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Gli ex mattatoi di Bari e provincia

Bari 23 foto 10 October 2022

Quando tutto il cibo che arrivava sulla nostra tavola era a “km 0”, ogni paese doveva necessariamente essere dotato di un posto dove poter macellare la carne locale, in modo che arrivasse dal produttore al consumatore in pochi passaggi. Quel posto era il mattatoio pubblico. Oggi questi luoghi non esistono più. A partire dalla fine del secolo scorso l’economia sempre più globalizzata (con carne che arriva nella maggior parte dei casi dall’estero o da allevamenti intensivi di altre regioni italiane) ha portato infatti al progressivo abbandono di queste strutture e alla loro dismissione. Ma che fine hanno fatto tutti gli altri grandi “ammazzatoi”? Sono andati incontro a sorti anche molto diverse tra loro: dal decadimento totale in alcuni casi, alla riqualificazione e trasformazione in centri culturali in altri. Vediamo qualche esempio

23 fotografie
Ad oggi in tutto il barese risultano quindi attivi solo tre mattatoi, tutti privati: a Ruvo, Palo del Colle e Noicattaro. E di questi solo il primo è ospitato in un edificio (ubicato in via Volta) da sempre destinato alla macellazione degli animali
Ad oggi in tutto il barese risultano quindi attivi solo tre mattatoi, tutti privati: a Ruvo, Palo del Colle e Noicattaro. E di questi solo il primo è ospitato in un edificio (ubicato in via Volta) da sempre destinato alla macellazione degli animali
A Bari la struttura liberty che ospitava la “Città Annonaria” (che comprendeva anche i mercati ittico, ortofrutticolo e dei fiori)...
A Bari la struttura liberty che ospitava la “Città Annonaria” (che comprendeva anche i mercati ittico, ortofrutticolo e dei fiori)...
...dal 2006 dopo un lungo periodo di degrado è divenuta la “Cittadella della cultura” con annessa Biblioteca nazionale Sagarriga Visconti Volpi e Archivio di Stato
...dal 2006 dopo un lungo periodo di degrado è divenuta la “Cittadella della cultura” con annessa Biblioteca nazionale Sagarriga Visconti Volpi e Archivio di Stato
Quest’ultimo in particolare è ospitato proprio nei locali dell’ex mattatoio, del quale comunque non sono sparite tutte le tracce. Il cancello di accesso di via Oreste Pietro è ancora infatti sormontato dall’iscrizione “Macello Comunale”...
Quest’ultimo in particolare è ospitato proprio nei locali dell’ex mattatoio, del quale comunque non sono sparite tutte le tracce. Il cancello di accesso di via Oreste Pietro è ancora infatti sormontato dall’iscrizione “Macello Comunale”...
...che si ritrova anche sopra l’ingresso monumentale, corredato dalla data di costruzione “Anno 1930 – VIII” (ovvero ottavo anno dell’era fascista, che decorreva dal 1922) e dallo scudo bianco e rosso simbolo della città
...che si ritrova anche sopra l’ingresso monumentale, corredato dalla data di costruzione “Anno 1930 – VIII” (ovvero ottavo anno dell’era fascista, che decorreva dal 1922) e dallo scudo bianco e rosso simbolo della città
Il mattatoio sostituì all’epoca in tutte le sue funzioni il “vecchio macello” che si trovava in fondo a corso Sonnino, all’estremità meridionale del quartiere Madonnella. Lì furono abbattuti animali fino agli anni 30, quando si trasformò l’edificio nella Scuola tecnica industriale (che dagli anni 60 ospita l’istituto Marconi), conservandone però una parete realizzata in pietra di Trani
Il mattatoio sostituì all’epoca in tutte le sue funzioni il “vecchio macello” che si trovava in fondo a corso Sonnino, all’estremità meridionale del quartiere Madonnella. Lì furono abbattuti animali fino agli anni 30, quando si trasformò l’edificio nella Scuola tecnica industriale (che dagli anni 60 ospita l’istituto Marconi), conservandone però una parete realizzata in pietra di Trani
Nell’ex frazione di Carbonara si staglia ancora, su via Ospedale Di Venere, l’edificio dell’antico mattatoio, in stato però di completo abbandono. Il prospetto arricchito da un colorato murale, presenta un portone in ferro con la scritta “Macello”, tre finestre chiuse da sbarre ormai arrugginite, oltre a un sostegno metallico fissato nel 2015 per puntellare la parte destra
Nell’ex frazione di Carbonara si staglia ancora, su via Ospedale Di Venere, l’edificio dell’antico mattatoio, in stato però di completo abbandono. Il prospetto arricchito da un colorato murale, presenta un portone in ferro con la scritta “Macello”, tre finestre chiuse da sbarre ormai arrugginite, oltre a un sostegno metallico fissato nel 2015 per puntellare la parte destra
Il giardino interno è invece dominato da erbacce e rifiuti
Il giardino interno è invece dominato da erbacce e rifiuti
Destino simile è toccato al mattatoio di Mola di Bari. Anche qui gli edifici che lo componevano, realizzati lungo strada comunale San Giovanni, sono ormai ridotti a ruderi, alcuni privi di soffitto e di porte, altri con accessi murati
Destino simile è toccato al mattatoio di Mola di Bari. Anche qui gli edifici che lo componevano, realizzati lungo strada comunale San Giovanni, sono ormai ridotti a ruderi, alcuni privi di soffitto e di porte, altri con accessi murati
Il cancello, a pochi passi dal mare, introduce a una serie di stradine interne al complesso...
Il cancello, a pochi passi dal mare, introduce a una serie di stradine interne al complesso...
...in cui è facile imbattersi in sacchi di spazzatura, vasi ed elettrodomestici abbandonati, mattoni di muri crollati e fili spinati
...in cui è facile imbattersi in sacchi di spazzatura, vasi ed elettrodomestici abbandonati, mattoni di muri crollati e fili spinati
Non sta meglio il vecchio macello di Toritto, nei pressi di via Falcone e Borsellino. Dando un’occhiata dall’inferriata del cancello malridotto, si notano gli edifici interni alla struttura e una piccola ciminiera...
Non sta meglio il vecchio macello di Toritto, nei pressi di via Falcone e Borsellino. Dando un’occhiata dall’inferriata del cancello malridotto, si notano gli edifici interni alla struttura e una piccola ciminiera...
...ma anche del materiale edilizio abbandonato e una recinzione in legno ormai cadente
...ma anche del materiale edilizio abbandonato e una recinzione in legno ormai cadente
Qui però una riqualificazione è stata perlomeno tentata. Dopo la ristrutturazione il Comune ha emanato due bandi pubblici per la realizzazione in quella struttura di un ostello: nessuno ha però mai aderito
Qui però una riqualificazione è stata perlomeno tentata. Dopo la ristrutturazione il Comune ha emanato due bandi pubblici per la realizzazione in quella struttura di un ostello: nessuno ha però mai aderito
Ma veniamo alle note liete. Partiamo da Triggiano, dove il mattatoio attivo in via Carlo Alberto sino a una trentina di anni fa, è stato dato in concessione a famiglie in difficoltà per farne la propria abitazione privata
Ma veniamo alle note liete. Partiamo da Triggiano, dove il mattatoio attivo in via Carlo Alberto sino a una trentina di anni fa, è stato dato in concessione a famiglie in difficoltà per farne la propria abitazione privata
A Bitonto invece, su uno spiazzo rettangolare di via Cela, si erge la facciata del vecchio mattatoio da diversi anni adibito a canile municipale e, da marzo 2022, a ricovero per gatti
A Bitonto invece, su uno spiazzo rettangolare di via Cela, si erge la facciata del vecchio mattatoio da diversi anni adibito a canile municipale e, da marzo 2022, a ricovero per gatti
Sul portone di accesso troneggia ancora la scritta “Mattatoio comunale” con tanto di stemma della città
Sul portone di accesso troneggia ancora la scritta “Mattatoio comunale” con tanto di stemma della città
Di vera e propria “svolta culturale” si può parlare poi per Terlizzi, dove in via Macello il complesso dell’ex mattatoio...
Di vera e propria “svolta culturale” si può parlare poi per Terlizzi, dove in via Macello il complesso dell’ex mattatoio...
...è stato completamente riqualificato e oggi ospita le attività del “Mat – Laboratorio urbano”...(foto di Mat - Laboratorio Urbano)
...è stato completamente riqualificato e oggi ospita le attività del “Mat – Laboratorio urbano”...(foto di Mat - Laboratorio Urbano)
...un progetto inaugurato nel 2011 che ha visto il recupero di un’area di circa 2mila metri quadrati (foto di Mat - Laboratorio Urbano)
...un progetto inaugurato nel 2011 che ha visto il recupero di un’area di circa 2mila metri quadrati (foto di Mat - Laboratorio Urbano)
Infine va citato il caso di Polignano, dove nell’ex mattatoio comunale che sorgeva nel tratto meridionale del lungomare cittadino, dal 2012 ha sede la Fondazione Pino Pascali (foto di Cosmo Laera)
Infine va citato il caso di Polignano, dove nell’ex mattatoio comunale che sorgeva nel tratto meridionale del lungomare cittadino, dal 2012 ha sede la Fondazione Pino Pascali (foto di Cosmo Laera)
I due piani dell’edificio sono stati conservati e trasformati in una successione di sale espositive...(foto di Cosmo Laera)
I due piani dell’edificio sono stati conservati e trasformati in una successione di sale espositive...(foto di Cosmo Laera)
...in cui trovano spazio mostre temporanee, collezioni artistiche permanenti e reperti legati alla carriera artistica del grande pittore polignanese Pino Pascali (foto di Cosmo Laera)
...in cui trovano spazio mostre temporanee, collezioni artistiche permanenti e reperti legati alla carriera artistica del grande pittore polignanese Pino Pascali (foto di Cosmo Laera)