Notizie
Tutte le gallerie
Fotogallery

Caffariello, la masseria del celebre cantante

Bari 20 foto 19 October 2018

Il suo nome non deriva da quello di nobili proprietari e ricchi feudatari, ma dall’appellativo dato a un grande e celebre cantante. Quella di cui stiamo parlando è Masseria Caffariello, edificio storico tra i più isolati e “imboscati” della terra di Bari, situato com’è in una grande zona di campagna situata tra la Motorizzazione, l’ospedale San Paolo e Lama Balice. La struttura prende il nome da colui che l’ha fatta costruire: Gaetano Majorano, meglio conosciuto con il nome di “Caffariello”, una delle più grandi voci della musica lirica di ogni tempo (foto di Antonio Caradonna)

20 fotografie
Masseria Caffariello, edificio storico tra i più isolati e “imboscati” della terra di Bari. La struttura prende il nome da colui che l’ha fatta costruire: Gaetano Majorano, meglio conosciuto con il nome di “Caffariello”, una delle più grandi voci della musica lirica di ogni tempo
Masseria Caffariello, edificio storico tra i più isolati e “imboscati” della terra di Bari. La struttura prende il nome da colui che l’ha fatta costruire: Gaetano Majorano, meglio conosciuto con il nome di “Caffariello”, una delle più grandi voci della musica lirica di ogni tempo
Per raggiungerla partiamo dalla Motorizzazione imboccando una via di servizio parallela alla strada provinciale 54 che collega la Zona Industriale all’Aeroporto...
Per raggiungerla partiamo dalla Motorizzazione imboccando una via di servizio parallela alla strada provinciale 54 che collega la Zona Industriale all’Aeroporto...
...e svoltiamo dopo 500 metri sulla sinistra in via dei Fiordalisi
...e svoltiamo dopo 500 metri sulla sinistra in via dei Fiordalisi
Dopo aver proseguito per altri 150 metri bisogna fermarsi e aguzzare la vista sulla propria destra, perché in fondo a una lunga e stretta stradina sterrata, circondata da alberi e verde incolto, si trova la nostra masseria
Dopo aver proseguito per altri 150 metri bisogna fermarsi e aguzzare la vista sulla propria destra, perché in fondo a una lunga e stretta stradina sterrata, circondata da alberi e verde incolto, si trova la nostra masseria
A dividerci dall’edificio ci sono trecento metri di cammino: un percorso sul quale è bene soffermarci, visto che proprio da qui un tempo passava la gloriosa via Traiana, strada aperta dai Romani tra il 108 e il 109 d.C. per collegare Benevento a Brindisi
A dividerci dall’edificio ci sono trecento metri di cammino: un percorso sul quale è bene soffermarci, visto che proprio da qui un tempo passava la gloriosa via Traiana, strada aperta dai Romani tra il 108 e il 109 d.C. per collegare Benevento a Brindisi
Siamo ora arrivati di fronte alla costruzione, introdotta da un “recinto” a forma di esedra in pietra tufacea, accanto a cui sorgono due alti pini marittimi
Siamo ora arrivati di fronte alla costruzione, introdotta da un “recinto” a forma di esedra in pietra tufacea, accanto a cui sorgono due alti pini marittimi
Attraversiamo il varco delimitato da due pilastri e ci ritroviamo in un ampio semicerchio invaso da erba inselvatichita cresciuta a dismisura
Attraversiamo il varco delimitato da due pilastri e ci ritroviamo in un ampio semicerchio invaso da erba inselvatichita cresciuta a dismisura
Tutt’intorno a noi, a occupare l’esedra in pietra, compaiono una ventina di quelle che dovevano essere le mangiatoie destinate ai cavalli, dalla forma ad arco ribassato
Tutt’intorno a noi, a occupare l’esedra in pietra, compaiono una ventina di quelle che dovevano essere le mangiatoie destinate ai cavalli, dalla forma ad arco ribassato
Di fronte invece si apre il portale d’ingresso a tutto sesto, ormai del tutto privo del portone
Di fronte invece si apre il portale d’ingresso a tutto sesto, ormai del tutto privo del portone
Da qui si accede al piccolo atrio, in cui la vegetazione spontanea ha rapito ogni centimetro
Da qui si accede al piccolo atrio, in cui la vegetazione spontanea ha rapito ogni centimetro
Nel frattempo siamo arrivati davanti al prospetto del fabbricato caratterizzato da una rigida compostezza delle forme: è a due piani, dal colore chiaro, ma ormai rovinato da decenni di incuria e dalle intemperie
Nel frattempo siamo arrivati davanti al prospetto del fabbricato caratterizzato da una rigida compostezza delle forme: è a due piani, dal colore chiaro, ma ormai rovinato da decenni di incuria e dalle intemperie
A rompere però la semplicità dell’architettura è una torretta merlata che spunta sul terrazzo...
A rompere però la semplicità dell’architettura è una torretta merlata che spunta sul terrazzo...
...si tratta della canna fumaria di un camino interno, caratterizzata da un pinnacolo superiore capeggiato da una croce in ferro che, a discapito della sua funzione, ricorda un castello fiabesco
...si tratta della canna fumaria di un camino interno, caratterizzata da un pinnacolo superiore capeggiato da una croce in ferro che, a discapito della sua funzione, ricorda un castello fiabesco
Muoversi nell’atrio è davvero difficile, ma riusciamo comunque ad affacciarci in alcuni vani caratterizzati da volte a botte, che in passato dovevano essere le stalle, oggi totalmente spogli e “mangiati” dal muschio verde
Muoversi nell’atrio è davvero difficile, ma riusciamo comunque ad affacciarci in alcuni vani caratterizzati da volte a botte, che in passato dovevano essere le stalle, oggi totalmente spogli e “mangiati” dal muschio verde
Attraverso una scalinata laterale, invasa da un ingombrante albero di fico, decidiamo di accedere al piano superiore, quello residenziale
Attraverso una scalinata laterale, invasa da un ingombrante albero di fico, decidiamo di accedere al piano superiore, quello residenziale
All’interno troviamo ad attenderci sei locali comunicanti fra loro, coperti da volte a schifo...
All’interno troviamo ad attenderci sei locali comunicanti fra loro, coperti da volte a schifo...
...le cui mura sono tinteggiate di rosa...
...le cui mura sono tinteggiate di rosa...
...o azzurro...
...o azzurro...
Una sola stanza fra le altre risulta ancora riconoscibile: si tratta della cucina, al cui centro compare un grande camino
Una sola stanza fra le altre risulta ancora riconoscibile: si tratta della cucina, al cui centro compare un grande camino
Ovunque troviamo invece scritte disegnate dai vandali di passaggio. “Noi siamo del Cep. Non abbiamo paura”, leggiamo su una delle pareti. D’altronde di cosa si può aver timore? Forse solo del silenzio che avvolge questa secolare masseria, lì dove un tempo risuonava soave la voce del “Caffariello”
Ovunque troviamo invece scritte disegnate dai vandali di passaggio. “Noi siamo del Cep. Non abbiamo paura”, leggiamo su una delle pareti. D’altronde di cosa si può aver timore? Forse solo del silenzio che avvolge questa secolare masseria, lì dove un tempo risuonava soave la voce del “Caffariello”