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I nomi dei quartieri di Bari
Ce ne sono alcuni che prendono la denominazione da un santo o da un personaggio storico e altri che sono stati chiamati come vecchie fabbriche, lame, ricche famiglie e antichi popoli. Parliamo dei quartieri di Bari e dei loro variegati nomi. Il capoluogo pugliese conta infatti 15 rioni (non considerando le ex frazioni che hanno una storia a sé) sviluppatisi soprattutto nel secolo scorso e a cui è stato dato un appellativo che richiama luoghi, edifici ed episodi legati al loro territorio. Siamo quindi andati alla scoperta dell’origine dei “titoli” dei quartieri baresi
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Il centro storico di Bari è ufficialmente dedicato al Patrono di Bari e alla relativa Basilica che accoglie nella sua cripta le spoglie del santo. La costruzione della chiesa iniziò nel luglio del 1087, anno in cui quando le sacre spoglie vennero traslate da Myra in Puglia
San Pasquale prende invece la denominazione dalla piccola chiesetta che si staglia su via Fanelli, tra la grandiosa Villa Anna e la “zona delle Casermette”. La cappella, del 1901, presenta il suo nome sia sul portone in ferro, sia nella parte superiore, a caratteri cubitali neri
Invece la cappella di San Girolamo che ha regalato il nome al rione costiero a nord-est del centro, non esiste più. Presente in quell’area da “tempi remoti”, fu abbattuta in una data non precisata. Al suo posto, nel 1958, è però stata edificata una parrocchia omonima situata nei pressi del Lungomare IX Maggio
San Paolo è poi il titolo del tempio presente nel rione dal 1963. Fu uno dei primi edifici a essere costruiti in questo grande e periferico quartiere di Bari. A celebrare la prima messa fu don Nicola Bonerba, che nei due anni precedenti, in mancanza di una chiesa, aveva officiato in palazzi e prefabbricati
Infine Madonnella assume il nome dall’icona raffigurante la Vergine col Bambino che si trova in piazza Carabellese, posta in un’edicola votiva in pietra che domina il largo dall’alto di una gradinata. Anche se in realtà quello che è possibile ammirare oggi non è il quadro originale adorato sin dall’800, ma una copia a mosaico policroma posta sulla piazza nel 1956
Non da un santo, ma da un importantissimo scienziato, prende invece l’appellativo il quartiere Marconi. Sul lungomare Starita si staglia infatti una targa che ricorda come da quest’area Guglielmo Marconi compì la prima trasmissione radio attraverso l’Adriatico, collegando Bari con la dirimpettaia Bar, città del Montenegro
Le stazioni trasmittenti furono collocate a San Cataldo e sulla collinetta di Volujica e il primo messaggio fu trasmesso il 3 agosto 1904
Anche il "centro" di Bari, ovvero il quartiere Murat, prende in prestito il nome da un personaggio storico. Si tratta del re di Napoli Gioacchino Murat, che il 25 aprile 1813 posò all’incrocio degli attuali corso Vittorio Emanuele II e corso Cavour la prima pietra per la costruzione del borgo nuovo della città
Carrassi era invece il cognome della signora Vittoria, colei che nel 1919 donò alla Curia un pezzetto di suolo per costruirci una chiesetta di appena di appena sette metri per tre che si affacciava su via Buccari, accanto agli attuali cinema Splendor ed enoteca De Candia
Nel 1958 la cappella fu sostituita dall’attuale chiesa del Santissimo Sacramento la cui entrata si affaccia su via Pasubio
Anche Poggiofranco deve il suo nome a una famiglia barese, quella degli Amoruso Manzari. Furono loro a decidere di costruire in questa zona a partire dagli anni 60. Il capostipite si chiamava appunto Franco, al quale fu aggiunta la parola Poggio perché il rione che si stava andando a formare era situato su una zona leggermente sopraelevata
Veniamo a Picone, nome della lama che attraversava il “quartiere del Policlinico” e che in epoche remote accoglieva un vero e proprio fiume che da Cassano portava le sue acque sino al mare Adriatico, dove sfociava nella zona di Marisabella
Il rione venne realizzato proprio sulla lama, che venne quindi “tombata”, anche se in maniera non perfetta, andando così a creare avvallamenti e rilievi che rendono Picone l’unica zona della città in cui le vie non seguono un percorso lineare
Non poteva invece che chiamarsi Stanic il quartiere sorto attorno alla gigantesca raffineria che fu attiva a Bari dal 1937 al 1976
Anche l’altra parte del rione, il Villaggio del Lavoratore, deve il suo appellativo alla fabbrica, visto che nacque nel 1950 proprio per dare un’abitazione alle migliaia di lavoratori occupati nell’industria
E se la denominazione Libertà deriva da quei palazzi in stile liberty che furono i primi a essere innalzati in questo storico quartiere...
...Japigia ha origine dall’antico popolo dei Iapigi, popolazione indoeuropea che dal II millennio sino al IV secolo a.C. abitò la Puglia
Mentre Fesca prende il nome dal greco fascon, traduzione della parola “lichene”, organismo che un tempo cresceva copiosamente in corrispondenza della litoranea
Infine Mungivacca, la cui curiosa denominazione ha origine incerta. Avrebbe origine da “Mangiavacca”, appellativo affibiato ai Borracci, famiglia che deteneva la maggior parte dei terreni della zona. Anche se altri ritengono che rimandi all’aspetto originario del “bucolico” quartiere, dominato un tempo da coltivazioni e pastorizia