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Fasano, il Tempietto di Seppannibale
Un capolavoro nascosto, che per la prima volta dopo svariati anni ha riaperto le sue porte al pubblico per una visita straordinaria. Quella che noi abbiamo scoperto la scorsa domenica è una delle chiese più antiche di tutta la Puglia, che racchiude al suo interno un memorabile e suggestivo ciclo di affreschi. Parliamo del Tempietto di San Pietro Veterano di Fasano, meglio conosciuto come “Seppannibale” (foto di Antonio Caradonna)
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E' una delle chiese più antiche di tutta la Puglia e racchiude al suo interno un memorabile e suggestivo ciclo di affreschi. Parliamo del Tempietto di San Pietro Veterano di Fasano, meglio conosciuto come “Seppannibale”
Seppanibale (che prende il soprannome dal suo storico proprietario, Giuseppe Annibale Indelli) si trova in contrada Fascianiello, sulla vecchia strada che collegando Fasano a Monopoli corre parallela alla statale 16. Qui è presente un viale sterrato introdotto da due colonne che ci conduce a destinazione
La chiesetta ci appare in tutta la sua semplicità e bellezza. A pianta quadrangolare si mostra in una severa geometria di volumi compatti di colore grigio in tufo e roccia calcarea, circondata da un prato verde brillante costellato da fiorellini
Partiamo dall’ingresso ovest, costituito da un’entrata sormontata da un arco a tutto sesto: è sorretto da un architrave su cui compare una piccola croce che assomiglia a un fiore
L’ingresso a nord invece conserva un protiro concluso da una volta a botte
Qui la sobrietà delle geometrie è esaltata dalla presenza delle particolari cupole in asse che caratterizzano la copertura della navata centrale
Infine a est ecco l’abside, in parte crollata
Se l’esterno si presenta austero e compatto, l’interno è una vertigine di grandi archi, decorazioni e affreschi raffiguranti perlopiù scene tratte dal libro dell’Apocalisse che si rincorrono per tutte le pareti grezze
La chiesa esibisce tre navate divise da massicci pilastri in tufo...
...che terminano con capitelli decorati
Di fronte a noi, in alto sull’arco absidale, compare un’inusuale inscrizione in latino: hunc templum di ego psec fiaeri rogavit
Il monogramma centrale, in cui la parola è composta da lettere sovrapposte e per anni rimasto un enigma, può essere decifrato come abbreviazione di Sancti Petri, il San Pietro a cui è dedicata la chiesa
Siamo ora nella navata centrale, al di sotto delle due cupolette che ricordano la forma di un trullo
Il primo affresco su cui ci soffermiamo si trova quasi nascosto in alto sulla navata sud: si tratta dell’ “Annuncio di Gabriele a Zaccaria”, in cui l’arcangelo con indosso una larga tunica rivela la nascita di Giovanni Battista
Di fronte all’abside, nella navata centrale, è raffigurata la prima profezia apocalittica: la scena della “Rivelazione a San Giovanni”, in cui quest’ultimo è rappresentato mentre cammina sulle rocce, sullo sfondo di un cielo scuro, affiancato dai santi Stefano e Lorenzo
Anche qui compare una decorazione ornamentale: è l’ibis sacro su un prato fiorito, l’animale della saggezza
Sempre nella navata centrale si trovano poi le “Sette lampade” (anche se ne sono sopravvissute solo sei), che ricordano il candelabro d’oro che si trovava nel Tempio di Gerusalemme. Sotto, ecco infine svelarsi la scena della “Donna alata col dragone”, sicuramente l’immagine più suggestiva, in cui c’è Maria con ali d’aquila e un abito azzurro e ai cui piedi si trova un fiore rosso a simboleggiare il Figlio di Dio