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Corso Vittorio Emanuele, la strada più importante di Bari

Bari 32 foto 17 May 2021

Con i suoi edifici istituzionali, i suoi teatri e i suoi palazzi ottocenteschi rappresenta la strada più importante di Bari. È corso Vittorio Emanuele II, arteria lunga 750 metri che si estende dal teatro Margherita sino a piazza Garibaldi, collegando da più di duecento anni il centro storico al quartiere murattiano

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Con i suoi edifici istituzionali, i suoi teatri e i suoi palazzi ottocenteschi rappresenta la strada più importante di Bari. È corso Vittorio Emanuele II, arteria lunga 750 metri che si estende dal teatro Margherita sino a piazza Garibaldi, collegando da più di duecento anni il centro storico al quartiere murattiano
Con i suoi edifici istituzionali, i suoi teatri e i suoi palazzi ottocenteschi rappresenta la strada più importante di Bari. È corso Vittorio Emanuele II, arteria lunga 750 metri che si estende dal teatro Margherita sino a piazza Garibaldi, collegando da più di duecento anni il centro storico al quartiere murattiano
Sul corso si stagliano il Palazzo del Governo, il Comune, il teatro Piccinni, ma anche eleganti ed eclettiche dimore quali Palazzo Diana e Palazzo Fizzarotti. Un luogo quindi rilevante e dall’anima composita, ma troppo trafficato e “spezzettato” in numerosi isolati per essere scelto dai baresi per una rilassante passeggiata
Sul corso si stagliano il Palazzo del Governo, il Comune, il teatro Piccinni, ma anche eleganti ed eclettiche dimore quali Palazzo Diana e Palazzo Fizzarotti. Un luogo quindi rilevante e dall’anima composita, ma troppo trafficato e “spezzettato” in numerosi isolati per essere scelto dai baresi per una rilassante passeggiata
I suoi 750 metri di lunghezza popolati da alcuni degli edifici più significativi della città, tra cui il Palazzo del Governo, il Comune e il teatro Piccinni, separano il centro storico dal “borgo nuovo” rendendola l’arteria più importante della città. È corso Vittorio Emanuele II
I suoi 750 metri di lunghezza popolati da alcuni degli edifici più significativi della città, tra cui il Palazzo del Governo, il Comune e il teatro Piccinni, separano il centro storico dal “borgo nuovo” rendendola l’arteria più importante della città. È corso Vittorio Emanuele II
La “vita” del corso comincia con il progetto di restyling urbano voluto nel XIX secolo da re Gioacchino Murat. Fu lo stesso sovrano a porre la prima pietra ad angolo con l’odierno Corso Cavour, fondando così il futuro quartiere Murat. Oggi una grande targa lapidea ricorda l’avvenimento, occorso il 25 aprile 1813
La “vita” del corso comincia con il progetto di restyling urbano voluto nel XIX secolo da re Gioacchino Murat. Fu lo stesso sovrano a porre la prima pietra ad angolo con l’odierno Corso Cavour, fondando così il futuro quartiere Murat. Oggi una grande targa lapidea ricorda l’avvenimento, occorso il 25 aprile 1813
Il viaggio su corso Vittorio Emanuele inizia però con il Teatro Margherita, primo edificio in cemento armato della città, risalente al 1914. Spiccano il suo profilo mattone decorato da ghirlande, festoni, mascheroni e fiocchi, le due alte torri con pinnacoli e la cupola ottagonale che svetta lucente sulla strada
Il viaggio su corso Vittorio Emanuele inizia però con il Teatro Margherita, primo edificio in cemento armato della città, risalente al 1914. Spiccano il suo profilo mattone decorato da ghirlande, festoni, mascheroni e fiocchi, le due alte torri con pinnacoli e la cupola ottagonale che svetta lucente sulla strada
Dando le spalle al teatro superiamo il giardino della piccola piazza IV Novembre, crocevia tra Corso Cavour, il lungomare Imperatore Augusto e l’attigua piazza del Ferrarese. Quest’ultima, introdotta da edifici storici come l’ex Mercato del Pesce...
Dando le spalle al teatro superiamo il giardino della piccola piazza IV Novembre, crocevia tra Corso Cavour, il lungomare Imperatore Augusto e l’attigua piazza del Ferrarese. Quest’ultima, introdotta da edifici storici come l’ex Mercato del Pesce...
...e lo spazio Murat, funge da “porta” per la città vecchia
...e lo spazio Murat, funge da “porta” per la città vecchia
Proseguiamo per qualche metro prima di incontrare alla nostra destra un altro accesso al centro storico, una viuzza che si apre sul fianco della salita Miramare, procedendo su via San Benedetto e strada de’ Gironda
Proseguiamo per qualche metro prima di incontrare alla nostra destra un altro accesso al centro storico, una viuzza che si apre sul fianco della salita Miramare, procedendo su via San Benedetto e strada de’ Gironda
Volgendo lo sguardo verso il lato opposto, si apre via Sparano, strada dello shopping barese oggetto di un importante restyling
Volgendo lo sguardo verso il lato opposto, si apre via Sparano, strada dello shopping barese oggetto di un importante restyling
A fare da “guardia” all’ingresso dell’arteria, ci sono due alti fabbricati (tra i pochi di pregio costruiti “recentemente” nel murattiano), opera negli anni 60 di architetti del calibro di Chiaia, Napolitano e Sangirardi
A fare da “guardia” all’ingresso dell’arteria, ci sono due alti fabbricati (tra i pochi di pregio costruiti “recentemente” nel murattiano), opera negli anni 60 di architetti del calibro di Chiaia, Napolitano e Sangirardi
Andiamo avanti con la nostra perlustrazione e, quasi sul finire dell’isolato, ecco sulla destra la statua anni 80 del Cavallo con gualdrappa. Il monumento in bronzo, dal peso di quasi venti quintali, è un lavoro dello scultore abruzzese Mario Ceroli
Andiamo avanti con la nostra perlustrazione e, quasi sul finire dell’isolato, ecco sulla destra la statua anni 80 del Cavallo con gualdrappa. Il monumento in bronzo, dal peso di quasi venti quintali, è un lavoro dello scultore abruzzese Mario Ceroli
Fino al 1971 al posto del monumento si trovava la candida balaustra che “annunciava” la presenza dell’albergo diurno, una raffinata struttura sotterranea che nacque negli anni 20 del Novecento per offrire terme, docce, barbieri, lavanderie a residenti e viaggiatori che avessero necessità o voglia di prendersi cura di sé
Fino al 1971 al posto del monumento si trovava la candida balaustra che “annunciava” la presenza dell’albergo diurno, una raffinata struttura sotterranea che nacque negli anni 20 del Novecento per offrire terme, docce, barbieri, lavanderie a residenti e viaggiatori che avessero necessità o voglia di prendersi cura di sé
Superiamo la svolta di via Benedetto Petrone, che immette in largo Chiurlia e quindi a Bari Vecchia, per ammirare il tratto successivo del corso
Superiamo la svolta di via Benedetto Petrone, che immette in largo Chiurlia e quindi a Bari Vecchia, per ammirare il tratto successivo del corso
Si tratta quasi di un’ “isola” ottocentesca rimasta intatta nella sua antica eleganza, al punto che se non fosse per le auto parrebbe di tornare indietro nel tempo
Si tratta quasi di un’ “isola” ottocentesca rimasta intatta nella sua antica eleganza, al punto che se non fosse per le auto parrebbe di tornare indietro nel tempo
Sulla destra, anticipato da uno spiazzo che funge da parcheggio, sorge scarlatto il palazzo del Governo o “della Prefettura”. Realizzato tra il 1815 e il 1830 sulle fondamenta di un convento dei domenicani...
Sulla destra, anticipato da uno spiazzo che funge da parcheggio, sorge scarlatto il palazzo del Governo o “della Prefettura”. Realizzato tra il 1815 e il 1830 sulle fondamenta di un convento dei domenicani...
...l’imponente struttura neoclassica esibisce un torrione dell'orologio, unico degli otto in città a essere ancora oggi regolato manualmente
...l’imponente struttura neoclassica esibisce un torrione dell'orologio, unico degli otto in città a essere ancora oggi regolato manualmente
Il lato sinistro è invece dominato dallo splendido teatro Piccinni, il primo eretto nel capoluogo pugliese, che si contraddistingue per il suo colonnato neoclassico e il timpano spiovente
Il lato sinistro è invece dominato dallo splendido teatro Piccinni, il primo eretto nel capoluogo pugliese, che si contraddistingue per il suo colonnato neoclassico e il timpano spiovente
Progettato da Antonio Niccolini, fu aperto nel lontano 1854 e ha ospitato artisti del calibro di Giacomo Puccini e Pietro Mascagni
Progettato da Antonio Niccolini, fu aperto nel lontano 1854 e ha ospitato artisti del calibro di Giacomo Puccini e Pietro Mascagni
Dall’alto di un piedistallo posizionato all’estremità della verde piazza Massari, si affaccia sul corso il musicista barese che ha dato il nome al politeama: Niccolò Piccinni. La scultura che lo ritrae  fu approntata nel 1885
Dall’alto di un piedistallo posizionato all’estremità della verde piazza Massari, si affaccia sul corso il musicista barese che ha dato il nome al politeama: Niccolò Piccinni. La scultura che lo ritrae fu approntata nel 1885
In un’ala del Piccinni è stato poi ricavato il Palazzo di Città, sede del Comune di Bari dal XIX secolo
In un’ala del Piccinni è stato poi ricavato il Palazzo di Città, sede del Comune di Bari dal XIX secolo
L’edificio si “annuncia” con una semplice iscrizione sul portone d’ingresso...
L’edificio si “annuncia” con una semplice iscrizione sul portone d’ingresso...
...ma il suo interno è tutt’altro che anonimo: custodisce infatti quattro preziose sale con sculture, ritratti e affreschi
...ma il suo interno è tutt’altro che anonimo: custodisce infatti quattro preziose sale con sculture, ritratti e affreschi
Nel suo androne sono poi conservati quattro possenti telamoni, malinconici resti di un gioiello liberty, il Palazzo della Gazzetta, dissennatamente abbattuto nel 1982
Nel suo androne sono poi conservati quattro possenti telamoni, malinconici resti di un gioiello liberty, il Palazzo della Gazzetta, dissennatamente abbattuto nel 1982
All’incrocio con la citata piazza Massari fa angolo un altro gioiello ottocentesco: palazzo Diana. Il fabbricato di un caratteristico colore rossastro fu prima la residenza del sindaco Massenzio Filo della Torre, poi banca della famiglia Diana per quarant’anni e infine sede del Tar
All’incrocio con la citata piazza Massari fa angolo un altro gioiello ottocentesco: palazzo Diana. Il fabbricato di un caratteristico colore rossastro fu prima la residenza del sindaco Massenzio Filo della Torre, poi banca della famiglia Diana per quarant’anni e infine sede del Tar
Il suo androne è considerato il più bello di Bari
Il suo androne è considerato il più bello di Bari
Siamo ora sull’ultimo tratto del corso, dove al civico 102 si trova una singolare chiesetta dalle linee neo-gotiche. Progettata dall’architetto bitontino Luigi Castellucci, rappresentava un tempo la cappella privata del barone Ferrara...
Siamo ora sull’ultimo tratto del corso, dove al civico 102 si trova una singolare chiesetta dalle linee neo-gotiche. Progettata dall’architetto bitontino Luigi Castellucci, rappresentava un tempo la cappella privata del barone Ferrara...
...il cui palazzo (oggi sede di un istituto di credito) si staglia accanto al tempietto
...il cui palazzo (oggi sede di un istituto di credito) si staglia accanto al tempietto
Di fronte invece si affaccia la sede del “quattro stelle” Palace Hotel, uno dei più datati alberghi di Bari, eretto nel 1956 dall’architetto Dino Pezzuto
Di fronte invece si affaccia la sede del “quattro stelle” Palace Hotel, uno dei più datati alberghi di Bari, eretto nel 1956 dall’architetto Dino Pezzuto
Mentre pochi passi più avanti è impossibile ignorare l’eclettismo di una strabiliante struttura in stile veneziano: Palazzo Fizzarotti
Mentre pochi passi più avanti è impossibile ignorare l’eclettismo di una strabiliante struttura in stile veneziano: Palazzo Fizzarotti
Realizzato nel 1929 dal banchiere Emanuele Fizzarotti, si presenta con un trionfo di mosaici a foglia d’oro, archi ogivali, raffigurazioni simboliche, bifore e trifore romaniche distribuiti su tre piani
Realizzato nel 1929 dal banchiere Emanuele Fizzarotti, si presenta con un trionfo di mosaici a foglia d’oro, archi ogivali, raffigurazioni simboliche, bifore e trifore romaniche distribuiti su tre piani
La residenza oggi ospita studi legali, ma al suo interno si trovano anche cinque immaginifici saloni, ciascuno in uno stile architettonico diverso
La residenza oggi ospita studi legali, ma al suo interno si trovano anche cinque immaginifici saloni, ciascuno in uno stile architettonico diverso
Corso Vittorio Emanuele termina con l’ingresso di piazza Garibaldi, il più antico giardino di Bari, realizzato nel 1859. Qui piante esotiche e mediterranee colorano di verde questa lunga arteria che racconta, in 650 metri, la storia di Bari
Corso Vittorio Emanuele termina con l’ingresso di piazza Garibaldi, il più antico giardino di Bari, realizzato nel 1859. Qui piante esotiche e mediterranee colorano di verde questa lunga arteria che racconta, in 650 metri, la storia di Bari