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Gli hangar del Carnevale di Putignano
Enormi spazi zeppi di giornali e colla, dove in un tripudio di colori si respira l'aria di una tradizione secolare. Parliamo degli hangar di Putignano, tre capannoni degli anni 70 in cui vengono partoriti i carri allegorici del famoso Carnevale locale, grazie all’opera dei talentuosi maestri cartapestai. Uno storico "quartier generale" che però presto sparirà, visto che gli stabili verranno abbattuti nell'ambito di un progetto di riqualificazione urbana e i laboratori trasferiti in nuovi immobili situati in via Colombo. Siamo così andati a visitarli prima che vengano buttati giù (foto di Eva Signorile)
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Gli hangar del Carnevale di Putignano, di proprietà comunale, si trovano di fronte al cimitero cittadino. Sul bianco dei mattoni con cui furono costruiti risaltano le serrande di ferro, alcune delle quali arrugginite, e le ampie vetrate poste sotto il tetto
Decidiamo di entrare nel fabbricato più a est...
...e subito ci ritroviamo in uno spazio gigantesco che accoglie carri che pesano centinaia di quintali, toccando i 16 metri di altezza
Ci guardiamo intorno in un ambiente dalle mille sfumature cromatiche. A fatica ci facciamo largo tra alcuni elaboratissimi fantocci: c'è quello di una donna a seno nudo, "sorvegliato" da un pagliaccio spaventoso e dallo sguardo severo di una Merkel in cartapesta
Ci dirigiamo a questo punto verso l’ala più illuminata e spaziosa
E’ qui che incontriamo il 71enne Franco Giotta, perito meccanico e maestro più anziano del paese
L'ultimo lavoro di Franco: "Eroi per forza", mastodontica creazione che tocca quasi il soffitto
Rappresenta un cittadino italiano vestito di giallo che regge un bilanciere...
...con i pesi simboleggiati da due teschi: sono migranti destinati a una certa e tragica fine
Nel frattempo “Farinella”, classica maschera del Carnevale, riposa sdraiato ai piedi del carro...
...sotto il vigile sguardo di due volti che decorano il perimetro dell’installazione
Ma il colosso non è l'unica attrazione dell'hangar: siamo infatti accerchiati da un’impressionante mole di attrezzi e materiali dai colori accesissimi
A poca distanza da un tavolo colmo di vernici, pennelli e pinze...
...ce n'è un altro riempito con chiavi inglesi, martelli, tenaglie e un trapano. Al di sopra di quest'ultimo notiamo le sfere usate per le pupille dei personaggi
Mentre su uno scaffale un aerografo precede pile di giornali pronti a diventare il rivestimento dei nuovi carri
Ci accomiatiamo da Franco per avviarci verso il capannone adiacente...
...passando dal veterano al più giovane del settore: ad accoglierci c'è infatti il 43enne Deni Bianco
Davanti ai nostri occhi si erge imponente la sua ultima fatica, intitolata “2018. Odissea nello strazio”. Consiste nella riproduzione di un cavallo di Troia, da cui pendono alcuni dei valorosi protagonisti dell'Iliade e nove fantocci ingoffiti, simbolo dei tempi moderni che scontano l'assenza di grandi personaggi
La testa dell'equino, temporaneamente smontata per ragioni di spazio, nasconde un insolito Capitan America su un water e la scritta che spiega l'idea alla base del manufatto: "Dove sono gli eroi?"
Anche questo locale ha un "contorno" affascinante, con una una selva di scalpelli, seghe, forbici, tavoli inverniciati, pennnelli e pentole per la preparazione della colla