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I crostacei e i molluschi di Bari

Bari 11 foto 27 April 2018

Abbiamo descritto e “narrato” le principali specie di crostacei e molluschi che vivono davanti al litorale barese, quelli che rappresentano parte della cultura del capoluogo pugliese

11 fotografie
“La Pelosa” (Favollo - Eriphia verrucosa) - È un granchio di medie dimensioni (fino a circa 10 centimetri senza considerare gli arti) di colore marrone più o meno scuro sul dorso e giallastro sul ventre, ricoperto da setole, da cui il nome locale di “pelosa” (foto di George Chernilevsky)
“La Pelosa” (Favollo - Eriphia verrucosa) - È un granchio di medie dimensioni (fino a circa 10 centimetri senza considerare gli arti) di colore marrone più o meno scuro sul dorso e giallastro sul ventre, ricoperto da setole, da cui il nome locale di “pelosa” (foto di George Chernilevsky)
Il Granchio (Granchio corridore - Pachygrapsus marmoratus) -  È tipico vedere questi granchi fermi sulle rocce ma capaci di nascondersi in un attimo nelle fessure sommerse al minimo segno di pericolo. Pur essendo un animale marino, infatti, il granchio corridore riesce a vivere anche per tempi lunghi fuori dall’acqua. Ha un corpo scuro sul dorso e giallastro sul ventre, con dei tipici disegni marmorizzati (foto di George Chernilevsky)
Il Granchio (Granchio corridore - Pachygrapsus marmoratus) - È tipico vedere questi granchi fermi sulle rocce ma capaci di nascondersi in un attimo nelle fessure sommerse al minimo segno di pericolo. Pur essendo un animale marino, infatti, il granchio corridore riesce a vivere anche per tempi lunghi fuori dall’acqua. Ha un corpo scuro sul dorso e giallastro sul ventre, con dei tipici disegni marmorizzati (foto di George Chernilevsky)
“L’Eremita” – (Granceola – Maja squinado) - È un granchio che vive prevalentemente su fondi rocciosi e ricchi di alghe, ha un carapace ovoidale con i bordi laterali muniti di numerose spine e può raggiungere i 20 centimetri di lunghezza. Non avendo chele robuste, si difende mimetizzandosi, innestando sul dorso spugne o alghe anche di notevoli dimensioni (foto di Júlio Reis)
“L’Eremita” – (Granceola – Maja squinado) - È un granchio che vive prevalentemente su fondi rocciosi e ricchi di alghe, ha un carapace ovoidale con i bordi laterali muniti di numerose spine e può raggiungere i 20 centimetri di lunghezza. Non avendo chele robuste, si difende mimetizzandosi, innestando sul dorso spugne o alghe anche di notevoli dimensioni (foto di Júlio Reis)
Il Paguro (Pagurus) - I paguri sono crostacei con addome molle (non ricoperto dalla corazza) e che per questo proteggono il loro corpo vivendo all’interno di conchiglie vuote che rinvengono sul fondo. Man mano che crescono abbandonano la “casa” diventata troppo piccola, per passare ad una più grande
Il Paguro (Pagurus) - I paguri sono crostacei con addome molle (non ricoperto dalla corazza) e che per questo proteggono il loro corpo vivendo all’interno di conchiglie vuote che rinvengono sul fondo. Man mano che crescono abbandonano la “casa” diventata troppo piccola, per passare ad una più grande
Il “Salipcio” (Gamberetto di scoglio o Gamberetto maggiore - Palaemon serratus) - È un piccolo gamberetto dal corpo quasi trasparente ricoperto da striature brunastre, con le giunture delle zampe gialle e viola. Questi esemplari rifuggono dalla luce diretta, quindi di solito si trovano in grotte oppure sotto scogli e pietre di varie dimensioni
Il “Salipcio” (Gamberetto di scoglio o Gamberetto maggiore - Palaemon serratus) - È un piccolo gamberetto dal corpo quasi trasparente ricoperto da striature brunastre, con le giunture delle zampe gialle e viola. Questi esemplari rifuggono dalla luce diretta, quindi di solito si trovano in grotte oppure sotto scogli e pietre di varie dimensioni
La “Cicala” (Canocchia – Squilla mantis) - È una specie rinvenibile dai 10 a 200 metri di profondità, che può raggiungere i 20 centrimetri di lunghezza. La colorazione è bianco-giallastra e sulla sua coda spiccano due macchie viola scuro che sembrano occhi: hanno funzione difensiva (foto di Hans Hillewaert)
La “Cicala” (Canocchia – Squilla mantis) - È una specie rinvenibile dai 10 a 200 metri di profondità, che può raggiungere i 20 centrimetri di lunghezza. La colorazione è bianco-giallastra e sulla sua coda spiccano due macchie viola scuro che sembrano occhi: hanno funzione difensiva (foto di Hans Hillewaert)
Il “Polpo di scoglio” (Octopus vulgaris) – Il re degli animali marini locali: purtroppo per lui pescato, “sbattuto” e cucinato in tutti i modi. È un cefalopode dotato di otto tentacoli con due file di ventose. Vive tra gli scogli: generalmente nascosto in tana durante il giorno, esce a caccia di notte (foto di Theasereje)
Il “Polpo di scoglio” (Octopus vulgaris) – Il re degli animali marini locali: purtroppo per lui pescato, “sbattuto” e cucinato in tutti i modi. È un cefalopode dotato di otto tentacoli con due file di ventose. Vive tra gli scogli: generalmente nascosto in tana durante il giorno, esce a caccia di notte (foto di Theasereje)
Il “Polpo di paranza” (Moscardino - Eledone moschata, Eledone cirrhosa) -  Il moscardino viene anche denominato “polpo di paranza”, perché preferendo vivere su fondali sabbiosi e fangosi è più facile da prendere nelle catture dei pescherecci a strascico (paranze). Differisce dall’octopus per la colorazione, che è più chiara, tendente al biancastro e per avere una sola fila di ventose sui tentacoli, anziché due (foto di Ecomare/Oscar Bos)
Il “Polpo di paranza” (Moscardino - Eledone moschata, Eledone cirrhosa) - Il moscardino viene anche denominato “polpo di paranza”, perché preferendo vivere su fondali sabbiosi e fangosi è più facile da prendere nelle catture dei pescherecci a strascico (paranze). Differisce dall’octopus per la colorazione, che è più chiara, tendente al biancastro e per avere una sola fila di ventose sui tentacoli, anziché due (foto di Ecomare/Oscar Bos)
La Seppia (Sepia officinalis) – È un cefalopode con due occhi grandi e con otto tentacoli corti e due più lunghi provvisti di ventose solo all’estremità. Al suo interno si trova la conchiglia ridotta e modificata a formare il noto “osso di seppia”. Può nuotare molto velocemente utilizzando il nuoto “a reazione”: comprime una certa quantità di acqua nel suo corpo per poi farla uscire attraverso il sifone, creando un getto che la spinge in direzione opposta (foto di Hans Hillewaert)
La Seppia (Sepia officinalis) – È un cefalopode con due occhi grandi e con otto tentacoli corti e due più lunghi provvisti di ventose solo all’estremità. Al suo interno si trova la conchiglia ridotta e modificata a formare il noto “osso di seppia”. Può nuotare molto velocemente utilizzando il nuoto “a reazione”: comprime una certa quantità di acqua nel suo corpo per poi farla uscire attraverso il sifone, creando un getto che la spinge in direzione opposta (foto di Hans Hillewaert)
Il Calamaro (Loligo vulgaris) – È caratterizzato da un corpo di forma allungata con un capo su cui sono evidenti due occhi e una corona di 8 tentacoli corti e 2 più lunghi dotati di ventose solo all’estremità. Vive in genere più in profondità ma in alcuni periodi dell’anno si avvicina alla superficie per deporre le uova (foto di Hans Hillewaert)
Il Calamaro (Loligo vulgaris) – È caratterizzato da un corpo di forma allungata con un capo su cui sono evidenti due occhi e una corona di 8 tentacoli corti e 2 più lunghi dotati di ventose solo all’estremità. Vive in genere più in profondità ma in alcuni periodi dell’anno si avvicina alla superficie per deporre le uova (foto di Hans Hillewaert)
Il “Monaco di mare” (Lepre marina – Aplysia) - È un genere di mollusco opistobranco che ha l’aspetto di una grossa lumaca (senza guscio). Può superare i 25 centimetri circa di lunghezza e la sua colorazione è brunastra con sfumature dal verde al viola. Se disturbato secerne una sostanza color porpora che allontana eventuali predatori (foto di Cisamarc)
Il “Monaco di mare” (Lepre marina – Aplysia) - È un genere di mollusco opistobranco che ha l’aspetto di una grossa lumaca (senza guscio). Può superare i 25 centimetri circa di lunghezza e la sua colorazione è brunastra con sfumature dal verde al viola. Se disturbato secerne una sostanza color porpora che allontana eventuali predatori (foto di Cisamarc)