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Il dimenticato Villaggio del lavoratore di Bari
Un quartiere nato nel 1950 che per lungo tempo ha rappresentato più un “paese” che un rione, lontano com’era dal resto della città ma dotato di negozi, scuole, chiese e persino di una squadra di calcio. Parliamo del Villaggio del Lavoratore, sobborgo nato all’ombra della Stanic ed edificato proprio per dare un’abitazione alle migliaia di lavoratori occupati nella grande raffineria. Una zona di Bari che però, dopo aver assistito alla chiusura dell’industria nel 1976, ha cominciato pian piano a perdere la sua identità, trasformandosi in un anonimo dormitorio di periferia popolato da 3500 anime (foto di Antonio Caradonna)
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Per raggiungere il Villaggio è necessario percorrere tutta via Bruno Buozzi, poco prima che diventi statale 96
Il rione è accessibile solo grazie a un paio di ingressi, tra cui via Damiani, strada che decidiamo di attraversare.
Ci ritroviamo subito circondati da bassi e vecchi edifici, alcuni dei quali di pallidi color pastello
Davanti a un villino rosa in ristrutturazione incontriamo due operai al lavoro. «Lo chiamate "villaggio"? - ironizza uno dei due manovali -. Ma se non c'è nemmeno una salumeria»
Se non altro su via Damiani nel 2010 è stato realizzato un parchetto con delle giostre
È dedicato a Carlo Sabbà, il dirigente veneziano della Stanic che si spese per far costruire il villaggio
Qui osserviamo il 53enne Vincenzo, intento col pennello a dar vita a un presepe, su "mandato" del comitato di quartiere
Svoltiamo ora a destra, percorrendo una traversa che interseca via Martin Lutero. All'incrocio balza all'occhio una bassa costruzione dipinta di verde che presenta una vecchia cassetta delle poste probabilmente ancora attiva
Di fronte alla struttura spunta invece un gabbiotto della polizia municipale, ma degli agenti non c'è nemmeno l'ombra: lo hanno realizzato ma non è mai stato utilizzato
Arriviamo così al civico 13 di via Martin Lutero, dove si erge dal 1961 la parrocchia del rione dedicata alla Santa Famiglia, preceduta da una piazzetta puntellata da alberi e panchine
Tutt'attorno è un susseguirsi di bassi edifici...
...e ben più austeri immobili grigi
Girando a destra in via Virgintino sbuca un campetto di calcio...
...il terreno è malridotto e dalla recinzione, piena di buchi, si intravede da lontano uno dei camini della centrale dell'Enel in dismissione
Raggiungiamo infine strada vicinale Messenape per salire su uno dei palazzi e avere una visione d’insieme del quartiere
Dall’alto possiamo anche osservare la stazione ferroviaria in costruzione sulla linea Bari-Taranto
Torniamo sulla via, che si snoda costeggiando i pilastri della tangenziale...
...quando all’improvviso spunta davanti a noi un bar-pizzeria che resiste da più di 40 anni. L’unico punto di incontro di un Villaggio dimenticato da tutti