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I 202 edifici da salvare a Bari
Da Villa Serafina alla clinica Santa Maria, dai complessi Incis al “grattacielo” della Motta passando per l’ex acciaieria Scianatico, la facoltà di Giurisprudenza e la chiesa di San Pasquale. Questi sono soltanto alcuni dei 202 edifici “da salvare” elencati nella Variante Normativa al PRG per le Opere di Architettura Moderna e Contemporanea redatta a giugno scorso dal Comune di Bari. Si tratta di un provvedimento che mira a tutelare e conservare quegli immobili che hanno un valore storico e artistico, evitando così loro la “morte certa”
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I 202 edifici “da salvare” elencati nella Variante Normativa al PRG per le Opere di Architettura Moderna e Contemporanea redatta a giugno scorso dal Comune di Bari
A nord, nei quartieri Palese e Santo Spirito, figurano: villa Cioffrese (inizi ‘800), sede di una riunione segreta di carbonari nel 1848
villa Longo de Bellis (1870) dove nel 1943 si incontrarono Alexander, Eisenhower e Badoglio
...la splendida villa Serafina...
...e villa Traversa
A San Cataldo invece ecco l’eclettica villa Rosa...
...e villa Rosa-Tomasicchio
Nella periferia ovest della città sono censite altre dimore, alcune molto antiche quali villa Milella Losacco...
...o villa Starita
Infine da segnalare la tutela per villa Lorusso in via Amendola...
...per le residenze situate su via Bari e via Morelli e Salvati a Torre a Mare...
...e per il rosso ed eclettico villino Giordano sull’extramurale Capruzzi
Le fabbriche che si è deciso di tutelare? Si va dall’ex Cereria Introna del quartiere San Pasquale (con la sua vecchia ciminiera nascosta tra i palazzi)...
...all’ex fabbrica di letti De Risi nel quartiere Picone
C’è poi l’ex Mattatoio dismesso a Carbonara...
...e l’ex fabbrica Cristalghiaccio di via Laterza
E ancora le vecchie sedi del lanificio Scoppio e della cartiera Murari di via Celso Ulpiani...
...e l’ex Filiale Fiat di via Garruba (oggi facoltà di Lingue)
Infine due simboli dell’archeologia industriale barese: le Acciaierie Scianatico abbandonate da 30 anni tra via Napoli e via Ammiraglio Caracciolo...
... e l’ex Stanic, impianto del raffinamento del petrolio chiuso dal 1976
Non è propriamente un’industria, ma nella lista è presente anche la stazione di servizio Agip che si trova sul sottopasso Duca degli Abruzzi: fu ideata nel 1952 dal grande architetto Marco Bacciocchi
All’inizio del 900 furono costruiti a Bari i primi complessi di case popolari e le famiglie meno abbienti presero possesso di palazzi eleganti costruiti secondo gli stili in voga all’epoca. Il primo nel 1909 fu il complesso Duca degli Abruzzi in corso Sydney Sonnino, realizzato in stile liberty
Altri non meno importanti sono il gruppo Garibaldi e alluvionati sorto per offrire riparo ai cittadini rimasti senza casa dopo l’alluvione del 1926...
...il complesso Incis su corso Vittorio Veneto...
...e il Francesco Crispi di via Bottego
I palazzi residenziali e commerciali. Il maggior numero di edifici di questa tipologia sorge nel quartiere Murat: si tratta di opere che tra gli anni 50 e 60 andarono a sostituire edifici ottocenteschi e palazzi liberty. Tra i più iconici abbiamo il Palazzo della casa editrice Laterza...
...il Palazzo Conte Celio Sabini...
...e il “dirimpettaio” Palazzo Borea: tutti e tre svettano su via Sparano
Su corso Vittorio Emanuele ecco invece il palazzo dell’Economia (ex sede della Standa)...
...e il “grattacielo” della Motta che nel 1955 andò ad occupare il posto della prima abitazione del Murattiano
Su via Argiro sorge invece Palazzo De Florio con la sua insolita facciata “sporgente”...
...e in via Abate Gimma il Palazzo del Banco di Napoli
Infine il discusso Palazzo Andidero (del 1977), che con la sua facciata spigolosa domina l’inizio della Muraglia a Bari Vecchia
Di costruzione più recente sono poi l’Executive Center (la “microcittà” di via Amendola)...
...e l’alto palazzo in via Redi realizzato nel 1996 con la forma ad H e la doppia scala a vetrate
Tra gli edifici scolastici tutelati c’è il Palazzo S.G.P.E., sede di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione dell’Università di Bari...
... e la vicina Facoltà di Giurisprudenza in piazza Cesare Battisti
Nel Campus invece sono state considerate degne di vincolo le sedi della facoltà di Agraria...
Anche la prima casa dello studente di Bari (il Fraccacreta del 1957)...
...e l’Auditorium Nino Rota annesso al Conservatorio sono stati inseriti nella lista
...e quella di Ingegneria
Non mancano nell’elenco gli edifici con carattere religioso. Chiese in primis, tra cui quella di San Pasquale Baylon nell’omonimo quartiere...
...Santa Maria delle Vittorie su corso Benedetto Croce...
...e la “futuristiche” chiesa del Salvatore definita l’“astronave” di Loseto
Abbiamo poi il complesso del Villaggio del Fanciullo in piazza Giulio Cesare a Picone...
...e il Sacrario Militare di via Gentile
Infine citiamo le strutture ospedaliere. A partire dall’ex Sanitario Cotugno (del 1937), oggi sede dell’Istituto Oncologico Giovanni Paolo II di viale Orazio Flacco
Altri esempi sono l’ex Cto, ora sede dell’Asl Bari 4...
...ma anche la clinica Santa Maria (del 1970) in via Antonio de Ferrariis...
...e l’ospedaletto Giovanni XXIII (del 1977) in via Amendola
E poi il Policlinico, dove a essere tutelata non è solo la parte antica...
...ma anche padiglioni più moderni come il complesso emergenziale Asclepios, aperto nel 2002 (foto da sito web Università degli Studi di Bari)