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Il centro storico di Molfetta

Molfetta 30 foto 29 June 2019

Molfetta è una cittadina dal passato travagliato, da sempre considerata più un porto che un paese in grado di attrarre turisti. Ma in realtà questo borgo adagiato sul mare conta una notevole parte antica, un’area medievale colma di pittoresche viuzze e chiese secolari, caratterizzata da un inconfondibile duomo che sembra quasi galleggiare sull’acqua. Una zona in passato ostaggio dell'incuria e della criminalità, ma protagonista nell'ultimo decennio di una lenta ma costante rinascita (foto di Eva Signorile)  

30 fotografie
Il nostro viaggio parte da corso Dante, all'altezza della statua dedicata a Giuseppe Mazzini, monumento che svetta su una rigogliosa aiuola circolare
Il nostro viaggio parte da corso Dante, all'altezza della statua dedicata a Giuseppe Mazzini, monumento che svetta su una rigogliosa aiuola circolare
Ci muoviamo in direzione est. Sulla destra notiamo subito la chiesa di Santo Stefano, finita di costruire nel 1586. Incastonata tra i palazzi, presenta un evidente rosone in stile rinascimentale e un campanile dalla cuspide ottagonale, rivestita da maioliche colorate
Ci muoviamo in direzione est. Sulla destra notiamo subito la chiesa di Santo Stefano, finita di costruire nel 1586. Incastonata tra i palazzi, presenta un evidente rosone in stile rinascimentale e un campanile dalla cuspide ottagonale, rivestita da maioliche colorate
A sinistra scorgiamo invece le antiche mura difensive che cingono la sponda sud del nucleo storico. La "muraglia" è interrotta solo dall'ingresso principale del borgo: l'arco della Terra
A sinistra scorgiamo invece le antiche mura difensive che cingono la sponda sud del nucleo storico. La "muraglia" è interrotta solo dall'ingresso principale del borgo: l'arco della Terra
Individuiamo sulla sinistra una piccola scalinata. La rampa porta proprio sulle mura, dove è possibile scrutare corso Dante dall'alto. In lontananza avvistiamo la chiesa di Santa Maria Assunta, cattedrale della città e nostra prossima meta
Individuiamo sulla sinistra una piccola scalinata. La rampa porta proprio sulle mura, dove è possibile scrutare corso Dante dall'alto. In lontananza avvistiamo la chiesa di Santa Maria Assunta, cattedrale della città e nostra prossima meta
Torniamo dunque in piazza Mazzini, ritrovandoci sulla destra la chiesa di Santa Maria Assunta. Realizzata in pietra bianca nel 1744, reca sopra il portone d'entrata un finestrone rettangolare e, ancora più su, un sottile arco a tutto sesto che racchiude in una nicchia una statua di Sant'Ignazio di Loyola
Torniamo dunque in piazza Mazzini, ritrovandoci sulla destra la chiesa di Santa Maria Assunta. Realizzata in pietra bianca nel 1744, reca sopra il portone d'entrata un finestrone rettangolare e, ancora più su, un sottile arco a tutto sesto che racchiude in una nicchia una statua di Sant'Ignazio di Loyola
L'interno è cotituito da un'unica maestosa navata coperta da una volta a botte unghiata
L'interno è cotituito da un'unica maestosa navata coperta da una volta a botte unghiata
Sulla sinistra due cappelle comunicanti custodiscono reliquie di don Tonino Bello, ex vescovo locale e San Corrado di Baviera, patrono della città
Sulla sinistra due cappelle comunicanti custodiscono reliquie di don Tonino Bello, ex vescovo locale e San Corrado di Baviera, patrono della città
Usciamo e continuiamo a camminare verso quello che era l'istmo della penisola. Di fatto siamo alla fine di corso Dante, che "muore" dinanzi alla facciata della chiesa del Purgatorio. Lo stabile, in stile tardorinascimentale, fu consacrato nel 1667 e presenta nella parte bassa le sculture di quattro santi: Pietro, Stefano, Paolo e Lorenzo
Usciamo e continuiamo a camminare verso quello che era l'istmo della penisola. Di fatto siamo alla fine di corso Dante, che "muore" dinanzi alla facciata della chiesa del Purgatorio. Lo stabile, in stile tardorinascimentale, fu consacrato nel 1667 e presenta nella parte bassa le sculture di quattro santi: Pietro, Stefano, Paolo e Lorenzo
Alla sinistra dell'immobile si apre piazza Municipio. La percorriamo, entrando nel centro storico "vero e proprio". L'asfalto lascia il posto alle chianche bianche e ai tavolini di uno dei locali che da qualche anno animano finalmente la zona
Alla sinistra dell'immobile si apre piazza Municipio. La percorriamo, entrando nel centro storico "vero e proprio". L'asfalto lascia il posto alle chianche bianche e ai tavolini di uno dei locali che da qualche anno animano finalmente la zona
Sul lato destro dello slargo si affaccia la "Sala dei Templari", così chiamata per aver ospitato nel XIII secolo il leggendario ordine religioso: di fatto nel Medioevo era probabilmente un luogo di ricovero per i pellegrini in partenza per la Terrasanta
Sul lato destro dello slargo si affaccia la "Sala dei Templari", così chiamata per aver ospitato nel XIII secolo il leggendario ordine religioso: di fatto nel Medioevo era probabilmente un luogo di ricovero per i pellegrini in partenza per la Terrasanta
Sulla piazza insiste anche il cinqucentesco palazzo Giovene, sede del Comune e della siloteca, l'unico museo del legno del Sud Italia
Sulla piazza insiste anche il cinqucentesco palazzo Giovene, sede del Comune e della siloteca, l'unico museo del legno del Sud Italia
Il municipio è fiancheggiato a sinistra dalla chiesa di San Pietro, rifatta in stile barocco, ma costruita nel lontano 1184
Il municipio è fiancheggiato a sinistra dalla chiesa di San Pietro, rifatta in stile barocco, ma costruita nel lontano 1184
Accanto a un giardino si erge la chiesa della Morte, risalente al XVII secolo e preannunciata da un teschio in bassorilievo che risalta sopra l'entrata
Accanto a un giardino si erge la chiesa della Morte, risalente al XVII secolo e preannunciata da un teschio in bassorilievo che risalta sopra l'entrata
Sul pavimento, coperto da un vetro, si intravede il motivo per cui l'edificio ha un nome così cupo: una fossa, comunicante col mare, nella quale secoli fa l'arciconfraternita della Morte depositava i corpi dei defunti, facendoli scivolare in acqua
Sul pavimento, coperto da un vetro, si intravede il motivo per cui l'edificio ha un nome così cupo: una fossa, comunicante col mare, nella quale secoli fa l'arciconfraternita della Morte depositava i corpi dei defunti, facendoli scivolare in acqua
Continuiamo a scarpinare lungo via Morte. Qualche decina di metri ancora e, incastrata tra le palazzine, parte una piccola scalinata che ci porta sull'approdo di Sant'Andrea, dove i claustrofobici vicoli lasciano spazio al panorama che si apre sul mare
Continuiamo a scarpinare lungo via Morte. Qualche decina di metri ancora e, incastrata tra le palazzine, parte una piccola scalinata che ci porta sull'approdo di Sant'Andrea, dove i claustrofobici vicoli lasciano spazio al panorama che si apre sul mare
Sulla destra, a picco sulle onde, svetta il possente Torrione Passari, fortificazione circolare che "consolidava" il sistema di torri costiere di avvistamento spagnole del 500
Sulla destra, a picco sulle onde, svetta il possente Torrione Passari, fortificazione circolare che "consolidava" il sistema di torri costiere di avvistamento spagnole del 500
Di fronte all’Adriatico si innalza l'ala sinistra dell'indiscusso simbolo cittadino: il duecentesco duomo di San Corrado, pregevole esempio di romanico pugliese. Da qui sono ben visibili le sue due caratteristiche torri, con quella lato mare ideata per fungere da vedetta
Di fronte all’Adriatico si innalza l'ala sinistra dell'indiscusso simbolo cittadino: il duecentesco duomo di San Corrado, pregevole esempio di romanico pugliese. Da qui sono ben visibili le sue due caratteristiche torri, con quella lato mare ideata per fungere da vedetta
 Il paretone è scandito da mensole, sormontate da vistosi archi decorativi: il motivo decorativo si ripete anche nella facciata restrostante...
Il paretone è scandito da mensole, sormontate da vistosi archi decorativi: il motivo decorativo si ripete anche nella facciata restrostante...
...dove spunta anche un curioso mascherone, abbellimento dal quale probabilmente sgorgava l'acqua piovana
...dove spunta anche un curioso mascherone, abbellimento dal quale probabilmente sgorgava l'acqua piovana
Dalla caletta svoltiamo poi a sinistra, giungendo dinanzi alla facciata principale, quella più spoglia, che si affaccia sul porto cittadino
Dalla caletta svoltiamo poi a sinistra, giungendo dinanzi alla facciata principale, quella più spoglia, che si affaccia sul porto cittadino
Sul muro esterno balza all'occhio un'acquasantiera singolare, con un "moro" che sorregge un bacile
Sul muro esterno balza all'occhio un'acquasantiera singolare, con un "moro" che sorregge un bacile
L'interno, a pianta basilicale asimmetrica...
L'interno, a pianta basilicale asimmetrica...
...accoglie delle colonne dalle decorazioni raffinatissime, con figure umane e vegetali che adornano i tanti capitelli
...accoglie delle colonne dalle decorazioni raffinatissime, con figure umane e vegetali che adornano i tanti capitelli
Usciamo dall'edificio, allontanandoci un attimo dall'ingresso...
Usciamo dall'edificio, allontanandoci un attimo dall'ingresso...
Dalla vicina banchina Seminario, abbiamo la possibilità di gustarci la classica visione "da cartolina" di Molfetta: il duomo stesso, affiancato da palazzo Dogana (restaurato da pochissimi mesi), con le barche dei pescatori in primo piano
Dalla vicina banchina Seminario, abbiamo la possibilità di gustarci la classica visione "da cartolina" di Molfetta: il duomo stesso, affiancato da palazzo Dogana (restaurato da pochissimi mesi), con le barche dei pescatori in primo piano
Di fronte si dipana il braccio del porto che conduce al faro borbonico, la nostra ultima destinazione
Di fronte si dipana il braccio del porto che conduce al faro borbonico, la nostra ultima destinazione
Dai suoi 25 metri di altezza possiamo congedarci dalla città nel migliore dei modi: i nostri occhi godono infatti di un'ultima vista del centro storico...
Dai suoi 25 metri di altezza possiamo congedarci dalla città nel migliore dei modi: i nostri occhi godono infatti di un'ultima vista del centro storico...
...degli antichi cantieri navali...
...degli antichi cantieri navali...
e, più in lontanza, del santuario della Madonna dei Martiri, meta di pellegrinaggi e fulcro del culto della "Madonna del tremolio"
e, più in lontanza, del santuario della Madonna dei Martiri, meta di pellegrinaggi e fulcro del culto della "Madonna del tremolio"
Un misto di arte, fede e tradizioni che assieme all'apertura di nuovi locali sta pian piano riscattando il borgo antico di Molfetta
Un misto di arte, fede e tradizioni che assieme all'apertura di nuovi locali sta pian piano riscattando il borgo antico di Molfetta