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I pozzi di Acquaviva delle Fonti
Lo dice lo stesso nome del paese: sotto il suolo di Acquaviva delle Fonti scorre una grande falda acquifera che ha permesso nel corso dei secoli di rendere fertile il territorio della cittadina a sud-est di Bari. Si tratta di un vero e proprio tesoro, tra l’altro “spiabile” attraverso antichi pozzi, ancora esistenti e utilizzabili, che costellano il centro storico del borgo. Siamo così andati alla scoperta di queste caratteristiche “bocche” nascosti in stradine, piazzette e persino all’interno di antichi edifici (foto di Valentina Rosati)
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Il nostro punto di partenza è piazza dei Martiri, lì dove si staglia Palazzo De’ Mari, sede del Municipio di Acquaviva
Nel cortile si trova un primo pozzo...
...seppur interrato è messo in evidenza dalla presenza di una stele di pietra e di una targa commemorativa
Da qui proseguiamo su via Squicciarini e, una volta costeggiata la Torre dell’Orologio, entriamo in una corte dal pavimento a “chianche” sulla quale fa bella mostra di sé il “pozzo salso”
Di forma quadrata, in muratura bianca e alto circa un metro rispetto al livello stradale, risulta coperto da una lastra di ferro bloccata da un lucchetto
Procediamo ora per via della Torre, per prendere subito dopo via Notargirone, che ci porta in una stradina chiusa dove si nasconde una struttura piccola e semicircolare, praticamente saldata a un vecchio edificio
Sempre in una stradina chiusa, nei pressi via Corso, scoviamo un’altra bocca
Di forma quadrata, ha subito negli anni un restyling ed è stata anche pittata di arancione: come le pareti dei fabbricati che lo circondano
Dopo aver visitato in via Chiasso Tassielli una quinta struttura accanto alla quale è stata posta una pianta...
...arriviamo al “clou” del nostro viaggio. Ci dirigiamo in via Supriani, lì dove accediamo in uno splendido palazzo del 700 dal portale in pietra finemente decorato
Qui facciamo la conoscenza della 50enne Laura, figlia del proprietario dell’immobile, che ci porta in cucina per mostrarci un pozzo coperto da una lastra in vetro. La donna con una piccola manovra sposta la copertura, permettendoci così di guardare all’interno della cavità circolare
Lo spettacolo a cui assistiamo è meraviglioso: l’acqua è limpidissima e grazie ad alcuni neon posizionati intorno alla bocca, appare di un intenso verde smeraldo
«Le luci ci consentono di controllare il livello dell’ “oro blu” – ci spiega Laura –, mentre un pompa meccanica ci permette il suo tiraggio»
Notiamo come il colore cambi di gradazione man mano che il buco diventa più profondo. L’effetto è dovuto alla diversa consistenza degli strati di roccia e al loro differente livello di porosità
Ci dirigiamo ora in un altro luogo pittoresco: via Pozzo Merlicchio
Prende il nome proprio dalla struttura in pietra che troviamo adagiata all’ombra di una grande vite rampicante
Il nostro viaggio si conclude nei pressi dell’Arco Tampoia, lì dove una bocca di piccole dimensioni è stata abbellita dal vicinato con piante ornamentali