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Corato, il Palazzo Catalano
Fregi che richiamano i vizi capitali, decori in pietra con scene di caccia e soprattutto simboli che rievocano i primordi della Massoneria. Nel centro storico di Corato si trova un particolare edificio cinquecentesco: si chiama Palazzo Catalano e il cui prospetto offre intrigranti e antichi dettagli che lo rendono unico nel suo genere. Una loro accurata interpretazione è stata fornita da Giuseppe Magnini, cultore di storia locale e socio dell’ArcheoClub di Corato, che in due sue ricerche ha accompagnato alcune fotografie alle illustrazioni di Enrico Pomarico
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Fregi che richiamano i vizi capitali, decori in pietra con scene di caccia e soprattutto simboli che rievocano i primordi della Massoneria. Nel centro storico di Corato si trova un particolare edificio cinquecentesco: si chiama Palazzo Catalano e il cui prospetto offre intrigranti e antichi dettagli che lo rendono unico nel suo genere
Palazzo Catalano sorge ad angolo tra via Roma e via La Pergola...
...a 50 metri dal De Mattis, il Palazze de re pète pezzute
Siamo così davanti all'edificio, che prende il nome dal primo proprietario, nonchè autore dei decori, che lo edificò nel 1598. Su due iscrizioni poste sulla facciata si legge infatti: il “noto maestro artigiano Antonio Catalano”
La palazzina, in pietra, è contraddistinta al piano terra da una serie di filari regolari di bugne appena sbozzate, tra le quali si aprono i vari ingressi
Il primo piano è costituito da un uniforme parato di conci, mentre il secondo livello, rifinito con dell’intonaco ocra, è frutto di una sopraelevazione del 1858
Il primo decoro, angolare, è posto a circa due metri dal livello stradale ed è caratterizzato da diverse figure su otto differenti riquadri verticali
Le raffigurazioni indicherebbero i vizi capitali, seguendo la distinzione fatta nel XIII secolo dal chierico inglese Tommaso di Chobham: carnali (ira, lussuria e gola), spirituali (superbia, invidia e accidia) e uno intermedio, l’avarizia
Nelle raffigurazioni troviamo, partendo dall’alto, arcieri nudi con frecce pronte al lancio (allegoria dell’ira)...
...e uno strano gnomo paffuto con due volti di cui uno sul ventre (rappresentazione del vizio della gola)
A seguire è presente una creatura con bocca spalancata, tra due figure intente a coprirsi i genitali con una mano (nel riquadro della lussuria)
Nell’ultimo fregio in basso è ritratta una persona con una collana di perle, una voluminosa gorgiera e, ai lati, due demoni dalla cui bocca fuoriescono rami e foglie: sembrano voler avvolgere nel peccato la figura centrale (raffigurazione dell’accidia)
Questi esseri dai volti inquietanti vengono chiamati “green man”, spiriti pagani che legano l’uomo alla natura
Spostando l’attenzione invece sul balcone che affaccia su via Roma...
...possiamo scorgere, negli stipiti e sull’architrave che circondano il finestrone centrale, un’altra serie fantasiosa di decori
Nella parte inferiore, su entrambi i lati, si trovano due formelle quadrate incorniciate da elementi vegetali con al centro due mezzi busti di profilo in abiti eleganti. Sulla sinistra è scolpito un uomo e sulla destra una donna, rappresentati secondo lo schema del ritratto rinascimentale con finalità celebrative e commemorative
Al di sopra dei riquadri troviamo nuovamente raffigurati due green man, dalle chiome fluenti e con bocca aperta, dalla quale fuoriescono dei rigogliosi rami di vite. Il decoro converge nella parte superiore dell’architrave dove due putti sorreggono il cosiddetto Trigramma di San Bernardino. Un simbolo cristiano rappresentato con un sole raggiante e al centro le tre lettere greche ΙΗΣ (che indicano il nome ΙΗΣΟΥΣ, cioè Gesù)
Tutto il decoro può essere interpretato come un contrasto tra il male, rappresentato dai due demoni alla base e il bene della parte superiore coi due putti alati e il Trigramma
Il terzo elemento presente sul palazzo, è il fregio marcapiano che divide il piano terra dal primo livello dell’edifico e che si estende su tutto il prospetto. È caratterizzato da una pronunciata cornice aggettata, decorata per tutta la sua lunghezza di 12 metri da elementi vegetali classicheggianti, mentre in basso è delimitato da un cordolo segnato da segmenti trasversali
Nel primo frammento del fregio si può vedere un uomo con barba e cappello e con in mano una roncola che fuoriesce da un arco di un’abitazione. Quest’ultima struttura sarebbe lo stesso palazzo Catalano stilizzato prima della sopraelevazione e delle aggiunte successive
Nelle scene successive invece tra paesaggi campestri con alberi e cespugli sono scolpiti cani, uccelli, volpi e conigli assieme a uomini impegnati in una battuta di caccia
Tra i tanti animali rappresentati ci sono anche un furetto e una gru con una zampa alzata, quest’ultima associata in varie raffigurazioni al simbolo della vigilanza, della previdenza e della lealtà
Un particolare rilievo è presente quasi sulla parte angolare del palazzo: tre figure maschili, due sulla destra e una sulla sinistra ritratte in un’ambiente di lavoro edile. Vi sono anche una serie di oggetti da lavoro usati dai muratori e naturalmente non mancano il compasso e la squadra, simboli per eccellenza della Massoneria e delle antiche corporazioni massoniche