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I maestri liutai di Bari

Bari 33 foto 30 June 2021

«Abbiamo appreso quest’arte fuori dal capoluogo pugliese, ma siamo tornati qui per donare ai musicisti baresi gioielli realizzati con precisione ed eleganza». Parole degli unici due liutai specializzati in strumenti ad arco della città: artigiani che partendo da un pezzo di legno riescono a creare viole, violini e violoncelli. Loro sono Ester Passiatore ed Emanuele Fabio Fortunato, quest’ultimo titolare della Liuteria Scarli. Entrambi hanno la loro bottega sull’extramurale, non a caso nelle vicinanze del Conservatorio. Siamo andati a trovarli (foto di Christian Lisco)

33 fotografie
Partiamo dalla 36enne barese Ester, il cui laboratorio si trova in via Cifarelli 28
Partiamo dalla 36enne barese Ester, il cui laboratorio si trova in via Cifarelli 28
Entrando ci ritroviamo in un ambiente...
Entrando ci ritroviamo in un ambiente...
...dove sono posizionati dappertutto viole e violini...
...dove sono posizionati dappertutto viole e violini...
...circondati da attrezzi quali morsetti, pialletti, sgorbie e graffietti
...circondati da attrezzi quali morsetti, pialletti, sgorbie e graffietti
«Dopo aver concluso il liceo – esordisce la padrona di casa – decisi di partire a Milano per frequentare la Civica Scuola di Liuteria, lì dove ho conseguito il diploma nel 2008. Divenni così maestra liutaia specializzata nella costruzione di strumenti musicali ad arco...
«Dopo aver concluso il liceo – esordisce la padrona di casa – decisi di partire a Milano per frequentare la Civica Scuola di Liuteria, lì dove ho conseguito il diploma nel 2008. Divenni così maestra liutaia specializzata nella costruzione di strumenti musicali ad arco...
...tra cui anche la viola da gamba, tipicamente barocca»
...tra cui anche la viola da gamba, tipicamente barocca»
La giovane ci mostra i vari passaggi necessari per la realizzazione di un violino. Ester si sistema dietro il suo banco da lavoro e, procuratasi una dima, disegna la sagoma della parte inferiore dello strumento, a cui poi aggiungerà fasce e controfasce di acero, fissate nei sei punti principali del violino
La giovane ci mostra i vari passaggi necessari per la realizzazione di un violino. Ester si sistema dietro il suo banco da lavoro e, procuratasi una dima, disegna la sagoma della parte inferiore dello strumento, a cui poi aggiungerà fasce e controfasce di acero, fissate nei sei punti principali del violino
Si passa poi alla parte superiore, la cui base è costituita da due pezzi di abete incollati l’un l’altro
Si passa poi alla parte superiore, la cui base è costituita da due pezzi di abete incollati l’un l’altro
La prima operazione comporta il renderla piatta con un piallettino...
La prima operazione comporta il renderla piatta con un piallettino...
...a cui segue la sgrossatura realizzata con il graffietto...
...a cui segue la sgrossatura realizzata con il graffietto...
...e la bombatura per la quale è necessaria la sgorbia
...e la bombatura per la quale è necessaria la sgorbia
E dopo aver inserito il filetto di tre diverse essenze di legno, Ester incide con un coltellino le due “effe” in corsivo, ovvero le fessure a forma della lettera dell’alfabeto da cui esce il suono
E dopo aver inserito il filetto di tre diverse essenze di legno, Ester incide con un coltellino le due “effe” in corsivo, ovvero le fessure a forma della lettera dell’alfabeto da cui esce il suono
Poi comincia a dare dei colpetti sul pezzo di legno, avvicinandoselo all’orecchio e mettendosi all’ascolto delle vibrazioni prodotte dal legno. Una sorta di prima “accordatura” data dai “nodi empirici” presenti in quella che diventerà la cassa armonica del violino
Poi comincia a dare dei colpetti sul pezzo di legno, avvicinandoselo all’orecchio e mettendosi all’ascolto delle vibrazioni prodotte dal legno. Una sorta di prima “accordatura” data dai “nodi empirici” presenti in quella che diventerà la cassa armonica del violino
Posizionata anche la catena (un listello che distribuisce la pressione generata dalle corde tese), si passa al manico e al suo riccio. Dopo aver piallato, contornato e tagliato un pezzo di acero...
Posizionata anche la catena (un listello che distribuisce la pressione generata dalle corde tese), si passa al manico e al suo riccio. Dopo aver piallato, contornato e tagliato un pezzo di acero...
...disegna su di esso una chiocciola che poi scava con la sgorbia...
...disegna su di esso una chiocciola che poi scava con la sgorbia...
...ottenendo il riccio che andrà ad abbellire il violino
...ottenendo il riccio che andrà ad abbellire il violino
A questo punto incolla la tastiera di ebano e...
A questo punto incolla la tastiera di ebano e...
...passa alla verniciatura. L’artigiana utilizza quella a olio perché quest’ultimo nutre il legno e ha una combinazione di resina dura e morbida
...passa alla verniciatura. L’artigiana utilizza quella a olio perché quest’ultimo nutre il legno e ha una combinazione di resina dura e morbida
Infine aggiunge gli ultimi elementi: le corde, il ponticello e l’“anima”, un cilindretto di abete che viene incastrato tra la tavola e il fondo per far passare le vibrazioni
Infine aggiunge gli ultimi elementi: le corde, il ponticello e l’“anima”, un cilindretto di abete che viene incastrato tra la tavola e il fondo per far passare le vibrazioni
Ed ecco che il violino è finalmente pronto per essere suonato
Ed ecco che il violino è finalmente pronto per essere suonato
Salutiamo la donna e ci spostiamo in via Capruzzi 304, dove si trova la Liuteria Scarli dell’andriese Emanuele Fabio Fortunato
Salutiamo la donna e ci spostiamo in via Capruzzi 304, dove si trova la Liuteria Scarli dell’andriese Emanuele Fabio Fortunato
Varchiamo la porta d’ingresso per entrare in un piccola stanza pervasa da un forte odore di legno
Varchiamo la porta d’ingresso per entrare in un piccola stanza pervasa da un forte odore di legno
«Ho sempre avuto la passione per la musica – racconta il 50enne –, sono addirittura diplomato al Conservatorio di Bari. Ho conseguito il titolo di maestro liutaio negli anni 90 presso la Scuola internazionale di Cremona, avendo a che fare con grandi artigiani come Luca Maria Gallo, Gaetano Pucino e Gio Batta Morassi»
«Ho sempre avuto la passione per la musica – racconta il 50enne –, sono addirittura diplomato al Conservatorio di Bari. Ho conseguito il titolo di maestro liutaio negli anni 90 presso la Scuola internazionale di Cremona, avendo a che fare con grandi artigiani come Luca Maria Gallo, Gaetano Pucino e Gio Batta Morassi»
Ci guardiamo intorno. Appesi ai muri notiamo una fila di archi necessari per suonare lo strumento: sono costituiti da una bacchetta curvata di legno brasiliano (il pernambuco) e da un fascio di crini di cavallo bianco
Ci guardiamo intorno. Appesi ai muri notiamo una fila di archi necessari per suonare lo strumento: sono costituiti da una bacchetta curvata di legno brasiliano (il pernambuco) e da un fascio di crini di cavallo bianco
Mentre su una parete rossa sono appoggiati degli splendidi esemplari di violoncelli, viole e violini, alcuni da resturare, altri pronti per essere venduti anche a migliaia di euro
Mentre su una parete rossa sono appoggiati degli splendidi esemplari di violoncelli, viole e violini, alcuni da resturare, altri pronti per essere venduti anche a migliaia di euro
«D’altronde – sottolinea l’artigiano – chi si rivolge a un liutaio è perché vuole uno strumento di una qualità superiore rispetto a quello prodotto in serie: un violino artigianale è infatti unico e costruito su misura»
«D’altronde – sottolinea l’artigiano – chi si rivolge a un liutaio è perché vuole uno strumento di una qualità superiore rispetto a quello prodotto in serie: un violino artigianale è infatti unico e costruito su misura»
Veniamo poi colpiti da una cornice su cui sono poste alcune foto e la dicitura “Violino San Nicola”. «Nel 2018 – spiega – si tenne un evento alla Basilica di Bari per il quale realizzai appositamente uno strumento dedicato al Patrono, costruito su un modello di Antonio Stradivari»
Veniamo poi colpiti da una cornice su cui sono poste alcune foto e la dicitura “Violino San Nicola”. «Nel 2018 – spiega – si tenne un evento alla Basilica di Bari per il quale realizzai appositamente uno strumento dedicato al Patrono, costruito su un modello di Antonio Stradivari»
Al di sotto del quadro vi sono due pile di tavole di legno: l’abete rosso della Val di Fiemme e l’acero che Emanuele acquista dalla Croazia
Al di sotto del quadro vi sono due pile di tavole di legno: l’abete rosso della Val di Fiemme e l’acero che Emanuele acquista dalla Croazia
La costruzione del violino si svolge nello stesso modo visto in precedenza...
La costruzione del violino si svolge nello stesso modo visto in precedenza...
...dal contorno con la dima...
...dal contorno con la dima...
...al solco scavato con la sgorbia...
...al solco scavato con la sgorbia...
...con una differenza: la verniciatura. Se la Passiatore utilizza quella a olio, Fortunato impiega l’alcol perché rende lo strumento più luminoso
...con una differenza: la verniciatura. Se la Passiatore utilizza quella a olio, Fortunato impiega l’alcol perché rende lo strumento più luminoso
E prima di salutarci il maestro ha in serbo una gradita sorpresa. Prende in mano un suo violino e, facendo scorrere l’arco sulle corde, comincia a farlo “cantare”, diffondendo la sua voce soave in tutta la stanza. E noi, estasiati, non possiamo far altro che ascoltare in silenzio
E prima di salutarci il maestro ha in serbo una gradita sorpresa. Prende in mano un suo violino e, facendo scorrere l’arco sulle corde, comincia a farlo “cantare”, diffondendo la sua voce soave in tutta la stanza. E noi, estasiati, non possiamo far altro che ascoltare in silenzio