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Corato, il "Palazze de re pète pezzute"
Una piccola perla dell'architettura rinascimentale pugliese che gode di un curioso soprannome: è Palazzo De Mattis, edificio cinquecentesco situato nel cuore di Corato, meglio conosciuto come Palazze de re pète pezzute, cioè "palazzo dalle pietre appuntite". Il motivo sta nel suo affascinante rivestimento rossiccio in bugnato a punta di diamante. Un accorgimento architettonico particolare che ricorda quello di una costruzione più antica e famosa: il Palazzo dei Diamanti di Ferrara (foto di Valentina Rosati)
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Il Palazzo De Mattis di Corato, meglio noto come "Palazze de re pète pezzute". Il motivo del soprannome sta nel suo affascinante rivestimento rossiccio in bugnato a punta di diamante...
...un accorgimento architettonico particolare che ricorda quello di una costruzione più antica e famosa: il Palazzo dei Diamanti di Ferrara
La struttura si trova nel centro storico cittadino. La raggiungiamo percorrendo la pittoresca scalinata di via Roma...
...che ci porta in via De Mattis, lì dove si staglia la facciata principale del palazzo, divisa in due parti...
...quella inferiore è di color grigio e caratterizzata da blocchi di tufo di varia dimensione, mentre quella è superiore è in uno splendido bugnato. Le pietre, a forma di “gemme”, hanno un'accesa tinta rossa che quasi luccica alla luce del sole
Altri 13 massicci "diamanti" bianchi racchiudono poi il portone d'ingresso in ferro marrone...
...il cui battiporta raffigura un grifone, simbolo dei Griffi
Ma prima di varcare l'entrata puntiamo la nostra attenzione sul resto delle pareti esterne dello stabile
All'angolo con via Roma spicca ad esempio lo stemma della dinastia...
...la parte sinistra rappresenta l'ancora dei Patroni, mentre a destra ritroviamo il suddetto grifone
Un altro ornamento bianco dalle sembianze "vegetali" sta invece a indicare la produzione di vino alla quale era dedito il casato...
...mentre il volto di un cherubino è lì a testimoniarne la fede cattolica della famiglia
Accediamo ora nel ventre dell'edificio
Il primo ambiente che calpestiamo è un androne quadrangolare dove un tempo vivevano i domestici: qui un lampadario in ferro del 500 sovrasta una pavimentazione di graniglie di primo 900
Davanti a noi imbocchiamo la scalinata in pietra lavica che conduce al piano superiore, quello nobiliare
L'accesso alle stanze avviene attraverso due porte in legno con decorazioni di cinque secoli fa
Osserviamo così una serie di vani che riprendono i tratti distintivi dell'androne: sono stati da poco ristrutturati e risultano completamente privi di arredamento
Avvistiamo anche delle nicchie, dove probabilmente venivano riposte statue e immagini di santi
Volgiamo così lo sguardo verso l'alto, ammirando su uno dei soffitti un affresco realizzato in età moderna. Il disegno ritrae un cielo con quattro donne, ciascuna raffigurante una virtù raccomandata dal cattolicesimo: la prudenza, la giustizia, la forza e la temperanza