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Conversano, il Castello Marchione
Un luogo tra i più suggestivi e significativi di tutta la provincia di Bari, che tra scale monumentali e preziosi saloni, nasconde aneddoti e leggende che affondano le proprie origini sin dal Rinascimento. Tutto questo è il quattrocentesco Castello Marchione di Conversano, un posto spesso associato solo ai grandiosi eventi e matrimoni che vi si svolgono periodicamente, ma che in realtà rappresenta il simbolo dell’antica casata degli Acquaviva d’Aragona. Parliamo di una famiglia nobiliare potentissima, la cui storia negli ultimi tempi si è arricchita di nuovi particolari grazie al rinvenimento di importanti documenti (foto di Valentina Rosati)
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Per raggiungere la tenuta dal centro di Conversano è necessario imboccare la provinciale 101 per Putignano, strada che dopo 6 chilometri affianca le colonne in pietra che danno il benvenuto al maniero
Superato l’ingresso ci ritroviamo così lungo un viale alberato...
...conduce a un portale in pietra avvolto nell’edera, il cui arco ci porta al cospetto del castello
Il “Marchione”, la cui sagoma si staglia su un placido prato all’inglese dal colore verde intenso, si presenta su due livelli, una pianta rettangolare e quattro piccole torri agli angoli
Incantano la perfetta simmetria, l’ordinato sviluppo delle sue forme e soprattutto l’elegante doppia scala balaustrata centrale...
...quest’ultima conduce a un patio arricchito da tre arcate che poggiano sui capitelli di slanciate colonne
«Nell’800 il castello entrò in una fase di crisi a causa del trasferimento dei nobili a Napoli - ci spiega il 50enne Michele Forte, uno dei proprietari -: divenne persino una masseria, per poi essere rivalorizzato e ristrutturato a metà del secolo scorso»
Non ci resta ora che entrare. Dopo aver dato uno sguardo al piano inferiore, adibito a ricevimenti ed eventi...
...saliamo la scala predetta per giungere al piano nobile dell’edificio, introdotto da uno splendido patio...
...decorato con eleganti statue femminili in pietra
Da qui su è possibile ammirare il giardino che avvolge il castello e i due corpi di guardia situati di fronte alla facciata
Attraverso una porta accediamo ora al salone...
...una grande stanza dominata dal soffitto su in legno su cui è disegnato lo stemma degli Acquaviva d’Aragona
Al centro del salone domina la scena il grande quadro del terribile Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona, detto “il Guercio” uno dei maggiori esponenti della famiglia, vissuto nel XVII secolo
Visitiamo le sale laterali, dove tra quadri, mobili...
...e particolari oggetti quali un gabinetto in legno...
...fanno bella mostra numerosi volumi antichi
Ne apriamo uno dalla copertina riccamente istoriata...
...è il libro firme del Castello, con il ricordo di tutte le principali famiglie reali che qui hanno soggiornato
Ma è ora arrivato il momento di fare un vero salto nel tempo. La nostra guida con molta cura prende da alcuni cassetti preziose e dettagliate pergamene risalenti a oltre cinque secoli fa
Il padrone di casa ci mostra prima una carta del 1456 con il sigillo in ceralacca del Re di Napoli Alfonso d’Aragona, con la quale viene attribuita la contea di Conversano agli Acquaviva
Poi è il turno di una pergamena decorata del 1550 che porta il nome di Carlo V, imperatore del Sacro Romano Impero
E infine di una bolla papale del 1750 con tanto di sigillo in piombo di Benedetto XIV...
...«Purtroppo la grafia è di difficile lettura – ammette Michele - ma tratta sicuramente di privilegi nobiliari»
Non ci resta ora che lasciare le stanze, per dirigerci nel cortile, lì dove ci attende l’ultima tappa del nostro viaggio: la graziosa chiesetta, che dal XVII secolo sorge accanto al castello
L’interno dell’edificio presenta un piccolo altare in legno sormontato da un dipinto di Nicola Gliri, allievo di Francesco Fracanzano, noto pittore napoletano del 600...
...raffigura la Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Caterina d'Alessandria