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Casamassima, il paese azzurro

Casamassima (Ba) 14 foto 2 June 2016

Sono gli anni 60 quando il pittore milanese Vittorio Viviani passa per caso da Casamassima e rimane folgorato: per lui il piccolo comune a sud est di Bari diventa quel “paese azzurro” che immortalerà sulle sue tele. Sì perché Casamassima non è solo “Auchan”, il grande ipermercato costruito nel 1985 appena fuori dal borgo murgiano, ma racchiude in sé un affascinante centro storico, fatto appunto di case dipinte di un blu chiaro

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Si narra che nel XVII secolo il signore di Casamassima, Michele Vaaz, per scacciare la peste fece un voto alla Madonna di Costantinopoli, emanando l'ordinanza di dipingere il caseggiato a calce viva aggiungendo l'alluminio, che richiamava il manto azzurro della vergine Maria. Da allora Casamassime è il "paese azzurro", così come soprannominato dal pittore Vittorio Viviani
Si narra che nel XVII secolo il signore di Casamassima, Michele Vaaz, per scacciare la peste fece un voto alla Madonna di Costantinopoli, emanando l'ordinanza di dipingere il caseggiato a calce viva aggiungendo l'alluminio, che richiamava il manto azzurro della vergine Maria. Da allora Casamassime è il "paese azzurro", così come soprannominato dal pittore Vittorio Viviani
A distanza di più di trecento anni quegli edifici permangono e con il loro insolito aspetto cromatico fanno da contorno a un groviglio di viuzze in cui vale la pena perdersi almeno una volta
A distanza di più di trecento anni quegli edifici permangono e con il loro insolito aspetto cromatico fanno da contorno a un groviglio di viuzze in cui vale la pena perdersi almeno una volta
Il nostro viaggio alla scoperta del borgo medievale parte dalla centralissima piazza Aldo Moro: davanti a noi c'è Porta Orologio, che con la sua curiosa forma piramidale costituisce dal 1841 l'ingresso principale del centro storico
Il nostro viaggio alla scoperta del borgo medievale parte dalla centralissima piazza Aldo Moro: davanti a noi c'è Porta Orologio, che con la sua curiosa forma piramidale costituisce dal 1841 l'ingresso principale del centro storico
Varchiamo l'entrata monumentale e dopo una quarantina di metri giriamo a destra sbucando in piazza Santa Croce, dove si erge austera l'omonima chiesa risalente al 1321
Varchiamo l'entrata monumentale e dopo una quarantina di metri giriamo a destra sbucando in piazza Santa Croce, dove si erge austera l'omonima chiesa risalente al 1321
La nostra visita prosegue tra i vicoli che circondano la chiesa: quelli senza uscita prendono il nome di chiassi
La nostra visita prosegue tra i vicoli che circondano la chiesa: quelli senza uscita prendono il nome di chiassi
L'azzurro comincia a essere sempre più il colore dominante
L'azzurro comincia a essere sempre più il colore dominante
Spiccano un po' ovunque decorazioni floreali allestite in occasione del "Balcone fiorito", l'iniziativa con cui il Comune invita i residenti ad abbellire le proprie abitazioni
Spiccano un po' ovunque decorazioni floreali allestite in occasione del "Balcone fiorito", l'iniziativa con cui il Comune invita i residenti ad abbellire le proprie abitazioni
L'abitazione della signora Rosa, una sorridente signora la cui dimora non sfugge alla supremazia cromatica dell'area
L'abitazione della signora Rosa, una sorridente signora la cui dimora non sfugge alla supremazia cromatica dell'area
«Non avendo un balcone ho appeso un vecchio reggiseno sul muro e l'ho riempito di piante - dice Rosa -. Vivo qui da qualche anno e credo che questa zona sia un patrimonio meraviglioso: e pensare che anch'io conoscevo Casamassima solo per l'ipermercato»
«Non avendo un balcone ho appeso un vecchio reggiseno sul muro e l'ho riempito di piante - dice Rosa -. Vivo qui da qualche anno e credo che questa zona sia un patrimonio meraviglioso: e pensare che anch'io conoscevo Casamassima solo per l'ipermercato»
Il monastero di Santa Chiara, una struttura massiccia concepita nel 1573 come orfanotrofio e poi convertita in monastero nel 1660. Nel corso dei secoli ha cambiato più volte la sua destinazione d'uso ma oggi giace inutilizzata e necessita di lavori di restauro
Il monastero di Santa Chiara, una struttura massiccia concepita nel 1573 come orfanotrofio e poi convertita in monastero nel 1660. Nel corso dei secoli ha cambiato più volte la sua destinazione d'uso ma oggi giace inutilizzata e necessita di lavori di restauro
Un angusto chiasso abbellito con delle piante
Un angusto chiasso abbellito con delle piante
Vaghiamo ancora un po' nel labirinto e una parete poco curata attira la nostra attenzione: su di essa sono evidenti i diversi strati di pittura azzurra spalmati dal 600 a oggi
Vaghiamo ancora un po' nel labirinto e una parete poco curata attira la nostra attenzione: su di essa sono evidenti i diversi strati di pittura azzurra spalmati dal 600 a oggi
Arriviamo quindi in via Ascanio Amenduni dove finalmente incontriamo "il castello", cioè il Palazzo Ducale. La costruzione, abitata dal XII dai feudatari del luogo, è stata più volte ampliata e modificata fino all'aspetto odierno che esalta il portale spagnolo e la torre esterna quadrangolare messa su dai normanni
Arriviamo quindi in via Ascanio Amenduni dove finalmente incontriamo "il castello", cioè il Palazzo Ducale. La costruzione, abitata dal XII dai feudatari del luogo, è stata più volte ampliata e modificata fino all'aspetto odierno che esalta il portale spagnolo e la torre esterna quadrangolare messa su dai normanni
Adiacente al castello si staglia l'Arco delle ombre, così chiamato perchè un tempo chi lo attraversava portava con sè un lume per fare luce, proiettando senza volerlo la propria sagoma sulle pareti
Adiacente al castello si staglia l'Arco delle ombre, così chiamato perchè un tempo chi lo attraversava portava con sè un lume per fare luce, proiettando senza volerlo la propria sagoma sulle pareti