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Bari, viaggio all'interno del Faro San Cataldo

Bari 42 foto 24 May 2021

«Tutte le imbarcazioni sono dotate di gps, ma nessun navigante rinuncerebbe mai alla rassicurante luce rotante che segnala da decenni il porto ormai vicino». Sono le parole del 66enne Gaetano Serafino, guardiano del Faro di Bari, bianca costruzione che indica la via a coloro che giungono nel capoluogo pugliese attraverso l’Adriatico. Un’importante attività che svolge dal 1869, anno da cui svetta sulla penisola di San Cataldo grazie ai suoi 62,4 metri di altezza (66,4 di altitudine). Noi siamo andati a visitare questo simbolo della città “sul mare” e il nostro viaggio si è trasformato in una vera e propria esperienza. Con entusiasmo siamo saliti sulla sua cima, scalando i 380 gradini che ci hanno condotto  prima al cospetto della fiera lanterna e poi davanti a un panorama che è lecito definire unico (foto di Antonio Caradonna)

42 fotografie
Il Faro di Bari, bianca costruzione che indica la via a coloro che giungono nel capoluogo pugliese attraverso l’Adriatico. Un’importante attività che la costruzione svolge dal 1869, anno da cui svetta sulla penisola di San Cataldo grazie ai suoi 62,4 metri di altezza
Il Faro di Bari, bianca costruzione che indica la via a coloro che giungono nel capoluogo pugliese attraverso l’Adriatico. Un’importante attività che la costruzione svolge dal 1869, anno da cui svetta sulla penisola di San Cataldo grazie ai suoi 62,4 metri di altezza
L’ingresso del Faro San Cataldo è situato in via Tripoli 19. Qui si apre un cancello in ferro...
L’ingresso del Faro San Cataldo è situato in via Tripoli 19. Qui si apre un cancello in ferro...
...che conduce in un cortile su cui si staglia una palazzina bianca a due piani che regge la torre ottagonale
...che conduce in un cortile su cui si staglia una palazzina bianca a due piani che regge la torre ottagonale
Con il naso all’insù ne ammiriamo la leggiadra elevatezza, scandita da un serie di finestrelle poste verticalmente: ce ne sono sei dal lato terra...
Con il naso all’insù ne ammiriamo la leggiadra elevatezza, scandita da un serie di finestrelle poste verticalmente: ce ne sono sei dal lato terra...
...e sei alla parte del mare
...e sei alla parte del mare
A coronare l’edificio si trova un piccolo terrazzino...
A coronare l’edificio si trova un piccolo terrazzino...
...che circonda l’alloggio della lanterna
...che circonda l’alloggio della lanterna
Quest’ultimo è protetto da uno spesso vetro di cristallo e sovrastato da un tetto che comprende sculture di teste di leone che fungono da scoli per l’acqua piovana
Quest’ultimo è protetto da uno spesso vetro di cristallo e sovrastato da un tetto che comprende sculture di teste di leone che fungono da scoli per l’acqua piovana
Alla base della torre è affissa una targa della Marina, che ci dà il benvenuto all’interno della costruzione
Alla base della torre è affissa una targa della Marina, che ci dà il benvenuto all’interno della costruzione
Superato un ingresso dove trovano posto fotografie e bandiere...
Superato un ingresso dove trovano posto fotografie e bandiere...
...ci dirigiamo nell’ufficio di Gaetano Serafino, il guardiano del faro che in questo luogo non solo lavora ma vive assieme alla sua famiglia
...ci dirigiamo nell’ufficio di Gaetano Serafino, il guardiano del faro che in questo luogo non solo lavora ma vive assieme alla sua famiglia
La stanza pare un vero museo, con immagini, articoli di giornale, manuali...
La stanza pare un vero museo, con immagini, articoli di giornale, manuali...
...strumenti d’epoca e antiche lampade di segnalazione
...strumenti d’epoca e antiche lampade di segnalazione
«L’esatta dicitura del farista è adesso assistente tecnico nautico” – afferma Serafino -: io lo sono diventato nel 1978 e nel 1987 ho preso il posto di mio padre a Bari, che era qui dal 1970»
«L’esatta dicitura del farista è adesso assistente tecnico nautico” – afferma Serafino -: io lo sono diventato nel 1978 e nel 1987 ho preso il posto di mio padre a Bari, che era qui dal 1970»
Ma è ora arrivato il momento di salire. Attraverso un piccolo arco abbiamo accesso alle scale a chiocciola che conducono alla cima
Ma è ora arrivato il momento di salire. Attraverso un piccolo arco abbiamo accesso alle scale a chiocciola che conducono alla cima
Ci facciamo coraggio e iniziamo ad “arrampicarsi” sui 380 gradini della torre...
Ci facciamo coraggio e iniziamo ad “arrampicarsi” sui 380 gradini della torre...
...segnalati di 50 in 50 da una serie di numerini scritti sulle pareti
...segnalati di 50 in 50 da una serie di numerini scritti sulle pareti
Un tempo i guardiani dovevano fare questo viaggio ogni giorno. «Fino al 1980 – spiega Gaetano - la lampada superiore ruotava grazie a un meccanismo che, come l’ingranaggio di un orologio a pendolo...
Un tempo i guardiani dovevano fare questo viaggio ogni giorno. «Fino al 1980 – spiega Gaetano - la lampada superiore ruotava grazie a un meccanismo che, come l’ingranaggio di un orologio a pendolo...
...faceva scendere il peso lungo la colonna fino al pavimento del piano terra. Era poi il farista a dover riavvolgere manualmente il cavo per farlo ripartire il giorno seguente»
...faceva scendere il peso lungo la colonna fino al pavimento del piano terra. Era poi il farista a dover riavvolgere manualmente il cavo per farlo ripartire il giorno seguente»
Finite le scale, ci ritroviamo proprio davanti al contrappeso, ormai bloccato, attaccato a un gancio
Finite le scale, ci ritroviamo proprio davanti al contrappeso, ormai bloccato, attaccato a un gancio
Ci inerpichiamo ora su una scala verticale in metallo: porta all’interno di un secondo ambiente. Ospita il meccanismo a ruote dentate che...
Ci inerpichiamo ora su una scala verticale in metallo: porta all’interno di un secondo ambiente. Ospita il meccanismo a ruote dentate che...
...azionato oggi da un piccolo motore, serve ancora per la rotazione della luce
...azionato oggi da un piccolo motore, serve ancora per la rotazione della luce
La nostra salita non finisce però qui: ci attende un’altra scaletta...
La nostra salita non finisce però qui: ci attende un’altra scaletta...
...che conduce nel vano dove si trova l’affascinante lanterna.Ci guardiamo intorno: siamo circondati da vetri di cristallo che ci isolano completamente dall’esterno
...che conduce nel vano dove si trova l’affascinante lanterna.Ci guardiamo intorno: siamo circondati da vetri di cristallo che ci isolano completamente dall’esterno
Ed eccola la lampada, cuore pulsante del faro...
Ed eccola la lampada, cuore pulsante del faro...
...una struttura in ottone e bronzo verde costruita dalla ditta francese Barbier Benard et Turenne...
...una struttura in ottone e bronzo verde costruita dalla ditta francese Barbier Benard et Turenne...
...composta da grandi “lenti di Fresnel” frazionate in anelli concentrici. Tale sistema permette di trasformare la luce continua ed omnidirezionale della sorgente in segnali intermittenti
...composta da grandi “lenti di Fresnel” frazionate in anelli concentrici. Tale sistema permette di trasformare la luce continua ed omnidirezionale della sorgente in segnali intermittenti
Le lenti custodiscono al centro una lampadina alogena da 1000 watt da cui tutto nasce...
Le lenti custodiscono al centro una lampadina alogena da 1000 watt da cui tutto nasce...
...sembra paradossale che sia questo minuto oggetto a dar vita al bagliore che si estende per decine di chilometri verso il mare
...sembra paradossale che sia questo minuto oggetto a dar vita al bagliore che si estende per decine di chilometri verso il mare
«Prima del 1987 la lanterna era alimentata a gas: almeno una volta l'anno si doveva portare su una bombola di acetilene del peso di 60 chili», aggiunge Gaetano, mentre eccezionalmente accende per noi il faro in anticipo azionando con una leva il meccanismo
«Prima del 1987 la lanterna era alimentata a gas: almeno una volta l'anno si doveva portare su una bombola di acetilene del peso di 60 chili», aggiunge Gaetano, mentre eccezionalmente accende per noi il faro in anticipo azionando con una leva il meccanismo
La struttura inizia così lentamente a ruotare. Restiamo ansiosi in attesa del primo bagliore: ma dopo qualche minuto finalmente parte la frequenza luminosa. Dura in tutto 20 secondi: tre lampi da 0,2 secondi, intervallati da un doppio periodo di buio di 3,8 e un terzo più lungo di 11,8
La struttura inizia così lentamente a ruotare. Restiamo ansiosi in attesa del primo bagliore: ma dopo qualche minuto finalmente parte la frequenza luminosa. Dura in tutto 20 secondi: tre lampi da 0,2 secondi, intervallati da un doppio periodo di buio di 3,8 e un terzo più lungo di 11,8
Ma le meraviglie non finiscono qui: è arrivato il momento di assistere allo spettacolo che si gode da qui su. Una porticina conduce infatti al terrazzino che circonda la torre, dal quale possiamo ammirare Bari e il suo mare, quasi fossimo in volo su di essi
Ma le meraviglie non finiscono qui: è arrivato il momento di assistere allo spettacolo che si gode da qui su. Una porticina conduce infatti al terrazzino che circonda la torre, dal quale possiamo ammirare Bari e il suo mare, quasi fossimo in volo su di essi
A sud lo sguardo si posa sui palazzi del quartiere Marconi, l’Arena della Vittoria e le ciminiere delle antiche industrie
A sud lo sguardo si posa sui palazzi del quartiere Marconi, l’Arena della Vittoria e le ciminiere delle antiche industrie
A est ecco che si allarga il grande Porto, con le sue navi...
A est ecco che si allarga il grande Porto, con le sue navi...
...i suoi moli...
...i suoi moli...
...l’impianto del Cus con le barche attraccate, l’ansa di Marisabella...
...l’impianto del Cus con le barche attraccate, l’ansa di Marisabella...
...e sullo sfondo lo skyline del centro storico
...e sullo sfondo lo skyline del centro storico
A nord c’è solo l’Adriatico, con il suo blu intenso...
A nord c’è solo l’Adriatico, con il suo blu intenso...
...che ritroviamo spostandoci verso ovest. Qui gli occhi si perdono sulla sottostante penisola di San Cataldo, che poi via via lascia spazio alla Fiera, alla spiaggia di San Francesco, al waterfront di San Girolamo...
...che ritroviamo spostandoci verso ovest. Qui gli occhi si perdono sulla sottostante penisola di San Cataldo, che poi via via lascia spazio alla Fiera, alla spiaggia di San Francesco, al waterfront di San Girolamo...
...sino ad arrivare alla punta estrema rappresentata dalla città di Giovinazzo
...sino ad arrivare alla punta estrema rappresentata dalla città di Giovinazzo
E in fondo, verso sud-ovest, si riesce persino a scorgere Castel del Monte
E in fondo, verso sud-ovest, si riesce persino a scorgere Castel del Monte
Il tutto mentre il sole volge al tramonto, lasciando così spazio al bagliore del faro, l’indiscusso guardiano del mare
Il tutto mentre il sole volge al tramonto, lasciando così spazio al bagliore del faro, l’indiscusso guardiano del mare