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Bitonto, l'istituto Maria Cristina di Savoia

Bitonto 34 foto 9 October 2021

Entrando in paese è impossibile non notarlo, vista la sua mole, il colore rosso ruggine e la posizione in cui si trova, adagiato com’è sul costone di Lama Balice, a ridosso del caratteristico ponte Pescara del Carmine. È così che si presenta il Reale Orfanotrofio Maria Cristina di Savoia, edificio simbolo di Bitonto, che nel corso della sua storia ha ospitato migliaia di piccole orfane. Bimbe che venivano istruite ed educate all’interno di ambienti sorti su un convento del 1489, la cui antica struttura è ancora riconoscibile nei chiostri, nelle volte e nella sorprendente cappella. Realizzato nel 1852 dall’architetto Luigi Castellucci, l’istituto è stato attivo sino agli anni 80 del 900, retto dall’ordine delle suore Adoratrici. Oggi è adibito a centro diurno per minori, anche se molte sue stanze sono attualmente inagibili a causa di importati lavori di ristrutturazione (foto di Christian Lisco)  

34 fotografie
Per visitare il Maria Cristina di Savoia basta imboccare la provinciale 231, per poi entrare a Bitonto attraverso via Modugno. Strada che dopo un chilometro cambia nome in via Ferdinando II di Borbone, pochi metri prima di incrociare sulla sinistra l’ex orfanotrofio...
Per visitare il Maria Cristina di Savoia basta imboccare la provinciale 231, per poi entrare a Bitonto attraverso via Modugno. Strada che dopo un chilometro cambia nome in via Ferdinando II di Borbone, pochi metri prima di incrociare sulla sinistra l’ex orfanotrofio...
...circondato da una scura cancellata in ferro
...circondato da una scura cancellata in ferro
Il complesso si affaccia su Lama Balice, che in quel punto è percorsa dal suggestivo Pescara del Carmine, massiccio ponte ottocentesco che conduce al centro storico cittadino
Il complesso si affaccia su Lama Balice, che in quel punto è percorsa dal suggestivo Pescara del Carmine, massiccio ponte ottocentesco che conduce al centro storico cittadino
Il fabbricato, dalle pareti rossastre, è diviso in due ordini sovrapposti. Quello inferiore conserva un’apertura centrale a tre archi sorretti da robusti pilastri...
Il fabbricato, dalle pareti rossastre, è diviso in due ordini sovrapposti. Quello inferiore conserva un’apertura centrale a tre archi sorretti da robusti pilastri...
...il livello superiore invece si presenta scandito da finestrelle rettangolari e coronato da un parapetto dentellato
...il livello superiore invece si presenta scandito da finestrelle rettangolari e coronato da un parapetto dentellato
Da qui riusciamo anche a scorgere il campanile seicentesco appartenente alla chiesa interna. La sua copertura originaria a cupola fu eliminata nel 1905 per motivi di sicurezza, sostituita da una loggia panoramica, ma ospita ancora due campane bronzee risalenti rispettivamente al 1680 e al 1755
Da qui riusciamo anche a scorgere il campanile seicentesco appartenente alla chiesa interna. La sua copertura originaria a cupola fu eliminata nel 1905 per motivi di sicurezza, sostituita da una loggia panoramica, ma ospita ancora due campane bronzee risalenti rispettivamente al 1680 e al 1755
È arrivato il momento di entrare. Saliamo quindi la grande scalinata in pietra e superiamo l’arco centrale su cui capeggia l’anno di fondazione
È arrivato il momento di entrare. Saliamo quindi la grande scalinata in pietra e superiamo l’arco centrale su cui capeggia l’anno di fondazione
Sull’estesa facciata prospettica lunga ben 90 metri si apre un androne coperto in cui spiccano le nicche contenenti i busti bronzei del re Ferdinando II e della moglie Maria Cristina
Sull’estesa facciata prospettica lunga ben 90 metri si apre un androne coperto in cui spiccano le nicche contenenti i busti bronzei del re Ferdinando II e della moglie Maria Cristina
Dopo pochi passi scorgiamo un alto portone in legno, soglia d’accesso dell’istituto. Dinnanzi a noi si aprono così due lunghi corridoi coperti da volte a crociera che poggiano su pilastri quadrangolari, lascito del quattrocentesco convento dei Carmelitani
Dopo pochi passi scorgiamo un alto portone in legno, soglia d’accesso dell’istituto. Dinnanzi a noi si aprono così due lunghi corridoi coperti da volte a crociera che poggiano su pilastri quadrangolari, lascito del quattrocentesco convento dei Carmelitani
Questi ambienti ospitavano i dormitori e il refettorio, in cui mangiavano ben 250 fanciulle
Questi ambienti ospitavano i dormitori e il refettorio, in cui mangiavano ben 250 fanciulle
Le lunette decorate con copie dei dipinti del pittore seicentesco Nicola Gliri ripercorrono le tappe della vita di Sant’Elia
Le lunette decorate con copie dei dipinti del pittore seicentesco Nicola Gliri ripercorrono le tappe della vita di Sant’Elia
La luce nel corridoio proviene da grandi finestroni a mandorla che si aprono su uno dei tre chiostri interni che appartenevano al precedente monastero
La luce nel corridoio proviene da grandi finestroni a mandorla che si aprono su uno dei tre chiostri interni che appartenevano al precedente monastero
Il più grande è articolato in stretti sentieri in pietra...
Il più grande è articolato in stretti sentieri in pietra...
...in cui la vegetazione cresce rigogliosa
...in cui la vegetazione cresce rigogliosa
Ci rechiamo ora nelle aule che oggi ospitano le attività del centro diurno per minori. Anche se alcune di esse sono solo “custodi” di cumuli di vestiti...
Ci rechiamo ora nelle aule che oggi ospitano le attività del centro diurno per minori. Anche se alcune di esse sono solo “custodi” di cumuli di vestiti...
...e vecchi pianoforti dai tasti rotti e ingialliti
...e vecchi pianoforti dai tasti rotti e ingialliti
Delle immagini in bianco e nero appese alle pareti mostrano però le suore in compagnia delle studentesse
Delle immagini in bianco e nero appese alle pareti mostrano però le suore in compagnia delle studentesse
Non ci è possibile invece accedere al secondo piano per via dei lavori di ristrutturazione
Non ci è possibile invece accedere al secondo piano per via dei lavori di ristrutturazione
Torniamo adesso nell’androne per entrare attraverso una portone nella vera chicca del complesso: la chiesa di Santa Maria del Carmine, ancora attiva. Fondata assieme al monastero, subì nel tempo diversi rimaneggiamenti soprattutto nel 700 e nell’800
Torniamo adesso nell’androne per entrare attraverso una portone nella vera chicca del complesso: la chiesa di Santa Maria del Carmine, ancora attiva. Fondata assieme al monastero, subì nel tempo diversi rimaneggiamenti soprattutto nel 700 e nell’800
All’entrata incontriamo delle tracce quattrocentesche: si tratta di due affreschi di cui uno raffigura la Vergine e il Cristo crocifisso
All’entrata incontriamo delle tracce quattrocentesche: si tratta di due affreschi di cui uno raffigura la Vergine e il Cristo crocifisso
Quest’ultimo appare malmesso a causa dei colpi di piccone subiti nel tentativo di rimuovere lo spesso strato di intonaco con cui era stato ricoperto secoli addietro
Quest’ultimo appare malmesso a causa dei colpi di piccone subiti nel tentativo di rimuovere lo spesso strato di intonaco con cui era stato ricoperto secoli addietro
Il luogo di culto si presenta scandito in tre navate divise da otto possenti archi in muratura e terminante in un’ampia abside centrale segnata da eleganti costoloni
Il luogo di culto si presenta scandito in tre navate divise da otto possenti archi in muratura e terminante in un’ampia abside centrale segnata da eleganti costoloni
Il soffitto è ornato da 15 tele con le rappresentazioni della storia dell’ordine carmelitano realizzate da Carlo Rosa nella prima metà del 600
Il soffitto è ornato da 15 tele con le rappresentazioni della storia dell’ordine carmelitano realizzate da Carlo Rosa nella prima metà del 600
I marmi policromi trionfano nella pavimentazione, nella decorazione dell’altare e nelle nicchie poste nelle navatelle
I marmi policromi trionfano nella pavimentazione, nella decorazione dell’altare e nelle nicchie poste nelle navatelle
Di queste, la più ricca e composita a destra è quella che custodisce l’edicola dedicata proprio alla Madonna del Carmelo...
Di queste, la più ricca e composita a destra è quella che custodisce l’edicola dedicata proprio alla Madonna del Carmelo...
...alla sua icona dipinta sono state applicate una corona d’argento e una collanina dorata
...alla sua icona dipinta sono state applicate una corona d’argento e una collanina dorata
A sinistra invece a spiccare è il sofisticato reliquiario ligneo del tardo Cinquecento. Distinto in tre registri racchiusi da una cornice finemente scolpita con angeli dorati su uno sfondo color cobalto...
A sinistra invece a spiccare è il sofisticato reliquiario ligneo del tardo Cinquecento. Distinto in tre registri racchiusi da una cornice finemente scolpita con angeli dorati su uno sfondo color cobalto...
...conserva altarini e teche contenenti piccole reliquie di santi tra i quali San Magno, San Feliciano e Santa Veneranda
...conserva altarini e teche contenenti piccole reliquie di santi tra i quali San Magno, San Feliciano e Santa Veneranda
La zona absidale...
La zona absidale...
...è composta da un altare marmoreo intarsiato...
...è composta da un altare marmoreo intarsiato...
...anticipato da una balaustra: opere del 1770 dello scultore Vincenzo Pannone
...anticipato da una balaustra: opere del 1770 dello scultore Vincenzo Pannone
E infine nella parte retrostante l’altare, alle spalle del crocifisso del 500, si apre l’ultimo tesoro del Maria Cristina...
E infine nella parte retrostante l’altare, alle spalle del crocifisso del 500, si apre l’ultimo tesoro del Maria Cristina...
...il seicentesco coro in legno policromo
...il seicentesco coro in legno policromo
Opera di Nicola Gliri, fa sfoggio di sé con quindici sedute arricchite da spalliere dipinte con le immagini di frati, vescovi, martiri e santi
Opera di Nicola Gliri, fa sfoggio di sé con quindici sedute arricchite da spalliere dipinte con le immagini di frati, vescovi, martiri e santi