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Grotta Regina, il locale dimenticato sul mare
Per cinquant’anni ha rappresentato un punto di riferimento delle serate baresi, arrendendosi però definitivamente a due devastanti incendi che nel 2015 lo hanno di fatto polverizzato. Di Grotta Regina, elegante e storico ristorante/night/lido di Torre a Mare, non è rimasto così che lo scheletro affacciato sul blu dell’Adriatico. (foto di Antonio Caradonna)
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L'ex locale Grotta Regina di Torre a Mare in una cartolina del 1972. «Era un vero e proprio gioiello: qui si sono anche esibiti Ornella Vanoni, Fred Bongusto e addirittura Barry White», evidenzia Lorenzo De Marco, l'ultimo gestore del ristorante
Un locale storico, che per cinquant’anni ha rappresentato un punto di riferimento delle serate baresi, ma che si è arreso a due devastanti incendi che nel 2015 lo hanno di fatto polverizzato
La costruzione sorge in un’ansa a nord del centro storico di Torre a Mare...
...accanto al tratto di litorale conosciuto come "bunker" e all’area archeologica di Punta della Penna
Il suo nome deriva da una piccola caverna situata proprio sotto l’ex ristorante
Il nostro viaggio alla scoperta della struttura “fantasma” parte dall'ingresso principale, un cancello bianco con sopra le iniziali dell'ex esercizio commerciale (G.R.), serrato però da un catenaccio blu
Per aggirarlo costeggiamo la recinzione che caratterizza il lato terra, arrivando così dalla parte opposta del rudere: qui un'entrata secondaria completamente aperta permette di passare dal retro del complesso
Ci ritroviamo quindi in un tunnel con vista sul mare: il percorso che i clienti effettuavano per accedere alla sala
Ma prima di arrivare negli spazi che un tempo accoglievano matrimoni e concerti, scegliamo di scendere i gradini di una scala malmessa che ci porta in una terrazza che si trova a pochi metri sopra il livello del mare
La visione del grande "balcone", quasi lambito dalle onde è tuttora affascinante. «Ricordo che da giovani lì si sorseggiavano degli ottini drink accompagnati da un panorama fantastico», ricorda nostalgico il 42enne Alessandro, un tempo habitué dell'attività»
A destra della scala osserviamo il piccolo lido annesso al ristorante. Sdraio e ombrelloni sono stati avidamente rubati: rimane solo una schiera di cabine...
...dalle graziose pareti, le cui decorazioni marine conservano ancora i loro vivaci colori
Risaliamo la scalinata per addentrarci nel cuore dello stabile: la sala
Qui la veduta è spaventosa. Il grande vano è ormai senza vetrata, frantumatasi in mille pezzi durante gli incendi...
...mentre a terra calpestiamo un evidente strato di cenere e detriti
Siamo in un "inferno" di muri anneriti e tubi arruginiti che penzolano dall'alto: si fa fatica a pensare che in un luogo così degradato abbia accolto cantanti così famosi
Ai lati del salone spiccano l'area della pizzeria, con il suo forno a legna...
...e l'irriconoscibile hall. «Era costituita da raffinati mobili bianchi - rammenta l'ex cliente Mimmo - e sul muro dietro la reception due grandi specchi fiancheggiavano una fontanella in pietra»
Entriamo infine nella cucina, distinguibile solamente grazie alle piastrelle delle pareti. Forni, bollitori e mestoli hanno lasciato il posto a una montagna di spazzatura...
...mentre su un tavolo rotondo "riposano" vecchie confezioni arancioni di champagne, residui dei fasti di un tempo
In un ripostiglio scoviamo addirittura un menu delle pizze. E così per un attimo immaginiamo di tornare indietro nel tempo e di ordinarne una, magari "cullati" dalla voce inimitabile di Barry White