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Carbonara, il quartiere-paese
E’ un vero e proprio paese, con la sua villa comunale, il suo centro storico, il suo patrono, il suo dialetto e i suoi 20mila abitanti, eppure amministrativamente rappresenta “solo” un quartiere periferico di Bari. Parliamo di Carbonara, rione situato a cinque chilometri a sud del centro cittadino. Da sempre comune autonomo, perse la sua libertà nel 1928: ma nonostante siano passati decenni dall’addio all’”indipendenza”, i carbonaresi continuano a sentirsi una “cosa a parte” rispetto a Bari (foto di Antonio Caradonna)
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Raggiungiamo Carbonara da corso Alcide De Gasperi. La via delle ville infatti, dopo aver cambiato nome in via Giuseppe De Marinis, porta dritti nella grande piazza Umberto I: la “villa”...
...come tutti i paesi della provincia anche Carbonara ha un suo giardino pubblico che funge da fulcro per la vita del centro abitato
Si tratta di un’area di cemento quadrata e circondata da numerose palme dove i pensionati si riuniscono per giocare a carte e i ragazzi per improvvisare infuocate partite di pallone
Le differenze tra Carbonara e Bari sono consistenti, a partire dal patrono. Se “Bari città” venera infatti San Nicola, a Carbonara il protettore è un altro: San Michele Arcangelo...
...tutto il centro storico è costellato di edicole dedicate al santo, con la sua caratteristica spada pronta a uccidere il drago
San Michele è venerato nella chiesa matrice di Santa Maria del Fonte. L’edificio religioso è raggiungibile incuneandosi in una delle tante strette viuzze che caratterizzano la parte più vecchia di Carbonara...
...un reticolo di stradine a chianche costellate da basse palazzine con minuscoli balconi. Un vero e proprio centro storico quindi, che identifica non certo un quartiere ma un vero e proprio paese
Lasciata sulla destra la chiesa della Madonna del Carmine risalente al 1878...
...imbocchiamo via di Carbonara Duomo per ritrovarci davanti alla chiesa matrice, risalente al 1974 ma dall’aspetto barocco, in ricordo della più antica chiesa crollata nello stesso punto nel 1763
Ma l’orgoglio di Carbonara non si limita al suo patrono: qui ad essere celebrato è anche un alimento. Perché come tutti i paesi che si rispettino anche Carbonara ha il suo prodotto tipico: il pane
«Viene cucinato in un forno in pietra alimentato da legna arricchita da bucce di mandorle», ci spiega il 50enne signor Giuseppe Ambrosio, che possiede un forno storico in via della Stazione
Non ci resta ora che ritornare indietro per andare a visitare i resti del castello medievale di Carbonara. E lo facciamo attraversando corso Vittorio Emanuele, una strada correlata da vecchie insegne di negozi di alimentari e palazzotti di inizio Novecento...
Corso Vittorio Emanuele, Piazza Garibaldi: a Carbonara i luoghi hanno gli stessi nomi di quelli baresi. La riprova l’abbiamo quando incrociamo un cartello del Municipio di Bari che indica “Piazza Castello…di Carbonara”, distinguendola da quella di Bari
Ed è proprio in piazza Castello che concludiamo il nostro viaggio, davanti ai resti di un’antica fortezza di cui è rimasto ben poco, adibita oggi ad abitazioni private e sulla quale sono stati eretti nel tempo alcuni palazzotti