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Grumo, la segreta Villa Mastroserio
Un antico e nascosto podere dall’ingresso “palladiano” che nell’Ottocento ospitò segrete riunioni dei movimenti liberali e carbonari. Parliamo di Villa Mastroserio, un edificio che giace abbandonato da oltre cinquant’anni su una collina a pochi chilometri da Grumo Appula (foto di Valentina Rosati)
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Un antico e nascosto podere dall’ingresso “palladiano” che nell’Ottocento ospitò segrete riunioni dei movimenti liberali e carbonari. Parliamo di villa Mastroserio, un edificio che giace abbandonato da oltre cinquant’anni su una collina a pochi chilometri da Grumo Appula
Per raggiungere questo “baluardo della libertà”, imbocchiamo da Grumo via Madre Teresa di Calcutta che, dopo una rotonda, prosegue su strada comunale di Mellitto. La percorriamo per circa quattro chilometri fino a raggiungere una piccola rientranza delimitata da una semplice sbarra di ferro tra due colonne in pietra
Oltrepassato l’ostacolo ci incamminiamo lungo un sentiero di campagna in salita...
...che ci conduce dopo qualche centinaia di metri davanti al nostro edificio
Ci troviamo davanti a una struttura in pietra che, seppur di modeste dimensioni e malridotta, mostra ancora tutto il suo fascino
Composta da un solo piano leggermente rialzato, è di colore rosso con due finestre sul prospetto e su entrambi i muri laterali. A dominare la facciata è il sontuoso ingresso che ricorda le nobili ville palladiane del 700-800
Una larga scalinata porta infatti a un patio dominato da due alte colonne bianche che sorreggono il timpano superiore: un insieme di elementi che regalano al fabbricato l’aspetto di un vero e proprio tempio
La residenza si trova al confine tra i territori di Altamura, Toritto e Grumo. Sui lati della struttura si trovano le “pietre miliari” (indicanti l’anno 1896)...
...che segnano il limite tra gli ultimi due paesi
Sulla porta di ingresso, al di sopra di una grata in ferro rettangolare, leggiamo la scritta Qui si sana, un motto presente in tante ville e masserie dell’epoca
Ma è arrivato il momento di entrare. Ci ritroviamo così nel grande salone centrale che dà accesso agli altri locali. Un ambiente ampio ma decadente: il pavimento è stato divelto...
...e restano pochi segni degli affreschi un tempo presenti sul soffitto
I muri sono cosparsi di scritte fatte con bombolette spray, che lasciano spazio a una nicchia che custodisce un antico stemma su sfondo ocra
Tra gli antichi simboli si distingue solo una corona regale da cui cadono due tendaggi rossi, il tutto dominato da un decoro vegetale a otto petali sull’arcata
...il tutto dominato da un decoro vegetale a otto petali sull’arcata
Ai lati notiamo un disegno con delle stelle blu, che ritroviamo anche ai bordi della nicchia
Attraverso i varchi laterali, sormontati dai resti delle vecchie porte in legno...
visitiamo le altre stanze ormai totalmente spoglie.
In una di queste sono ancora visibili i decori di colore rosso sulle pareti e sulla volta...
...mentre all’interno di quella che doveva essere la cucina, scoviamo i pezzi di alcune piastrelle
Infine ci ritroviamo davanti a un grande botola in pietra semi aperta...
...che conduce a dei locali sotterranei. Sono dei nascondigli: durante la Seconda Guerra Mondiale questa villa divenne infatti probabilmente rifugio per delle famiglie ebree