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Conversano, la storia degli Accolti Gil

Conversano 19 foto 28 November 2019

E’ un nome che riecheggia in tante strade e palazzi del barese, legato a grandi architetti, nobili, politici e religiosi. Parliamo degli Accolti Gil, antica famiglia che a Conversano ha lasciato il segno più tangibile della sua presenza. In via San Giuseppe  ad esempio, a pochi passi dal Castello, si impone la facciata in calce bianca di uno stabile che porta proprio il nome degli Accolti Gil. Un edificio che racconta la lunga storia della casata attraverso dipinti, documenti e mille oggetti (foto di Antonella Marangi)

19 fotografie
In via San Giuseppe  ad esempio, a pochi passi dal Castello, si impone la facciata in calce bianca di uno stabile che porta proprio il nome degli Accolti Gil
In via San Giuseppe ad esempio, a pochi passi dal Castello, si impone la facciata in calce bianca di uno stabile che porta proprio il nome degli Accolti Gil
Siamo dunque andati a visitare il palazzo, lì dove assieme alla moglie Tenny Maresca di Serracapriola vive il 50enne Bernardo, uno degli ultimi discendenti della dinastia
Siamo dunque andati a visitare il palazzo, lì dove assieme alla moglie Tenny Maresca di Serracapriola vive il 50enne Bernardo, uno degli ultimi discendenti della dinastia
La struttura si sviluppa su tre livelli per un totale di 2700 metri quadri. Vi si accede tramite un portone in legno posto in un sontuoso portale in pietra...
La struttura si sviluppa su tre livelli per un totale di 2700 metri quadri. Vi si accede tramite un portone in legno posto in un sontuoso portale in pietra...
...sul quale domina lo stemma della famiglia, sovrastato da tre grandi elementi a pigna
...sul quale domina lo stemma della famiglia, sovrastato da tre grandi elementi a pigna
Ma è arrivato il momento di entrare. Dall’ampio atrio esterno...
Ma è arrivato il momento di entrare. Dall’ampio atrio esterno...
...che ospita una statua con alle spalle lo stemma dell’Ordine di Malta (del quale la casata ha sempre fatto parte)...
...che ospita una statua con alle spalle lo stemma dell’Ordine di Malta (del quale la casata ha sempre fatto parte)...
...ci dirigiamo attraverso una scala in pietra al piano nobile del palazzo
...ci dirigiamo attraverso una scala in pietra al piano nobile del palazzo
Si aprono così davanti a noi una serie di splendidi salotti affrescati e decorati con quadri, arredi e mobili di pregio
Si aprono così davanti a noi una serie di splendidi salotti affrescati e decorati con quadri, arredi e mobili di pregio
I raffinati affreschi del 700 riproducono vari motivi floreali in diverse cornici...
I raffinati affreschi del 700 riproducono vari motivi floreali in diverse cornici...
...paesaggi rurali e svariate specie di volatili
...paesaggi rurali e svariate specie di volatili
Risaltano, su una delle porte, gli accesi colori dello stemma della famiglia...
Risaltano, su una delle porte, gli accesi colori dello stemma della famiglia...
...composto per metà da due serpenti intrecciati e per l’altra metà da un giglio, un richiamo al cognome Gil, con alla base due colombe e recante l’iscrizione Prudentia et Simplicitate (Saggezza e Semplicità)
...composto per metà da due serpenti intrecciati e per l’altra metà da un giglio, un richiamo al cognome Gil, con alla base due colombe e recante l’iscrizione Prudentia et Simplicitate (Saggezza e Semplicità)
Nella stanza adiacente ecco una vetrinetta con due pregiati vestiti del 700. Fanno parte di un antico corredo trovato in un baule. Sono in seta e filigrana d’argento. Erano 16 in origine, gli altri sono stati donati al Palazzo Pitti di Firenze
Nella stanza adiacente ecco una vetrinetta con due pregiati vestiti del 700. Fanno parte di un antico corredo trovato in un baule. Sono in seta e filigrana d’argento. Erano 16 in origine, gli altri sono stati donati al Palazzo Pitti di Firenze
La nostra attenzione si concentra poi sue due poltrone verdi e dorate arricchite da una corona dorata
La nostra attenzione si concentra poi sue due poltrone verdi e dorate arricchite da una corona dorata
«Qui vi sedettero il re Vittorio Emanuele III e sua moglie, nel periodo in cui Brindisi fu Capitale d’Italia, tra il 1943 e il 1944 – ci spiega con orgoglio la guida -. I dettagli delle corone furono aggiunti proprio per questo importante incontro, che si tenne in una residenza di Taranto»
«Qui vi sedettero il re Vittorio Emanuele III e sua moglie, nel periodo in cui Brindisi fu Capitale d’Italia, tra il 1943 e il 1944 – ci spiega con orgoglio la guida -. I dettagli delle corone furono aggiunti proprio per questo importante incontro, che si tenne in una residenza di Taranto»
Sulle pareti fanno poi mostra di sé diversi ritratti
Sulle pareti fanno poi mostra di sé diversi ritratti
Tra questi Biagio Accolti Gil, conte Palatino che fu anche sindaco di Conversano
Tra questi Biagio Accolti Gil, conte Palatino che fu anche sindaco di Conversano
Questo invece è padre Michele – ci indica Bernardo -: nell’800 fu superiore della Compagnia dei Gesuiti in Oregon e valoroso missionario»
Questo invece è padre Michele – ci indica Bernardo -: nell’800 fu superiore della Compagnia dei Gesuiti in Oregon e valoroso missionario»
Tra i ritratti più moderni notiamo infine una foto in bianco e nero incorniciata. «Si tratta di mio zio Biagio, detto Giò, architetto di fama internazionale – dichiara il padrone di casa -. Progettò in tutto il mondo ville, alberghi ed edifici pubblici, tra cui il Palazzo di Giustizia di Taranto»
Tra i ritratti più moderni notiamo infine una foto in bianco e nero incorniciata. «Si tratta di mio zio Biagio, detto Giò, architetto di fama internazionale – dichiara il padrone di casa -. Progettò in tutto il mondo ville, alberghi ed edifici pubblici, tra cui il Palazzo di Giustizia di Taranto»