtroppo non ho lavoro e non ho nessuno che mi aiuti. Però nel dormitorio mi trovo bene e vado d’accordo con tutti»
È la donna a indicarci il container che funge da bagno delle donne: è arrivato solo un mese fa ed è stato riciclato da un’altra struttura che voleva disfarsene. Per fortuna è ben funzionante e pulito
D’altra parte la Croce Rossa si affida molto a donazioni e lasciti, come quello fatto dall’Msc Crociere che ha regalato 150 materassi
«Ma venite piuttosto a vedere i nostri di bagni – commenta invece arrabbiato Franco, un signore di circa 50 anni col cappuccio della felpa calato sul viso -. Quello degli uomini è vecchio e perde acqua dappertutto: l’acqua calda si disperde subito e dopo due docce non ce n’è più. Quest’inverno ci siamo ammalati tutti con il gelo che c’era»
Gli fa eco il 49enne Valerio che nasconde uno sguardo sofferente ma molto dignitoso e composto dietro un paio di occhiali neri
A colpirci maggiormente è un giovane con un pigiama e modi raffinati che si avvicina agli altri due. «Mi chiamo Valerio e ho 27 anni – si presenta -. Sono in questo posto per una serie di incomprensioni con i miei genitori che non hanno accettato i miei problemi e hanno preferito allontanarmi»
Un altro racconto ci provoca stupore, quella della stravagante calabrese Natascia. «Ho 44 anni e ho iniziato ad ottobre il mio percorso di vita – afferma -. Ho scelto di lasciare per brevi periodi i miei tre figli in Calabria e andare in giro per l’Italia a predicare la parola di Gesù. Sono stata per tre mesi a Salerno e ora sarò per quattro mesi a Bari»
L’unico immigrato che si avvicina a noi è il 52enne marocchino Chifa Faid. «Sono molto riconoscente alla Croce Rossa – sottolinea - qui posso dormire e a volte mi fanno anche mangiare. Sono in Italia da 15 anni ma ultimamente ho perso il lavoro. La mia famiglia è tornata in Marocco e sono rimasto solo»