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Bitetto, il Museo della Devozione e del Lavoro

Bitetto 31 foto 11 November 2021

Attrezzi agricoli, arredi domestici, ricostruzioni di antiche botteghe e persino le vesti e le urne in cui fu conservato per secoli il corpo di Giacomo Illirico. Sono alcune delle molteplici testimonianze storiche presenti all’interno del Museo della Devozione e del Lavoro di Bitetto: un’esposizione che offre un’immersione nella vita quotidiana del popolo pugliese del passato, mostrando al visitatore anche cimeli appartenuti all’amatissimo patrono della cittadina in provincia di Bari (foto di Nicola Lasalandra)

31 fotografie
Siamo dunque in via Beato Giacomo, strada su cui staglia l’omonimo monastero
Siamo dunque in via Beato Giacomo, strada su cui staglia l’omonimo monastero
Attraverso una porta alla destra del portale d’ingresso si accede al chiostro centrale del complesso, lì dove si apre l’entrata al museo
Attraverso una porta alla destra del portale d’ingresso si accede al chiostro centrale del complesso, lì dove si apre l’entrata al museo
Il nostro sguardo viene infatti immediatamente catturato dalle rappresentazioni di un’antica cucina costellata di antiche pentole, paioli, stadere e altri recipienti in rame...
Il nostro sguardo viene infatti immediatamente catturato dalle rappresentazioni di un’antica cucina costellata di antiche pentole, paioli, stadere e altri recipienti in rame...
oltre che da una tipica abitazione ottocentesca comprendente una camera da letto...
oltre che da una tipica abitazione ottocentesca comprendente una camera da letto...
...e un soggiorno
...e un soggiorno
In quest’ultima stanza è possibile notare due manichini abbigliati con costumi tipici dell’epoca di re Ferdinando IV di Borbone ideati dalla studiosa Rita Faure e realizzati dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bari
In quest’ultima stanza è possibile notare due manichini abbigliati con costumi tipici dell’epoca di re Ferdinando IV di Borbone ideati dalla studiosa Rita Faure e realizzati dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bari
Dopo avere oltrepassato una ricostruzione di una tradizionale cantina, principale luogo di ritrovo e socializzazione maschile...
Dopo avere oltrepassato una ricostruzione di una tradizionale cantina, principale luogo di ritrovo e socializzazione maschile...
...giungiamo in quella che, secondo la storia, sarebbe l’originale cella in cui viveva Beato Giacomo Illirico
...giungiamo in quella che, secondo la storia, sarebbe l’originale cella in cui viveva Beato Giacomo Illirico
Possiamo notare un manichino ritraente il frate abbigliato con la veste del suo Ordine: è in ginocchio davanti a un’immagine della Vergine
Possiamo notare un manichino ritraente il frate abbigliato con la veste del suo Ordine: è in ginocchio davanti a un’immagine della Vergine
Accanto vi è invece la bellissima ricostruzione di un’aula scolastica tipica degli inizi del 900...
Accanto vi è invece la bellissima ricostruzione di un’aula scolastica tipica degli inizi del 900...
...con tanto di banchi in legno e biblioteca
...con tanto di banchi in legno e biblioteca
Mentre le sale successive sono tutte dedicate agli antichi mestieri. Si va dalla bottega del sellaio e calzolaio...
Mentre le sale successive sono tutte dedicate agli antichi mestieri. Si va dalla bottega del sellaio e calzolaio...
...a quella del fabbro...
...a quella del fabbro...
...e del cestaio...
...e del cestaio...
...passando per il vasaio...
...passando per il vasaio...
...il barbiere...
...il barbiere...
...e il carradore
...e il carradore
Le due sale che visitiamo ora sono invece dedicate al lavoro femminile. La prima è una ricostruzione di un ambiente domestico in cui si notano due manichini raffiguranti massaie intente a lavorare la pasta
Le due sale che visitiamo ora sono invece dedicate al lavoro femminile. La prima è una ricostruzione di un ambiente domestico in cui si notano due manichini raffiguranti massaie intente a lavorare la pasta
La seconda è invece un laboratorio di tessitura dedicato alla produzione di abiti sacri
La seconda è invece un laboratorio di tessitura dedicato alla produzione di abiti sacri
Al centro della stanza vi è infatti un grande telaio ottocentesco che fa bella mostra di sé...
Al centro della stanza vi è infatti un grande telaio ottocentesco che fa bella mostra di sé...
...insieme ad antiche macchine da cucire...
...insieme ad antiche macchine da cucire...
...filarelli per lavorare la lana e riproduzioni di vestiti
...filarelli per lavorare la lana e riproduzioni di vestiti
Proseguiamo per giungere a quello che può considerarsi il fulcro del museo. Si tratta della stanza dedicata al faticoso lavoro agricolo...
Proseguiamo per giungere a quello che può considerarsi il fulcro del museo. Si tratta della stanza dedicata al faticoso lavoro agricolo...
...testimoniato dai numerosi attrezzi per coltivare la terra che occupano i muri: zappe, aratri, rastrelli, picconi e falcetti
...testimoniato dai numerosi attrezzi per coltivare la terra che occupano i muri: zappe, aratri, rastrelli, picconi e falcetti
A occupare la scena vi è inoltre un grande traino ottocentesco usato dai contadini per il trasporto degli attrezzi e dei frutti dei loro raccolti
A occupare la scena vi è inoltre un grande traino ottocentesco usato dai contadini per il trasporto degli attrezzi e dei frutti dei loro raccolti
Questa sala è anche il luogo dove viene rappresentata la Grotta della Natività del presepe vivente, messo su durante il periodo natalizio da attori che interpretano dal vivo gli antichi mestieri. Sono visibili due statue ai fianchi di una culla in legno a raffigurare la Sacra Famiglia
Questa sala è anche il luogo dove viene rappresentata la Grotta della Natività del presepe vivente, messo su durante il periodo natalizio da attori che interpretano dal vivo gli antichi mestieri. Sono visibili due statue ai fianchi di una culla in legno a raffigurare la Sacra Famiglia
Giungiamo infine nella sala più grande, adibita interamente alla conservazione di oggetti di devozione popolare provenienti da collezioni private o donati da altri conventi, tra cui ex voto, reliquiari, statue, opere d’arte e antichi libri
Giungiamo infine nella sala più grande, adibita interamente alla conservazione di oggetti di devozione popolare provenienti da collezioni private o donati da altri conventi, tra cui ex voto, reliquiari, statue, opere d’arte e antichi libri
La nostra attenzione viene però catturata da un elemento particolare: un’antico e logoro abito francescano custodito all’interno di una teca di vetro. Si tratta dell’originaria veste con cui venne conservato il corpo del Beato fino al 1986, anno venne sostituita con l’indumento indossato attualmente
La nostra attenzione viene però catturata da un elemento particolare: un’antico e logoro abito francescano custodito all’interno di una teca di vetro. Si tratta dell’originaria veste con cui venne conservato il corpo del Beato fino al 1986, anno venne sostituita con l’indumento indossato attualmente
Più avanti notiamo altri due elementi di grande interesse: le urne nelle quali vennero custodite per secoli le spoglie del Beato prima di venire sostituite dal reliquiario risalente al 1913
Più avanti notiamo altri due elementi di grande interesse: le urne nelle quali vennero custodite per secoli le spoglie del Beato prima di venire sostituite dal reliquiario risalente al 1913
La prima, datata 1587 e realizzata in legno di abete, fu un dono del nobile Francesco Carafa, come si può evincere dalle lettere riportate sul fianco della cassa
La prima, datata 1587 e realizzata in legno di abete, fu un dono del nobile Francesco Carafa, come si può evincere dalle lettere riportate sul fianco della cassa
La seconda, del 1650 e realizzata in ebano laminato d’argento, fu un dono di Giangirolamo Acquaviva, conte di Conversano
La seconda, del 1650 e realizzata in ebano laminato d’argento, fu un dono di Giangirolamo Acquaviva, conte di Conversano