Tutte le gallerie
Fotogallery
I bottini di Irsina
Profondi cunicoli scavati nella roccia in epoca medievale che ancora oggi regalano acqua fresca al territorio lucano. Sono i sorprendenti e antichi “bottini”: gallerie che si snodano nel sottosuolo di Irsina, paese in provincia di Matera, permettendo da secoli di incanalare e raccogliere acqua sorgiva proveniente dalle falde acquifere. Un raro e ingegnoso sistema idrico le cui prime testimonianze scritte risalgono al XV secolo. Siamo quindi andati a visitare questo labirinto sotterraneo, chiamato così perché sostenuto da volte a botte (foto di Giacomo Silvano)
24 fotografie
I bottini si trovano a poche centinaia di metri fuori dal centro abitato, per l’esattezza in Contrada Fontane, lungo la statale 96
Ci si può arrivare in auto, oppure tramite un sentiero pedonale caratterizzato da una scalinata che conduce direttamente all’ingresso del sito
Ci ritroviamo così davanti a un muro di tufo in cui è incastonata una porticina in legno che, una volta aperta, conduce all’interno dei bottini
Di fronte all’entrata si staglia una fontana settecentesca...
...da cui, attraverso dodici bocche, fuoriesce l’acqua raccolta nelle vasche sotterranee
Oggi dalla fontana fuoriesce acqua filtrata e potabile mentre prima si trattava di acqua sorgiva
Una volta scesi ci addentriamo nella prima delle tre gallerie scavate per permettere il passaggio nei bottini
Camminiamo su una passerella in legno di recente realizzazione. Il cunicolo è stretto e l’altezza non supera i 180 centrimetri
Sotto di noi si dirama un lungo canaletto in cui scorre l’acqua che letteralmente cade dalla roccia
È un flusso talmente regolare che il rimbombo delle gocce finisce per generare un’unica, costante, nota musicale
Una prima vasca di accumulo...
...permette di ascoltare il vivido movimento dell’acqua, che dal canale scende a mo’ di cascatella
...mentre alle sue spalle si apre una seconda galleria, più bassa ma più lunga
Proseguendo lungo il percorso...
...si raggiunge la galleria maggiore...
...che nel suo tratto finale si allarga sino a tre metri
A dividere a metà questo ambiente è un arco a sesto acuto che rende l’ambiente ancora più suggestivo
Avanzando incontriamo altre due cisterne. La prima è più capiente ma al momento della nostra visita è vuota
Un tempo era utilizzata a pieno regime, ma in seguito fu bloccata per lavori fatti da privati nei campi sovrastanti. Di recente però il flusso è ripreso e la vasca sta pian piano tornando a “bagnarsi”
Subito dopo una seconda cisterna più piccola pone fine al tragitto. È proprio fermandosi davanti a quest’ultima che si può osservare da vicino il fenomeno della captazione
L’acqua filtra copiosa attraverso delle fenditure nella roccia...
...per poi fermare la sua corsa sullo strato impermeabile della pietra. I canali poi la convogliano nella cisterna
In alto dei pozzi di aerazione permettono la ventilazione e la regolazione della pressione dei bottini
In origine erano quattro, ma ad oggi ne sopravvivono solo tre che emergono in superficie come piccoli caminetti