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I segreti del Palazzo della Prefettura di Bari

Bari 35 foto 14 November 2019

È l’edificio istituzionale più grande e maestoso di Bari e si staglia con il suo rosso pompeiano sul principale corso cittadino. Parliamo del Palazzo del Governo, meglio conosciuto come "della Prefettura", realizzato tra il 1815 e il 1830 sull’impianto di un antico convento. Un luogo che conserva eleganti e sfarzose stanze oltre ad alcuni ricordi del precedente monastero. Tra questi un “passaggio segreto” che permetteva a nobili e personaggi illustri di assistere alla messa celebrata nella comunicante chiesa di San Domenico (foto di Valentina Rosati)  

35 fotografie
Il palazzo della Prefettura, in stile neoclassico, si trova in piazza Libertà, spiazzo situato al centro di corso Vittorio Emanuele, di fronte al Teatro Piccini e alla sede del Comune
Il palazzo della Prefettura, in stile neoclassico, si trova in piazza Libertà, spiazzo situato al centro di corso Vittorio Emanuele, di fronte al Teatro Piccini e alla sede del Comune
Occupa un intero isolato ed è suddiviso in tre piani
Occupa un intero isolato ed è suddiviso in tre piani
Fa bella mostra di sè con la facciata bianco e rossa scandita da una serie regolare di finestre timpanate che si ripetono lungo il secondo livello
Fa bella mostra di sè con la facciata bianco e rossa scandita da una serie regolare di finestre timpanate che si ripetono lungo il secondo livello
Il prospetto termina con un cornicione sul quale svetta il torrione con l'orologio, uno degli otto orologi da torre della città e l'unico a essere ancora oggi regolato manualmente
Il prospetto termina con un cornicione sul quale svetta il torrione con l'orologio, uno degli otto orologi da torre della città e l'unico a essere ancora oggi regolato manualmente
Al centro spicca poi la targa sulla quale è impresso il nome di Palazzo del Governo, perchè l’edificio è sede del prefetto, rappresentante dello Stato sul territorio della città metropolitana
Al centro spicca poi la targa sulla quale è impresso il nome di Palazzo del Governo, perchè l’edificio è sede del prefetto, rappresentante dello Stato sul territorio della città metropolitana
Ora però è arrivato il momento di entrare. Varcando il portone in legno intarsiato ci ritroviamo prima in un atrio...
Ora però è arrivato il momento di entrare. Varcando il portone in legno intarsiato ci ritroviamo prima in un atrio...
...e poi nel cortile interno adibito a parcheggio, avvolto da una serie di archi che permettono l’accesso a vari ambienti del complesso
...e poi nel cortile interno adibito a parcheggio, avvolto da una serie di archi che permettono l’accesso a vari ambienti del complesso
Noi ci dirigiamo verso l’angolo a nord-ovest, lì dove si apre la monumentale scalinata in marmo bianco...
Noi ci dirigiamo verso l’angolo a nord-ovest, lì dove si apre la monumentale scalinata in marmo bianco...
...“sorvegliata” da due sculture di leoni sdraiati.
...“sorvegliata” da due sculture di leoni sdraiati.
Saliamo così i gradini circondati da balaustre in stile rinascimentale per giungere al primo piano
Saliamo così i gradini circondati da balaustre in stile rinascimentale per giungere al primo piano
Qui, in un’anticamera, troviamo la prima delle tre fontanelle che appartenevano all’antico convento. Ce ne sono una per piano, tutte alloggiate in un’apposita nicchia
Qui, in un’anticamera, troviamo la prima delle tre fontanelle che appartenevano all’antico convento. Ce ne sono una per piano, tutte alloggiate in un’apposita nicchia
Quelle del primo e del terzo livello sono pressochè uguali (anche se una appare leggermente danneggiata)...
Quelle del primo e del terzo livello sono pressochè uguali (anche se una appare leggermente danneggiata)...
...quella del secondo è invece in marmo bianco con una parte mosaicata sulla cima in cui è presente il monito Lex Servenda: aut bibas aut abeas (“La legge va rispettata: o lo accetti o te ne vai”)
...quella del secondo è invece in marmo bianco con una parte mosaicata sulla cima in cui è presente il monito Lex Servenda: aut bibas aut abeas (“La legge va rispettata: o lo accetti o te ne vai”)
Su una parete scorgiamo anche l’elenco dei 99 prefetti della storia di Bari. Si va dal primo, l’intendente Gianbattista Ricciardi (del 1806) all’attuale Marilisa Magno nominata nel febbraio del 2017
Su una parete scorgiamo anche l’elenco dei 99 prefetti della storia di Bari. Si va dal primo, l’intendente Gianbattista Ricciardi (del 1806) all’attuale Marilisa Magno nominata nel febbraio del 2017
Una porta in legno bianco e con vetri opachi finemente decorati...
Una porta in legno bianco e con vetri opachi finemente decorati...
...ci permette poi di entrare nella sobria “sala degli stemmi”, dedicata interamente agli emblemi delle città capoluogo di provincia della Puglia e ai comuni baresi
...ci permette poi di entrare nella sobria “sala degli stemmi”, dedicata interamente agli emblemi delle città capoluogo di provincia della Puglia e ai comuni baresi
Sono disegnati sulla volta a padiglione con motivi geometrici...
Sono disegnati sulla volta a padiglione con motivi geometrici...
...e realizzati con la tecnica di tempera su carta e con colori in cui predominano il verde e il giallo ocra
...e realizzati con la tecnica di tempera su carta e con colori in cui predominano il verde e il giallo ocra
Attraverso le scale saliamo ora al piano nobile, quello che ospita gli ambienti importanti di tutta la struttura. Apriamo così una porta decorata con fregi dorati e verdi...
Attraverso le scale saliamo ora al piano nobile, quello che ospita gli ambienti importanti di tutta la struttura. Apriamo così una porta decorata con fregi dorati e verdi...
...che ci conduce nella più elegante ambiente di tutto l'edificio: il “Salone delle Feste”, chiamato così per aver ospitato importanti ricevimenti sia dei Borbone che dei Savoia
...che ci conduce nella più elegante ambiente di tutto l'edificio: il “Salone delle Feste”, chiamato così per aver ospitato importanti ricevimenti sia dei Borbone che dei Savoia
A parte l’importanza storica la stanza merita però una visita per il suo splendore, dato da un tripudio di dettagli e decorazioni. A partire dalla luminosità fornita dai candelabri situati a quattro angoli...
A parte l’importanza storica la stanza merita però una visita per il suo splendore, dato da un tripudio di dettagli e decorazioni. A partire dalla luminosità fornita dai candelabri situati a quattro angoli...
...e dai due lampadari di cristallo. Questi ultimi pendono da un soffitto con motivo a intreccio e putti che sorreggono vari stemmi
...e dai due lampadari di cristallo. Questi ultimi pendono da un soffitto con motivo a intreccio e putti che sorreggono vari stemmi
A dominare la scena sono però i due enormi specchi situati alle estremità dell’ambiente...
A dominare la scena sono però i due enormi specchi situati alle estremità dell’ambiente...
...raccolti in cornici sfarzose e dorate e poggiati su una consolle in marmo e legno intagliato
...raccolti in cornici sfarzose e dorate e poggiati su una consolle in marmo e legno intagliato
Le indorature delle specchiere sono abbondanti e molto curate, con eleganti figure di putti, ippogrifi e adoni
Le indorature delle specchiere sono abbondanti e molto curate, con eleganti figure di putti, ippogrifi e adoni
Tutta la stanza è poi circondata da sontuose poltrone la cui bellezza si scontra...
Tutta la stanza è poi circondata da sontuose poltrone la cui bellezza si scontra...
...con le sedie in plastica nera ordinatamente disposte al centro, poggiate sul pavimento in marmo chiaro
...con le sedie in plastica nera ordinatamente disposte al centro, poggiate sul pavimento in marmo chiaro
Tra i quadri appesi alle pareti spicca quello di Vincenzo Irolli, della scuola Napoletana ottocentesca: dal titolo “Preghiera raffigura una donna inginocchiata mentre invoca Dio
Tra i quadri appesi alle pareti spicca quello di Vincenzo Irolli, della scuola Napoletana ottocentesca: dal titolo “Preghiera raffigura una donna inginocchiata mentre invoca Dio
Ma la nostra attenzione si posa soprattutto sui sei affreschi realizzati dal celebre Mario Prayer verso la fine degli anni 30 del 900, in occasione della ristrutturazione del palazzo...
Ma la nostra attenzione si posa soprattutto sui sei affreschi realizzati dal celebre Mario Prayer verso la fine degli anni 30 del 900, in occasione della ristrutturazione del palazzo...
...raffigurano allegorie sui temi delle stagioni e del lavoro, con particolare riferimento alle attività produttive pugliesi
...raffigurano allegorie sui temi delle stagioni e del lavoro, con particolare riferimento alle attività produttive pugliesi
Ma prima di lasciare l’edificio ci imbattiamo in un’ultima inattesa sorpresa. Percorrendo un stretto corridoio giungiamo infatti davanti a due porticine...
Ma prima di lasciare l’edificio ci imbattiamo in un’ultima inattesa sorpresa. Percorrendo un stretto corridoio giungiamo infatti davanti a due porticine...
Ne apriamo una e con meraviglia ci ritroviamo all’interno di un balconcino che si affaccia sulla navata di una chiesa, quella di San Domenico: riedificata in stile tardo barocco nel 1794 sulle ceneri di un tempio risalente al X secolo
Ne apriamo una e con meraviglia ci ritroviamo all’interno di un balconcino che si affaccia sulla navata di una chiesa, quella di San Domenico: riedificata in stile tardo barocco nel 1794 sulle ceneri di un tempio risalente al X secolo
Sì perché nel momento della riconversione del convento si decise di salvare questa bella chiesetta che è rimasta collegata al palazzo tramite due accessi “segreti”
Sì perché nel momento della riconversione del convento si decise di salvare questa bella chiesetta che è rimasta collegata al palazzo tramite due accessi “segreti”
I balconcini, dotati anche di inginocchiatoio ricoperto da un drappeggio rosso, sono protetti da grate in ferro battuto di color verde scuro
I balconcini, dotati anche di inginocchiatoio ricoperto da un drappeggio rosso, sono protetti da grate in ferro battuto di color verde scuro
Da qui si può avere un inedita visuale dall’alto di San Domenico, con i suoi marmi policromi, il soffitto a botte e la cupola affrescata. Un angolo di grande bellezza nascosto nell’immenso, labirintico e poco conosciuto Palazzo del Governo di Bari
Da qui si può avere un inedita visuale dall’alto di San Domenico, con i suoi marmi policromi, il soffitto a botte e la cupola affrescata. Un angolo di grande bellezza nascosto nell’immenso, labirintico e poco conosciuto Palazzo del Governo di Bari