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Bari, via Tunisi tra eleganza e degrado

Bari 20 foto 28 March 2017

E’ una via brevissima, ma racchiude in pochi metri la storia di due tra i più bei palazzi in stile liberty della città, costretti però a convivere con il continuo via vai dei treni e con un sottopasso pedonale di recente costruzione buio e sporco. E’ via Tunisi, misconosciuto lembo di Bari che taglia via Emanuele Mola, la strada che da via Capruzzi porta al rione Madonnella (foto di Gennaro Gargiulo)

20 fotografie
Via Tunisi taglia via Emanuele Mola, la strada che da via Capruzzi porta al rione Madonnella (foto di Antonio Caradonna)
Via Tunisi taglia via Emanuele Mola, la strada che da via Capruzzi porta al rione Madonnella (foto di Antonio Caradonna)
Via Emanuele Mola è interrotta da un sottopassaggio costruito nel 2015 per attraversare i binari della ferrovia. Fino al 2013 qui si trovava un passaggio a livello
Via Emanuele Mola è interrotta da un sottopassaggio costruito nel 2015 per attraversare i binari della ferrovia. Fino al 2013 qui si trovava un passaggio a livello
Prima di arrivare in via Tunisi però si trova sulla destra l’ancora più breve via Beltrani, praticamente un vicolo cieco che porta a un cancello che dava accesso a un palazzo rosso che fu occupato da immigrati e italiani indigenti prima di essere sgomberato
Prima di arrivare in via Tunisi però si trova sulla destra l’ancora più breve via Beltrani, praticamente un vicolo cieco che porta a un cancello che dava accesso a un palazzo rosso che fu occupato da immigrati e italiani indigenti prima di essere sgomberato
La facciata del palazzo rosso occupato tra il 2011 e il 2012
La facciata del palazzo rosso occupato tra il 2011 e il 2012
Subito dopo sulla destra ecco il primo pezzo di via Tunisi: una strada chiusa sul quale si erge al civico n.1 il primo splendido palazzo, il cui ingresso è situato sotto una piccola loggia (foto di Ilaria Palumbo)
Subito dopo sulla destra ecco il primo pezzo di via Tunisi: una strada chiusa sul quale si erge al civico n.1 il primo splendido palazzo, il cui ingresso è situato sotto una piccola loggia (foto di Ilaria Palumbo)
Di tre piani e color rosa, fu costruito nel 1920...
Di tre piani e color rosa, fu costruito nel 1920...
...la data di costruzione la si legge in numeri romani sul cartiglio sorretto da due puttini in pietra e posto sopra una testa di donna circondata da margherite e festoni
...la data di costruzione la si legge in numeri romani sul cartiglio sorretto da due puttini in pietra e posto sopra una testa di donna circondata da margherite e festoni
A sostegno dei balconi ci sono poi mensole decorate con mascheroni in pietra...
A sostegno dei balconi ci sono poi mensole decorate con mascheroni in pietra...
...le maschere donano alla palazzina un tocco di monumentalità e raffinatezza
...le maschere donano alla palazzina un tocco di monumentalità e raffinatezza
Tra le figure presenti spicca una testa di leone in pietra
Tra le figure presenti spicca una testa di leone in pietra
Incontriamo la 60enne Anna che abita qui dal 1998 e che ci invita ad entrare nel suo appartamento situato al primo piano. Ci affacciamo al balcone dal quale si ha una vista completa dei binari della ferrovia
Incontriamo la 60enne Anna che abita qui dal 1998 e che ci invita ad entrare nel suo appartamento situato al primo piano. Ci affacciamo al balcone dal quale si ha una vista completa dei binari della ferrovia
Torniamo su via Mola per dirigerci sulla sinistra, dove si trova il secondo tronco di via Tunisi: un'altra strada chiusa che presenta al civico n.7 un palazzo rosso di quattro piani progettato nel 1915-1916 dall’ingegnere Pasquale Lo Foco e recentemente restaurato
Torniamo su via Mola per dirigerci sulla sinistra, dove si trova il secondo tronco di via Tunisi: un'altra strada chiusa che presenta al civico n.7 un palazzo rosso di quattro piani progettato nel 1915-1916 dall’ingegnere Pasquale Lo Foco e recentemente restaurato
Anche qui ci troviamo in presenza di un edificio particolare, con un portone d’ingresso su cui compare un suggestivo mascherone apotropaico che ritrae un demone
Anche qui ci troviamo in presenza di un edificio particolare, con un portone d’ingresso su cui compare un suggestivo mascherone apotropaico che ritrae un demone
Al primo piano vi è un lungo balcone diviso in tre parti, sorretto da mensole decorate con motivi floreali, mentre le finestre dell’ultimo piano sono impreziosite da teste medusee e altre motivi tipici dell’arte liberty che rendono tutto molto armonioso
Al primo piano vi è un lungo balcone diviso in tre parti, sorretto da mensole decorate con motivi floreali, mentre le finestre dell’ultimo piano sono impreziosite da teste medusee e altre motivi tipici dell’arte liberty che rendono tutto molto armonioso
Peccato che questo palazzo si affacci sul muro di cinta dei binari, sormontato da vetri che i writers hanno “colorato” con scritte e graffiti. Qui si trova anche l’accesso al sottopassaggio, affiancato da un’ascensore
Peccato che questo palazzo si affacci sul muro di cinta dei binari, sormontato da vetri che i writers hanno “colorato” con scritte e graffiti. Qui si trova anche l’accesso al sottopassaggio, affiancato da un’ascensore
Una residente, Aurora, ci spinge a dare un’occhiata alle condizioni igieniche sia dell’ascensore che delle scale che portano al sottopasso. L’odore non è dei migliori e polvere e sporcizia ricoprono interamente il pavimento
Una residente, Aurora, ci spinge a dare un’occhiata alle condizioni igieniche sia dell’ascensore che delle scale che portano al sottopasso. L’odore non è dei migliori e polvere e sporcizia ricoprono interamente il pavimento
La donna ci riporta anche in via Beltrami per farci notare come tra le sterpaglie spuntino siringhe, escrementi e rifiuti vari. Un “bagno a cielo aperto” come lo definisce la stessa signora
La donna ci riporta anche in via Beltrami per farci notare come tra le sterpaglie spuntino siringhe, escrementi e rifiuti vari. Un “bagno a cielo aperto” come lo definisce la stessa signora
Non ci resta a questo punto che percorrere l’ormai “famoso” sottopasso. Ci ritroviamo in un tunnel effettivamente un po’ buio...
Non ci resta a questo punto che percorrere l’ormai “famoso” sottopasso. Ci ritroviamo in un tunnel effettivamente un po’ buio...
...anche se a rallegrare l’ambiente ci pensa un musicista di strada straniero che con il suono della sua fisarmonica ci accompagna fino all’uscita
...anche se a rallegrare l’ambiente ci pensa un musicista di strada straniero che con il suono della sua fisarmonica ci accompagna fino all’uscita
Siamo ora su via Dieta di Bari e alzando la testa vediamo davanti a noi i tre palazzi dai tenui colori pastello: fieri, ma ingabbiati da un insieme di tralicci, muri e binari (foto di Ilaria Palumbo)
Siamo ora su via Dieta di Bari e alzando la testa vediamo davanti a noi i tre palazzi dai tenui colori pastello: fieri, ma ingabbiati da un insieme di tralicci, muri e binari (foto di Ilaria Palumbo)