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Bitonto, i resti della via Appia-Traiana

Bitonto 18 foto 30 October 2022

Non è da tutti avere la via Appia-Traiana in cantina. Può succedere però nel Barese, un territorio che l’antica strada romana attraversava da nord-ovest a sud-est, da Ruvo fino a Monopoli, passando per il capoluogo, prima di concludersi a Brindisi. E così lungo questo percorso è oggi possibile imbattersi in edifici che, nei propri sotterranei, conservano ancora tracce della via percorsa 2mila anni fa: basoli, tratti del selciato, solchi lasciati da carri e viandanti diretti verso le principali città costiere dell’allora “Apulia”. Uno degli esempi meglio conservati lo troviamo nel centro storico di Bitonto, nel seminterrato di una residenza ottocentesca in via Porta Robustina oggi adibita a struttura ricettiva. Siamo così andati alla scoperta del tesoro custodito sotto le camere del B&B “Antica Via Appia” (foto di Francesco Sblendorio)  

18 fotografie
A Bitonto la via Appia-Traiana è divenuta un viale alberato su cui è posto il cimitero cittadino...
A Bitonto la via Appia-Traiana è divenuta un viale alberato su cui è posto il cimitero cittadino...
...anche se nella toponomastica ha mantenuto il nome di via Traiana, come si evince dalla targa moderna che campeggia all’inizio dell’arteria
...anche se nella toponomastica ha mantenuto il nome di via Traiana, come si evince dalla targa moderna che campeggia all’inizio dell’arteria
Proprio nei pressi del cancello secondario del camposanto, notiamo ciò che resta di uno degli 11 miliari, cippi litici che scandivano il segmento di tracciato da Ruvo a Bitonto e che riportavano la distanza in miglia (oggi illeggibile) da Benevento: qui era di circa 121 km
Proprio nei pressi del cancello secondario del camposanto, notiamo ciò che resta di uno degli 11 miliari, cippi litici che scandivano il segmento di tracciato da Ruvo a Bitonto e che riportavano la distanza in miglia (oggi illeggibile) da Benevento: qui era di circa 121 km
Proseguendo e superata l’odierna ampia piazza Caduti del Terrorismo...
Proseguendo e superata l’odierna ampia piazza Caduti del Terrorismo...
...entriamo nel centro storico in corrispondenza di quello che era l’accesso alla città per chi arrivava da Ruvo
...entriamo nel centro storico in corrispondenza di quello che era l’accesso alla città per chi arrivava da Ruvo
Imbocchiamo quindi via di Porta Robustina e, dopo poche decine di metri, sulla destra notiamo un edificio a tre piani con la facciata tinteggiata di giallo e un robusto portone in legno
Imbocchiamo quindi via di Porta Robustina e, dopo poche decine di metri, sulla destra notiamo un edificio a tre piani con la facciata tinteggiata di giallo e un robusto portone in legno
Si tratta di un palazzo del 1843, costruito su resti medievali, sede del podestà di Bitonto Serafino Santoro dal 1928 al 1938. Attraverso una serie di stanze coperte da volte a botte e a crociera arredate ancora con i mobili del XIX secolo...
Si tratta di un palazzo del 1843, costruito su resti medievali, sede del podestà di Bitonto Serafino Santoro dal 1928 al 1938. Attraverso una serie di stanze coperte da volte a botte e a crociera arredate ancora con i mobili del XIX secolo...
...arriviamo in un piccolo atrio all’aperto...
...arriviamo in un piccolo atrio all’aperto...
...e scendiamo lungo una ripida scala in pietra che, dopo un semiarco...
...e scendiamo lungo una ripida scala in pietra che, dopo un semiarco...
...ci conduce nei sotterranei: veniamo così riportati indietro di 2mila anni
...ci conduce nei sotterranei: veniamo così riportati indietro di 2mila anni
Ci troviamo subito in uno stretto corridoio: nei secoli passati era adibito a cantina e la pavimentazione ancora oggi rappresenta il selciato originale dell’antica strada voluta da Traiano
Ci troviamo subito in uno stretto corridoio: nei secoli passati era adibito a cantina e la pavimentazione ancora oggi rappresenta il selciato originale dell’antica strada voluta da Traiano
Sotto i nostri piedi vediamo infatti uno strato di pietra bianca che, in certi punti, rivela un livello sottostante più irregolare e annerito
Sotto i nostri piedi vediamo infatti uno strato di pietra bianca che, in certi punti, rivela un livello sottostante più irregolare e annerito
Numerosi sono gli elementi riconducibili alle tecniche costruttive di età romana e i basoli piatti e rettangolari, alcuni consunti e in parte coperti dal terriccio calcificato, ricordano un altro tratto della via Appia rinvenuto a Bari, in piazza del Ferrarese
Numerosi sono gli elementi riconducibili alle tecniche costruttive di età romana e i basoli piatti e rettangolari, alcuni consunti e in parte coperti dal terriccio calcificato, ricordano un altro tratto della via Appia rinvenuto a Bari, in piazza del Ferrarese
Diversi solchi costellano il tracciato, taluni più superficiali e altri più profondi: scopriamo che, con tutta probabilità, sono il risultato del continuo passaggio dei carri nel corso dei secoli
Diversi solchi costellano il tracciato, taluni più superficiali e altri più profondi: scopriamo che, con tutta probabilità, sono il risultato del continuo passaggio dei carri nel corso dei secoli
L’Appia Traiana infatti era una via molto trafficata e il continuo andirivieni di mezzi di trasporto ha lasciato i propri segni nel selciato
L’Appia Traiana infatti era una via molto trafficata e il continuo andirivieni di mezzi di trasporto ha lasciato i propri segni nel selciato
Ci infiliamo in pertugi sempre più stretti, in cui le fessure della roccia appaiono maggiormente pronunciate, fino a creare veri e propri fori creati dal tempo e dall’intervento umano che ha costruito strutture utilizzando il piano stradale come basamento
Ci infiliamo in pertugi sempre più stretti, in cui le fessure della roccia appaiono maggiormente pronunciate, fino a creare veri e propri fori creati dal tempo e dall’intervento umano che ha costruito strutture utilizzando il piano stradale come basamento
Giungiamo infine all’ultimo tratto del corridoio coperto con lastre di vetro di camminamento
Giungiamo infine all’ultimo tratto del corridoio coperto con lastre di vetro di camminamento
Notiamo la pietra bianca annerita e consunta dallo scorrere del tempo assieme ai profondi solchi che l’attraversano, rivelando l’intenso traffico che proseguì per buona parte del Medioevo, quando l’Appia–Traiana divenne parte integrante della via Francigena
Notiamo la pietra bianca annerita e consunta dallo scorrere del tempo assieme ai profondi solchi che l’attraversano, rivelando l’intenso traffico che proseguì per buona parte del Medioevo, quando l’Appia–Traiana divenne parte integrante della via Francigena