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Gli Exultet baresi
Al mondo ce ne sono solo 28 e il Museo Diocesano di Bari ne “nasconde” ben tre. Parliamo degli Exultet, pergamene liturgiche scritte e miniate nell’Italia meridionale tra il X e il XIV secolo. Testimoni dell’esistenza di un scriptorium (centro scrittorio) nel capoluogo pugliese, questi beni costituiscono un vero e proprio tesoro (foto di Antonio Caradonna). Si ringrazia il direttore del Museo Diocesano, don Michele Bellino, per la pubblicazione delle immagini
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L’Exultet II, lungo 4 metri...
...presenta miniature dai colori vivaci e sgargianti spesso ispirate a quelle del suo “fratello maggiore”, l’Exultet I
L’Exultet III invece, lungo poco meno di tre metri, risale al XIII secolo ed è privo di illustrazioni
È nell’altra sala che troviamo il documento più pregiato, l’Exultet I. Lungo più di cinque metri, è composto da otto fogli
Il testo è in caratteri minuscoli beneventani della tondeggiante variante barese (detta “Bari-type”) ed è racchiuso da due bande ornamentali contenenti medaglioni e busti di santi
La prima immagine è quella di un Cristo in mandorla vestito di blu e rosso bruno
Seguono nel secondo foglio gli angeli del giudizio universale, il tetramorfo (una figura a mezzobusto con quattro ali che rappresenta i quattro evangelisti) attorniato da cherubini e una grande “E” decorata nelle cui aste si leggono le altre sei lettere della parola Exultet
Nel foglio successivo troviamo due miniature: la Terra nelle sembianze di una giovane donna tra due alberi accompagnata da un cinghiale, un ariete, un cane e un capro...
...e la comunità della Chiesa rappresentata nel momento della benedictio cerei con un baldacchino al centro, il vescovo in alto a destra e sulla sinistra il diacono che svolge l’Exultet
Ad aprire la preghiera del quinto foglio c’è un Cristo Pantocratore racchiuso in una “V” rovesciata, iniziale della parola Vere (“veramente”)
Una miniatura rappresenta l’Anastasi (Resurrezione): Gesù schiaccia la morte ed esce dal limbo seguito da Adamo ed Eva, mentre un demone alato è sospinto nell’inferno
La miniatura successiva è il vero capolavoro dell’Exultet I, nonché una sua peculiarità non presente negli altri rotoli: si tratta di una rosa dei venti circolare, simbolo di Gesù che domina la natura. Divisa in tre zone concentriche e dodici raggi (uno per vento) con al centro un mezzobusto di Cristo benedicente, la rosa contrassegna ciascun vento alato con un nome in rosso e i quattro che corrispondo ai punti cardinali hanno la barba.
Nel sesto foglio troviamo il lavoro delle api, elogiate in quanto vergini come Maria e produttrici della cera con cui si realizza il cero pasquale
Il settimo raffigura invece l’autorità spirituale nei suoi paramenti sacri (forse il Pontefice o un vescovo) e il potere temporale nella persona degli imperatori bizantini, forse Basilio II e Costantino VIII
E infine il rotolo termina con l’ultima parola di ogni preghiera: Amen