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I complessi Incis di Bari
Sono gli unici fabbricati di edilizia privata costruiti durante il Fascismo sul Lungomare di Bari e, come per i palazzi istituzionali, mantengono quel tratto di monumentalità scenografica voluto dal regime per mettere in mostra la propria “grandezza”. Parliamo dei complessi Incis (Istituto nazionale per le case degli impiegati statali): tre lotti di palazzine realizzate negli anni 30 per ospitare le abitazioni dei dipendenti pubblici (foto di Valentina Rosati)
30 fotografie
Il primo complesso si nota percorrendo il Lungomare Araldo di Crollalanza: è parzialmente nascosto dagli alberi di piazza Diaz, lì dove si affaccia uno dei cinque lati di cui è composto
La pianta dell’edificio ha infatti una forma irregolare: un marchio di fabbrica dell’Istituto, presente in modo invariato anche in altre città
Progettato nel 1928 e inaugurato il 28 ottobre del 1930, si presenta con un color rosa chiaro che si alterna al bianco dei balconi, dell’ingresso e della parte inferiore in bugnato
L’entrata è posta sulla più interna via Goffredo di Crollalanza: una soluzione adoperata per riparare le abitazioni dal vento che arriva dal mare. E qui è da subito ben evidente la monumentalità del complesso...
il cui cancello d’ingresso è preceduto da otto colonne bianche con capitelli in stile ionico...
...caratterizzati dalla presenza di piccole maschere apotropaiche
Sulla scritta I.N.C.I.S. che campeggia sulla facciata è poi disposta una balaustra contraddistinta dal susseguirsi di piccole colonnine
Impreziosiscono la facciata le bifore in stile romanico...
...e all’altezza del terzo piano, l’emblema dello stemma sabaudo
Attraverso il cancello decorato, entriamo nello splendido atrio...
...contraddistinto dal soffitto con volte bianca a cassettoni da cui pende un lampadario in ferro e da otto colonne che riprendono lo stile di quelle dell’ingresso
Superato l’androne ci ritroviamo nel cortile interno: un giardino comune caratterizzato dalla presenza di alte palme. L’interno è dipinto di color ocra e qui si affacciano i quattro portoni che permettono l’accesso ai 66 appartamenti
Anche qui non mancano delle decorazioni, come le conchiglie che sormontano gli ingressi...
...e gli scudi e i mascheroni posti sotto le finestre del vano scale
Gli altri due complessi Incis si trovano dalla parte opposta del lungomare: su corso Vittorio Veneto. Il primo lotto (quello corrispondente civico 6 del corso) fu realizzato tra il 1930 e il 1932...
...il secondo (al numero 8) fu realizzato tra il 1932 e il 1934
Il numero 6 è il più sobrio: possiede una facciata giallo ocra, scandita in modo alternato da balconate con colonnine in bianco
Ciò che però inevitabilmente colpisce è la presenza dei grandi quattro fasci littori che fungono da semi colonne posti ai lati dell’ingresso dell’edificio
Sul lato che affaccia su via Pantaleoni è ancora visibile una freccia con all’interno una R in stampatello: durante la Seconda guerra mondiale indicava il rifugio antiaereo più vicino, lì dove ci si poteva riparare in caso di bombardamento
Varcando l’ingresso accediamo al cortile interno, oggi adibito a parcheggio, ma un tempo concepito come giardino condominiale
Qui si affacciano i quattro portoni, impreziositi da un timpano triangolare, che danno l’accesso ai 48 appartamenti
L’altro Incis, quello collocato al civico 8 di corso Vittorio Veneto, presenta elementi architettonici più particolari. Di color rosa chiaro, è costituito da due corpi di fabbrica simmetrici, collegati tra di loro da un terzo corpo centrale che accoglie l’ingresso
Quest’ultimo è caratterizzato da una “accesa” volta a botte in rosso mattone con i costoloni in giallo...
...al cui incrocio centrale fa bella mostra di sè una scultura decorativa a forma di fiore
Lungo tutto il perimetro si trova poi una zoccolatura in pietra bianca che va a incorniciare le bucature del piano seminterrato, lungo le quali scorre una fascia di colore grigio
Ma la peculiarità di questo edificio è data dalle balconate situate al piano terra protette da un cancello in ferro a semicerchio: si affacciano una su via Pizzoli e l’altra su via Pantaleoni
In entrambi i casi il balconcino, formato da piccole colonne, è racchiuso da due pilastri che alternano cilindri e parallelepipedi leggermente bugnati. Una preziosa struttura che si va poi a congiungere con la balconata del primo piano
Anche in questo palazzo si trova un cortile (in parte giardino in parte parcheggio) che permette l’accesso ai 40 appartamenti
Area che comunica con l’altro ingresso presente in via Murat 51/F, aperto negli anni 50 dopo la costruzione di un’ulteriore palazzina di color rosso su cui campeggia la scritta INCIS
Chiudiamo con una curiosità. Nel 2018 accanto all’ingresso di via Murat è stata apposta una targa: ricorda che Aldo Moro ha vissuto in questo lotto tra il 1934 e il 1939. Si tratta però di un errore: il politico ha sì abitato all’Incis, ma nell’edificio adiacente, quello di corso Vittorio Veneto 6